Utente 250XXX
Salve,
da circa 10 anni soffro di prostatite.
Quando ho scoperto la malattia l’urologo ha provato a curarmi con antibiotici e antinfiammatori con il solo risultato di peggiorare le cose. Con il passare del tempo e l’assunzione di diversi antibiotici e antinfiammatori ho iniziato ad avere grossi problemi di disfunzione erettile. L’inizio della malattia è stata caratterizzata da prostatite batterica: batteri comuni e micoplasmi. L’assunzione di antibiotici faceva mutare i ceppi batterici presenti nello sperma e nell’urina e non li eliminava. I micoplasmi sono spariti dallo sperma dopo diversi cicli di antibiotici. Nel 2006 vedendo che le terapie classiche peggioravano solo la situazione ho smesso di curarmi. Nel periodo che va dal 2003 al 2006 mi è venuta una faringite ancora non del tutto risolta ed ho iniziato ad avvertire qualche lieve fastidio di digestione.
Nel 2008 a seguito di alcuni evidenti disturbi alla digestione ho scoperto che i micoplasmi si erano annidati nell’intestino. Visto l’antibiogramma resistente a tutti gli antibiotici il gastroenterologo mi ha dato solo fermenti lattici.
Nel giugno del 2011 dopo 2 settimane che assumevo i fermenti lattici “florberry” ho rifatto spermio cultura + ricerca di micoplasmi + clamydia e urino cultura ottenendo per la prima volta esito negativo a tutto. Non ho potuto rifare la ricerca di micoplasmi nelle feci perché non ho più trovato alcun laboratorio che la faceva.
A ottobre (da diverso tempo non assumevo più il “florberry”) è venuto fuori il batterio della klebsiella dalla spermio cultura. A Giugno 2012 ho avuto una cistite causata dal batterio escherichia coli nelle urine – curata con una settimana di antibiotico e florberry. Pochi giorni fa (sospendendo l’assunzione di florberry una settimana prima del controllo) il test di stamey ha dato esito negativo per batteri comuni e micoplasmi.
Negli ultimi due anni non ho avuto rapporti sessuali.
I sintomi che ho sono: scroto sempre arrossato, uretra arrossata, bruciore al momento dell’eiaculazione o dopo un’erezione nella zona tra lo scroto e l’ano, bruciore tra lo scroto e l’ano stando seduto su una sedia morbida o un cuscino, grossi problemi di erezione, disuria.
Tutti i sintomi si alleviano assumendo il permixon o un altro antinfiammatorio.
In alcuni casi l'erezione è peggiorata a seguito di un pranzo o una cena molto abbondandi.
La comparsa e scomparsa dai batteri da cosa può essere causata? Esistono agenti infiammatori diversi da batteri comuni, clamydia, micoplasmi, gonorrea (controllato una sola volta con esito negativo)?
E’ possibile che la prostatite non sia più batterica? In tal caso come va curata? Spesso sento parlare di SAT Terapia, è efficace? La disfunzione erettile è causata dalla forte infiammazione?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
da quanto esposto sembra che ci sia una predisposizione individuale a sviluppare infezione dell'apparato urogenitale ai quali è difficile trovare un sicuro rimedio. Esistono anche in maniera concomitante disturbi dell'apparato gastrointestinale che non fanno altro che aumentare la predisposizione allo sviluppo di infezioni genitourinarie.

Il fatto che negli esami colturali non sempre ci sia positività può dipendere essenzialmente da due fattori:
1) Il germe è presente ma non in carica batterica sufficiente per essere rilevato dagli esami colturali

2) Il germe è stato debellato ed i fattori predisponenti ne consentono un nuovo attecchimento di un germe dello stesso o di un diverso ceppo
[#2] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dr. Scalese,
grazie per la risposta.

Nella domanda precedente non ho detto che a fine 2004 dopo l'assunzione del "minocin" sembrava che stessi guarendo, infatti erano scomparsi praticamente tutti i sintomi. Dopo l'assunzione di un lisato batterico (per la faringite, anche se praticamente non avevo più fastidi), dopo un'ora circa è ricomparso qualche sintomo: necessità di urinare spesso. Dopo qualche mese quello che prima dell’assunzione del minocin era un lievissimo fastidio di erezione è diventato molto evidente fino ad impedirmi di avere rapporti sessuali. L'urologo a seguito di esami che riportavano batteri mi ha prescritto il bactrim forte, l'effetto è stato di risolvere completamente i problemi di erezione durante l'assunzione e di far ricomparire completamente i sintomi alla fine del ciclo di antibiotico(scroto arrossato, necessità di urinare spesso, de, gola arrossata). Oltre che lo scroto sempre arrossato raramente mi si arrossano le ascelle ed i capezzoli risultano essere molto sensibili e si arrossano anche con un lieve sfregamento. Il mio sospetto è che ci sia un agente patogeno responsabile del tutto, forse i micoplasmi nell’intestino ed eventualmente anche nella gola. E’ plausibile tale ipotesi?
La prossima settimana faro una copro cultura con ricerca di micoplasmi, le comunicherò i risultati.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Non può esserci un agente patogeno causa di alterazioni della sfera sessuale. Piuttosto la coincidenza può esserci fra senso di malessere e deficit di erezione da spossatezza.
[#4] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
Gentile dottore,
grazie per la risposta.
Più volte è successo che con l'assunzione di un antibiotico ci fosse un miglioramento dell'erezione. Anche gli antinfiammatori nel mio caso migliorano l'erezione. L'agente patogeno causa l'infiammazione e quindi viene fuori il problema dell'erezione.
La mia prostata è ingrossata, può anche questo causare la de?

Cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Processi infiammatori, prostata ingrossata, non possono essere chiamati in causa come singoli fattori determinanti la disfunzione erettile che sicuramente riconosce cause multifattoriali con diverso grado di influenza governati anche dalla psiche.