Utente 315XXX
Buonasera gentili dottori,
Vorrei chiedere un consiglio su come eseguire la terapia prescritta dal mio oculista,che putroppo è in ferie e non riesco a contattare.
Quattro giorni fa mi è capitato di "graffiarmi" l'occhio sx con una lente a contatto, probabilmente per averne fatto uso in piscina.
Il giorno dopo infatti cominciai a provare fastidio come se avessi della sabbiolina nell'occhio che persisteva anche senza aver rimesso la lente.
Così cominciai ad applicare tobral 3 volte al giorno e in due giorni sembrava essere risolto il tutto, tuttavia oggi il fastidio si è ripresentato dopo aver applicato di indicazione del mio oculista xantergel monodose e iridium A, oltre il tobral che continuo ad usare.
Il medico mi ha indicato di applicare questi tre colliri, ma non le dosi, ho provato a ricontattarlo ma è in vacanza, quindi ho fatto da me seguendo il foglietto illustrativo, 3 volte al giorno applico il tobral e due volte iridium, mentre la sera prima di andare a letto applico lo xantergel.
Per cui ho pensato di riferirmi a voi chiedendovi un consiglio su come applicare i colliri in modo tale da non compromettere la guarigione.
In particolare quando dovrei applicare i farmaci e a distanza di quanto tempo l'uno dall'altro?
Grazie mille, cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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mia cara signorina,

Lei ha citato sintomi che sono propri di chi abusa di lenti a contatto.

Le corrette linee Guida e deontologiche di MEDICITALIA
non ci consentono di suggerire terapie o prescrivere farmaci on line

le allego un mio appunto
ma su questo SITO MEDICITALIA trova
mille consulti in cui io ed i miei colleghi abbiamo consigliato il giusto utilizzo delle lenti a contatto...

spero davvero guarisca presto

nel frattempo non usi piu' le lentine

le allego il mininforma

Fattori di rischio di cheratite batterica in soggetti che usano quotidianamente le lenti a contatto

Mentre da parte di molti studiosi vi è stata sempre una grande attenzione sui rischi di cheratite batterica legati all' uso notturno o prolungato di lenti a contatto, Stapleton et all. (p 1516) hanno orientato la loro ricerca sui fattori di rischio legati all’uso giornaliero di lenti a contatto, che rappresentano il 50% degli individui che contraggono questa grave patologia: la chearatite batterica.

In questo studio prospettico di 12 mesi, basato su una popolazione omogenea, condotto in Australia e che ha coinvolto 90 utilizzatori giornalieri di lenti a contatto con moderata e severa cheratite e l'effettuazione di circa 1090 visite mediche oculistiche di controllo, gli autori hanno trovato che:

sia coloro che conservavano le lenti a contatto in contenitori igienicamente scadenti,

sia coloro che procedevano alla sostituzione dei liquidi e dei contenitori raramente

presentavano un enorme rischio di contrarre una forma da moderata a severa di cheratite microbica per questo gruppo di pazienti che usa lenti a contatto tutti i giorni.

Gli autori hanno sottolineato anche che una maggior cura nell’igiene dei contenitori delle lenti, associata un ottimizzazione della pratica di sostituzione frequente dei liquidi conservanti può arrivare a far diminuire del 62% la carica batterica ed il conseguente rischio di infezione.

Altri fattori di rischio sono associati:

all’uso notturno occasionale di di lenti a contatto (quante dimenticanze di toglerle),

al fumo e

alle classi sociali più agiate.

Gli autori concludono che l'informazione e l’educazione dei pazienti sui gravi fattori di rischio associati all’uso di lenti a contatto può ridurre considerevolmente la gravità e la possibile incidenza di queste gravi patologie.



Fonte: il lavoro è stato pubblicato su OPHTHALMOLOGY Volume 119, numero 8, agosto 2012 da Fiona Stapleton e collaboratori. www.aao.org