Utente 232XXX
Buongiorno,chiedo nuovamente e cortesemente un vostro consulto e parere on line in attesa di intraprendere ulteriori accertamenti specialistici, anche per poter aver qualche indicazione aggiuntiva. Proprio ieri ho avuto (e non è il primo purtroppo) episodio di tachicardia: 147 battiti, ossigenazione 97, pressione arteriosa (misurata però quando i battiti erano già scesi a 118) 90-70. La tachicardia si è innescata in modo improvviso ed è perdurata in modo ininterrotto per circa tre ore. trascorse le tre ore si è bruscamente interrotta portando i battiti prima a 118 e solo dopo alcune ore a 95. Frequente il bisogno di urinare e il senso di spossatezza anche nel corso della giornata. Vi informo (ma vi avevo già fornito questi dati mi sembra), che nel 2010 mi è stato diagnosticato un prolasso della mitrale con lieve insufficienza della stessa in aggiunta ad extrasistolia ventricolare singola e monomorfa, inizialmente e per due anni circa curato con betabloccante ed ora interrotto. Quello che vi chiedo è innanzittutto quali rischi si possono correre durante questi episodi tachicardici (io in genere continuo a svolgere le mie normali mansioni), se dovrei fare accertamenti specifici diversi dal normale controllo cardiologico..Aggiungo che in famiglia abbiamo ereditarietà per le patologie cardiache e diversi casi di infarto.
In attesa di un vostro gentile riscontro porgo cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Iscritto dal 2012
Occorre innanzitutto fare una diagnosi...E' probabile che lei abbia un'aritmia cardiaca, da come descrive i sintomi, ma bisogna stabilire tra le tante forme, sia sopraventricolari che eventualmente ventricolari, si stà parlando. L'Holter ECG può non consentire una diagnosi perchè se i fenomeni non si verificano durante la registrazione i risultati saranno falsamente negativi. Visto però che lei riferisce che i sintomi durano ore l'atteggiamento migliore per una diagnosi è di recarsi rapidamente al più vicino PS per fare un ECG. Solo dopo la diagnosi si potrà parlare della migliore terapia e certo la cosa peggiore è usare farmaci "alla cieca" betabloccanti o meno....
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 232XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la chiarezza della risposta e concordo perfettamente sulla terapia farmacologica. Non mi sono mai recata in PS, forse anche sbagliando e sottovalutando gli episodi, perchè non essendo soggetto ansioso di solito attendo che tutto passi. Ultimamente però ho cominciado a domandarmi se potessero esistere rischi oggettivi vista la lunga durata (non di tutti per fortuna, ma di alcuni) episodi tachicardici.
Ancora grazie per la disponibilità, seguirò le Sue indicazioni.
Saluti.
[#3] dopo  
Utente 232XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dottor Rillo,
Le scrivo perchè vista la sua precedente disponibilità e repentinità nel rispondermi, volevo aggiornarla sugli ultimi eventi. Ieri ho avuto un nuovo episodio di tachicardia (168 FC e all'arrivo in H 150 FC). Questa volta ho lasciato tutto e mi sono recata al più vicino pronto soccorso.
La diagnosi è stata fibrillazione atriale parossistica regredita spontaneamente dopo circa tre ore (ecg in triage tachicardia a complessi stretti-esami del sangue tutto nella norma). All'arrivo i medici pensavano di dover intervenire con una cardioversione da farmaco o elettrica, poi tutto si è risolto per il meglio. Ora mi hanno consigliato uno studio elettrofisiologico per valutare meglio la situazione.
Mi piacerebbe anche questa volta conoscere il suo parere in merito, e comprendere meglio il grado di serietà della fibrillazione.
Ancora grazie.
Cordiali saluti