Utente 281XXX
Salve,sono un ragazzo di 21 anni,ho problemi di erezione da circa 3/4 anni.Il primo sintomo che mi ha portato a pensare che si trattasse di un problema di carattere fisico è stata la graduale mancanza di erezioni mattutine.Inizialmente ho sottovalutato il tutto,prestandone poca attenzione.Successivamente è sorto un fastidio nella zona antecedente al glande(inizialmente percepita maggiormente sul lato sinistro,ad oggi all'incirca in tutta quella zona:centrale superiore ed entrambi i lati).Anche questa volta,per vergogna nell'esporre il problema,ho tenuto tutto dentro senza rivolgermi a nessuno.Dopo circa 2 anni dal sorgere dei sintomi iniziali ho deciso di rompere il ghiaccio,e spiegare il tutto a mio padre,per cui siamo andati da un andrologo,il quale non ha diagnosticato alcun tipo di problema fisico,affermando che il mio calo era dovuto ad intoppi psicologici.Ciò non mi convinse ed infatti la situazione non mutò affatto.Ci tornai dopo quasi un anno,e ripetendo altri test,riaffermò la stessa cosa.Tuttavia non ne ero molto convinto,e ho deciso di rivolgermi ad un altro andrologo,più noto ed esperto.Dopo avergli presentato la situazione,abbiamo effettuato il doppler,e non sono stati diagnosticati problemi di carattere andrologico,affermando anch'egli,che il mio problema fosse esclusivamente di natura psicologica.Tuttavia gli chiesi spiegazioni riguardo al fastidio che percepisco,e lui disse che in assenza di un'evidente patologia che lo provochi,lo si tratta con una terapia sintomatica.In seguito mi ha consigliato di riprovare ad avere atti sessuali,e in caso di fallimento,di contattare un sessuologo.
In seguito a tutte queste peripezie,analizzando bene la situazione e soprattutto il gli aspetti interiori,sono ormai convinto che il fattore psicologico sia notevolmente condizionante e stia giocando un ruolo fondamentale.Direi anche esclusivo,se non fosse per quel fastidio che percepisco(praticamente ogni volta che raggiungo l'erezione piena)e che probabilmente mi provoca anche la perdita di erezione.Inoltre,ad oggi posso affermare che il livello andrologico(durante la l'autoerotismo,il desiderio in sé e quindi la potenza e la durata dell'erezione)sia incredibilmente basso.Possibile che tutto ciò sia scatenato dal cervello?E se così fosse,è possibile che delle sedute da un sessuologo possano ribaltare la situazione?

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
l' incapacità di accettare un sintomo come di origine psicogena, è indice clinico di personalità fortemente ansiosa che necessita assolutamente di approccio psicoterapeutico piuttosto che farmacologica. Vada da bravo psicologo.
[#2] dopo  
Utente 281XXX

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Grazie per la risposta Dr. Cavallini.Alla luce dei recenti esami,condivido l'idea che sia il caso di ricorrerne.Su quali basi devo sceglierlo,ovvero,come faccio a capire chi è meglio di altri?
Tutavia,riguardo al fastidio,cosa potrei fare?In base all'esame ecodoppler sono sano,però il dolore lo percepisco,non credo sia frutto della mia immaginazione.L'andrologo ha detto che bisogna trattarlo con una terapia sintomatica.Cosa intende?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Vada da uno simpatico. Quanto alla terapia sintomatica lo chieda al collega che di qua non possiamo farla