Utente 199XXX
Buonasera,

io eseguo costantemente una mappatura dei nevi e dato che vorrei asportare un nevo per un puro fattore estetico mi sono recato dal dermatologo per avere un parere e mi è stato detto che non vi sarebbe alcun problema per eseguire l'asportazione, mi è stato inoltre detto che è da eseguire con tecnica "classica" e non con laser.

Ora mi è sorto un dubbio e quindi vi scrivo per cercare una risposta.
So che certi nevi è meglio asportarli con tecnica chirurgica anziché con vaporizzazione laser (esempio con KTP 532) per poter eseguire l'esame istologico, però mi chiedevo: quel nevo visionato da esperto è stato ritenuto benigno, allora perché eseguire l'istologico? Se io non mi fossi interessato a rimuoverlo per motivi estetici lui sarebbe rimasto li dove era e nessun esame istologico sarebbe stato eseguito su di esso (dato che ritenuto benigno).
Quel che non riesco a capire è sostanzialmente perché una volta che si è ritenuta una lesione benigna se io decidessi di lasciarlo li non verrebbe approfondita l'indagine, mentre se decido di rimuoverlo non posso eliminarlo senza eseguire anche un esame istologico.

Cioè mi rende perplesso il fatto che se lo lascio sulla pelle viene ritenuto benigno e non si va oltre, mentre se lo elimino (pur essendo lo stesso nevo di prima) devo passare per forza dall'istologico e non eliminarlo con laser.

Perché questa disparità di indagine diagnostica?

Vi ringrazio

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[#1] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Gentile Utente,
Me lo chiedo anch'io da tanto tempo e non so darle sinceramente una risposta razionale. Forse per difensivismo: non c'é infatti alcun motivo per voler analizzare per forza una lesione quando sia stata ritenuta benigna dallo specialista. La sua richiesta la incornicio perchè é raro trovare tanto buon senso e razionalitá "dall'altra parte". Effettivamente se lei lasciava lo studio senza chiedere nulla la lesione rimaneva lì dov'era, anche per anni..... Ovviamente senza alcun istologico.....
Le dico cosa penso:
1- la prudenza deve essere sempre al primo posto e la diagnosi di una qualsiasi lesione, non solo di un nevo, deve essere fatta dallo specialista in dermatologia che è l'unica figura autorizzata a fare questo, per lo meno dal punto di vista specialistico
2- se il dermatologo ha un minimo dubbio la lesione deve essere analizzata istologicamente
3- se il dermatologo è sicuro che la lesione sia benigna può essere eliminata anche senza esame istologico
Gli errori non capitano solo rimuovendo presunti nevi, che in realtà sono altra cosa, ma anche rimuovendo presunte cheratosi seborroiche, verruche, angiomi, lentigo e quant'altro. Quindi dobbiamo decidere: o analizziamo ogni cosa togliamo dalla cute, poichè ogni cosa può essere fonte di potenziale errore diagnostico, o ci affidiamo all'esperienza ed al senso di responsabilitá del dermatologo. Anche lui si sbaglia, d'accordo, ma almeno é una figura qualificata con un margine di errore inferiore rispetto ad altre figure.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
199806

dal 2013
La ringrazio per la risposta che ha risposto al mio quesito che è prima di tutto una curiosità.


Inizialmente pensavo che il problema risiedesse anche nel fatto che il laser (sempre per l'esempio il KTP 532), ipotizzavo, non eliminasse completamente il nevo e che rimanendo delle cellule del nevo stesso (in profondità o meno) in futuro seguendo il loro decorso evolutivo potessero magari divenire maligne. Mentre con l'intervento tramite bisturi il nevo e le cellule dello stesso venendo sicuramente asportate in toto non daranno questo problema, e inoltre vi è il vantaggio di poter eseguire l'istologico.
Nel caso invece il laser distruggesse del tutti il nevo in modo equiparabile al bisturi, il "problema" risiede proprio in un probabile difensivismo come diceva. Il che non è un male, percarità, ho aperto questo consulto unicamente per mera curiosità. Inoltre da completo ignorante in materia mi scuso se ho detto delle castronerie in questo ultimo post.

La ringrazio ancora
[#3] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Gentile utente,
prima di tutto vorrei suggerire eventualmente l'utilizzo di un laser CO2 per la rimozione del nevo, il 532 non mi sembra adatto. Parto poi dal presupposto che si tratti di un nevo di Unna o di Miescher, tipologie di elementi rilevati sul piano cutaneo, altrimenti comunque l'asportazione con laser potrebbe dare risultati peggiori della chirurgia dal punto di vista estetico.
Tornando alla sua "curiosità": l'asportazione di nevi di Unna o di Miescher con laser potrebbe anche implicare il fatto che alcune cellule rimangano in sede. Trattandosi tuttavia di nevi assolutamente benigni, la permanenza di queste cellule in loco non determina alcunché di particolare. Come lei diceva, se lascio lì il nevo senza toglierlo è la stessa cosa eppure nessuno mi obbliga a biopsiarlo.... Va detto che la permanenza delle cellule in sede, in talune circostanze, potrebbe determinare un aspetto falsamente atipico dell'elemento, detto "nevo ricorrente". Proprio recentemente ho rimosso chirurgicamente due nevi ricorrenti precedentemente trattati con chirurgia classica, quindi questa eventualità è figlia di tutte le rimozioni parziali dei nevi, non solo con quelle fatte con laser. Ancora una volta è importante la correttezza diagnostica iniziale non la metodica con la quale l'elemento venga rimosso. Voglio infine rimarcare un aspetto importante della biologia del melanoma: questa neoplasia può originare dai melanociti di tutta la superficie cutanea, dell'occhio e dei genitali, in taluni casi delle mucose o delle meningi. La sua insorgenza da tali cellule allo stato attuale delle conoscenze mondiali è casuale. Infatti più dell'80% di melanomi insorge da cute sana essendo il numero di melanociti ivi contenuti numericamente ben più alto di quello delle altri sedi. Talora, per ragioni casuali, il melanoma può insorgere su nevo ma non perché è un nevo ma perché ha melanociti, come la cute sana. A livello di speculazione rimuovere un nevo di Miescher o di Unna o un pezzo di cute sana è la stessa cosa. A patto, ripeto ancora una volta, che la diagnosi sia corretta. Nel mio centro lavoriamo normalmente con i nevi melanociti congeniti giganti e, data la loro estensione, li asportiamo solo parzialmente o con il laser. Non abbiamo avuto problemi statisticamente molto dissimili da quelli riscontrati nella popolazione generale. La più grande associazione americana di pazienti affetti da nevo melanocitico congenito gigante (che rappresenta la condizione estrema ed aneddotica dell'espressività del nevo) lamenta una incidenza di melanoma solo di poco superiore a quella della popolazione generale (http://www.nevusnetwork.org/).
Spero di aver soddisfatto appieno la sua curiosità, cordiali saluti
[#4] dopo  
199806

