Utente 316XXX
Salve. Dopo molti rinvii (per paura), ho deciso di sottopormi a un intervento di circoncisione perché volevo risolvere i problemi che mi affliggevano da sempre, l'ipersensibilità del glande e il glande che non si scopriva in erezione (fimosi non serrata); ero stato visitato da un urologo che mi aveva convinto, sulla base del fatto che non ci sono praticamente effetti collaterali, e mi ha ordinato una circoncisione totale. Dopo un mese e mezzo sono stato sottoposto all'intervento (sono passati otto mesi), che va bene, non ho praticamente dolori, salvo le erezioni notturne i primi giorni. Alla visita di controllo un altro medico dice che è andato tutto bene e che posso aspettare la caduta dei punti, che si completa dopo 20 giorni. Mi spiega che in realtà, contrariamente alla prescrizione dell'urologo, ho subito un intervento di circoncisione parziale, per preservare la sensibilità del pene. Dopo tre mesi, il glande non ha perso alcuna sensibilità, salvo forse parzialmente sulla punta; la corona del glande e la cicatrice dell'intervento sono molto indolenzite, soprattutto nella zona inferiore (quella del "frenulo"), sento come se mi piantassero degli aghi. Per di più, dopo un'erezione il rimasuglio del prepuzio non riusciva più a risalire, rimanendo bloccato anche per 3-4 giorni con fastidi e dolori vari che mi affliggevano quando camminavo. Torno dal mio urologo che mi dice che è andato tutto bene e mi prescrive una pomata, suggerendo di fare "ginnastica" con il prepuzio. Non cambia nulla e dopo un altro mese vado da un altro urologo, che dice che la pomata prescritta è inutile; infatti il problema è che l'anello cicatriziale dell'intervento è rimasto troppo rigido e stretto, impedendo il normale scorrimento del prepuzio. Mi prescrive un altro unguento e mi suggerisce di tirare verso l'esterno il prepuzio per allargarlo. Mi dice anche che, se la terapia fallisse, l'unica alternativa sarebbe fare un'altra circoncisione parziale, che però avrebbe un risultato estetico orribile (il glande sarebbe rimasto sempre scoperto in parte); gli chiedo se non sarebbe il caso di fare una circoncisione totale, ma lui rifiuta, perché mi causerebbe perdita di sensibilità (che però, avendo accettato di fare l'intervento per una questione di ipersensibilità, non mi sembra un male). Dopo un mese di terapia il prepuzio dopo l'erezione non si blocca più e torna su da solo, al massimo in poche ore; i dolori e i fastidi però rimangono... l'urologo però è soddisfatto e mi dice di continuare e di evitare l'operazione. Mi propone anche di tentare un rapporto sessuale. Purtroppo l'esperienza è disastrosa, provo fastidio al contatto del pene con il corpo della mia ragazza e mi ritiro. Lei mi lascia, essendosi convinta che io sia omosessuale. Davvero possono bastare, nel mio caso,un unguento e un po' di ginnastica prepuziale? Oppure serve un'altra circoncisione? In questo caso, meglio un'altra parziale o una totale? Davvero l'intervento di circoncisione totale è così invalidante?

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la consultazione del web può solo confonderle ulteriormente le idee...Va da se che,in genere,una circoncisione,parziale o totale,possa ridurre la sensibilità della mucosa del glande e,quindi,risultare favorevole nel suo caso.Rimane da considerare la perplessità del collega circa la non totale evaginazione del prepuzio sul glande ed i fastidi relativi,per cui consiglierei di consultare un altro professionista e seguirne i consigli.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Giulio Biagiotti
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salve.
difficile valutare la situazione che descrive senza poterla visitare. in linea generale se ha ancora fastidi allo scorrimento del residuo di prepuzio presente è abbastanza evidente che vada valutata la necessità di una correzione ulteriore. Il fastidio che prova alla penetrazione potrebbe essere mitigato dall'uso di anestetici locali anche se l'esperienza insegna che spesso l'ipersensibilità passa da sola col tempo.
cordialmente