Utente 735XXX
Gentile Dottore,

mia zia, 67 anni, ha diabete, cirrosi epatica ed epatite C, poco più di un anno fa è stata operata alla gamba per problemi di circolazione, le è rimasta solo un po' di microcircolazione (se ho capito bene si tratta di Claudicatio intermittens). Il Chirurgo ha fatto tutto il possibile per evitare l'amputazione, ma dopo l'operazione le cose sono andate sempre peggio.

Ha sofferto molto per la ferita alla gamba, ci sono voluti mesi per farla rimarginare dopo aver tolto i punti. Si sono alternati periodi di febbre e infezioni, più volte nel corso dell'anno.

Le si è formato un liquido nella pancia che non va via. Da circa due mesi non ha più neanche la forza di camminare, sta sempre a letto, non riusciva più a mangiare nè a bere perchè rimetteva tutto, quindi è stata ricoverata qualche settimana fa, ha avuto una trasfusione d'urgenza, è stata eseguita una gastroscopia ed ecografia, e dopo qualche giorno l'hanno mandata a casa senza aspirare il liquido nella pancia, cosa che invece ci aspettavamo, la motivazione dell'Epatologo che ce l'ha in cura è stata che visto che il liquido contiene proteine, aspirarlo le avrebbe fatto mancare queste sostanze necessarie e ci sarebbe stato pericolo di vita.

Abbiamo deciso di rivolgerci ad un altro Medico, un Internista che proprio stamattina, dopo averla visitata, ha affermato che il liquido si deve aspirare immediatamente, e domani mattina procederà ad un'aspirazione minima per poterlo analizzare e verificare se è infetto, in questo caso prima dell'aspirazione si deve combattere l'infezione. Le ha anche sospeso diuretici e albumina.

Ci ha detto che purtroppo si trova in uno stadio pre-terminale, quindi con tutto il dolore e lo stupore per i pareri completamente opposti (riguardo il liquido nella pancia), ho deciso di scrivere, ovviamente so bene che non è possibile fare diagnosi e curare persone a distanza, vorrei chiedere semplicemente:

Il Chirurgo che ha effettuato l'operazione ha detto che non è possibile fare un trapianto proprio per problemi legati alla circolazione, tra l'altro se non sbaglio la normativa in Italia non consente trapianti di fegato a persone di una certa età, evidentemente sono destinati a persone più giovani.

Che Lei sappia, sempre che le condizioni fisiche lo consentano, è possibile fare un trapianto in un altro stato? Ho anche sentito parlare di familiari che donano solo parte del fegato, che poi ricresce!...

A chi ci possiamo rivolgere? Che dobbiamo fare? Vederla andar via così tra qualche mese senza tentare tutto il possibile è una cosa che non riesco ad accettare :(

Grazie di tutto cuore in anticipo, non mi sono dilungato sui risultati di tutte le analisi che ha fatto perchè la mia è una domanda di carattere generale, ma se necessario posso riportare qui tutto quello che ha fatto nel dettaglio.
[#1] dopo  
Dr. Francesco Quatraro
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Le controindicazioni al trapianto sono legate alla presenza di fattori che possono rendere lo stesso trapianto una procedura ad altissimo rischio.

L'età >65 anni e la presenza di malattie cardiovascolari non consentirebbero, nel caso della sua congiunta, l'inserimento nella lista trapianti (a prescindere dal donatore), e non solo in Italia.

Quanto alla paracentesi ..... non è il toccasana, in caso di svuotamento massivo vi sono alti rischi; la stessa puntura esplorativa può introdurre germi.

Naturalmente giudicare a distanza, come lei sa, è difficile.

Occorre rimettersi alla competenza del medico da voi scelto.

Prego