dal 2013
La ringrazio per aver risposto alle mie curiosità e aver anche allargato il discorso riportando informazioni interessanti..

Mi permetto di porre un'ultima domanda e approfittare della sua chiarezza: parlando appunto di nevi ricorrenti, dato che mi appresto a asportare un nevo mi interesserebbe sapere (sottolineo) NEL CASO l'intervento lasciasse delle cellule in loco - e che l'istologico confermasse la diagnosi di benignità - esse residuerebbero sempre in un nevo recidivo (visibile) o no (portando quindi a esiti non visibili)?

Cordialità.
[#5] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Potrebbero residuare in un nevo visibile, detto appunto ricorrente, o non vedersi affatto. Dipende molto dal grado di pigmentazione del nevo e dalla tecnica utilizzata per l'asportazione. Solitamente i nevi di Unna vengono asportati completamente, anche mediante shaving, sfruttando la facilità di clivaggio del piano dermico. I nevi di Miescher più facilmente possono dare isole di ricorrenza. Ma, ripeto, anche l'exeresi chirurgica può dare origine ad una ricorrenza e non è una cosa rara: addirittura mi è recentemente capitato con un istologico che attestava margini liberi...
Cordiali saluti
[#6] dopo  
199806

dal 2013
Purtroppo nel mio caso non ricordo a quale categoria di nevo melanocitoco appartiene (detto trerra terra ricordo solo "benigno"), anche perché mi è stato detto di rimandare tutto a dopo l'estate per quanto riguarda l'intervento, quindi dovrò rieseguire una visita dermatologica e poi l'intervento verso fine autunno...

Per chiudere l'argomento sui nevi ricorrenti aperto nel mio post precedente volevo capire: nel caso si sviluppi un melanoma (per eventi casuali) da un nevo sottoposto a mappatura posso diagnosticarlo in modo tempestivo considerandone il mutare della geometria e altri fattori.... ma nel caso in cui il melanoma sempre per puro caso si "sviluppi" dai melanociti di un nevo ricorrente non visibile precedentemente asportato, non potrebbe risultarne più difficile la diagnosi nel caso questo accada?
Chiedo questo più che altro per valutare bene la scelta dell'intervento.

Cordiali saluti
[#7] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Semmai il problema purtroppo è un altro: siccome all'inizio della sua vita il nevo ricorrente ha un aspetto "atipico" può venire rimosso chirurgicamente ed analizzato. Se il patologo è un esperto lo riconosce, se ha qualche dubbio comincia a fare girare i vetrini per consulenze, con tutte le possibili complicanze del caso. Il mio consiglio è quello di seguire un percorso lineare: se si decide che il nevo sia benigno a meno di casi particolari meglio aspettare alcuni mesi prima di fare l'istologico ad un nevo ricorrente (nel frattempo si stabilizza istologicamente), anche se questo fosse conseguenza di una asportazione chirurgica incompleta. Generalmente comunico la possibilità di un nevo ricorrente e nessuno se ne preoccupa, qualora ciò accadesse, proprio perchè ben informato della natura dello stesso.
Nei mesi il nevo ricorrente si stabilizza e potrá essere controllato come un qualsiasi altro elemento cutaneo. Potrebbe capitare che, nel mentre si formi la ricorrenza del nevo, ci insorga un melanoma: questo penso sia solo un'idea teorica poichè, statisticamente, ha più probabilità di avere un incidente mentre si reca nell'ambulatorio del dermatologo o che le cada un meteorite sulla testa....Poi, seguendo la sua intuizione che mi è tanto piaciuta, il melanoma sarebbe nato comunque non perchè ci fatto il laser sopra!
Cordiali saluti
[#8] dopo  
199806

dal 2013
Più che altro mi importava capire se un nevo ricorente potesse poi essere "controllato come un normale elemento cutaneo" tramite visita dermatologica, e grazie a lei ho capito che ciò può essere fatto (oviamente dopo che si stabilizzi); per il resto mi rendo conto fossero più che altro mie elucubrazioni e casi statisticamente irrilevanti, ma erano curiosità che mi son sorte dopo aver lasciato lo studio e non sapevo a chi chiedere. La ringrazio quindi per la sua cortesia e la sua chiarezza nelle risposte fornite.

Grazie di tutto e buona giornata.