Utente 322XXX
Buon giorno dott. Beretta, mi rivolgo a lei in quanto un mio amico e' un suo paziente e mi ha parlato benissimo di lei.
Ho una paura che mi perseguita da anni.
9 anni fa ho avuto un episodio di prostatite che ho curato con 1 mese di ciproxin 500.
fortunatamente la malattia e' stata debellata con quella cura, l'unica cosa che sono rimaste delle calcificazione evidenziate da un eco addome.
Ogni anno faccio una spermiocoltura di controllo, ed in tutti questi anni sono sempre state negative, non ho nessun disturbo
Il fatto di aver avuto una prostatite tanti anni fa mi predispone ad averne altre?
oppure a distanza di tutti questi anni ho la stessa probabilita di averne una di una persona che non l'ha mai avuta?

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

grazie per l considerazioni sulla mia persona sue e del suo amico.

La questione che pone è chiara ma complessa.

Partendo dalle "calcificazioni" le dico che queste rappresentano semplicemente il fatto che c'è stato, in passato, un problema infiammatorio a livello della ghiandola prostatica e qui è tutto finito alla meglio con la completa risoluzione dell'infiammazione.

Il secondo quesito è più complesso e qui le posso rispondere, anche in base alla mia esperienza personale, che, se il problema è stata risolto ed in nove anni non si è più ripresentato, difficilmente si avrà un altro episodio acuto se lei naturalmente eviterà tutte le possibili situazione a rischio che possono riscatenare un nuova fatto acuto; certo nel suo caso non si può parlare di prostatite cronica recidivante.

Comunque, in questo senso, possono esserle utili alcune indicazioni anche di tipo dietetico-comportamentale, come:

1)vita sessuale regolare, non lunghi periodi di astinenza;

2)limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca, formaggi stagionati, ecc;

3)lo stesso vale per le bevande come il caffè, il tè,le bibite gassate od alcoliche;

4)altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consigliati almeno 2–3 litri di liquidi, soprattutto acqua (se non esistono altre controindicazioni di ordine generale), smettendo però di bere almeno tre-quattro ore prima di andare a letto;

5)combattere la stitichezza quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica;

6)se si fuma, spegnere la sigaretta perché la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica;

7)tenere d'occhio la bilancia, infatti, se obesi, spesso perdere peso migliora il quadro clinico, infatti il grasso accumulato sul giro vita può aumentare la "pressione" sulle vie urinarie e peggiorare i sintomi;

8)infine ultimo consiglio, ma non meno importante, quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista urologo che la stanno seguendo.

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
grazie per la risposta , le spiego il motivo perché le ho fatto questa domanda, tempo fa andavo da un urologo (premetto che ogni anno faccio una visita di controllo per scrupolo personale) che mi aveva detto che il fatto di avere avuto una prostatite mi avrebbe predisposto ad avere infezioni future.
Dopo ho cambiato medico il quale invece mi ha detto che il fatto di avere avuto una prostatite se curata bene non mi avrebbe predisposto ad avere infezioni future, dicendomi che le infezioni possono capitare a tutti (L'INFEZIONE AI TEMPI L'AVEVO PRESA PERCHE PRATICAVO SESSO ANALE CON LA MIA COMPAGNA SENZA PRECAUZIONI)
IO faccio questa mia considerazione personale, che in 9 anni ho avuto tantissimi rapporti sessuali con partner diverse, ( di media ho 3 rapporti alla settimana), e penso che in tutto questo tempo comunque sia venuto a contatto con batteri, e se fossi predisposto, un infezione me la sarei presa...
COSA NE PENSA LEI?
esistono studi che dimostrano una maggiore predisposizione ?
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

le sue considerazioni "pratiche" sono condivisibili.

Detto questo poi sappiamo che tutte le problematiche infiammatorie, in vari distretti del nostro corpo, sono di per sè fattori che predispongono ad altri problemi infiammatori ma questa non è un'eventualità che per forza deve accadere.

Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
mi scusi mon ho capito ma se una persona ha avuto un infezione e' predisposto ad averne un altra?
oppure ogni caso va valutato singolarmente?per cui sarei predisposto ad avere un altra prostatite, anche se passati nove anni?
secondo lei passato tutto questo tempo da l'episodio sono predisposto ad una ricaduta?
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

forse non ha letto quello che le ho già scritto: " in base alla mia esperienza personale, se il problema è stata risolto ed in nove anni non si è più ripresentato, difficilmente si avrà un altro episodio acuto se lei naturalmente eviterà tutte le possibili situazione a rischio che possono riscatenare un nuova fatto acuto ..."

Ancora un cordiale saluto.
[#6] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
mi pare di aver capito che secondo la sua esperienza personale non sono predisposto ad avere la prostata debole e per cui ad avere altre ricadute?
per cui potrei avere le stesse possibilità di avere un infezione di una persona che non l'ha mi avuta?
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene, mi sembra che abbia compreso la sostanza del messaggio lanciatole!
[#8] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
Grazie, infatti il secondo urologo mi aveva detto che tutti possono prendersi una prostatite, tipende molto dalle abitudini sessuali che uno ha. E che se curata bene non predispone a più facili infezioni, cosa ne pensa ?
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Questo è un messaggio corretto e condivisibile.
[#10] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
un ultima informazione, le calcificazioni predispongono ad infezioni in quanto si annidano i batteri dentro le stesse?
[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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No, le calcificazioni indicano semplicemente che c'è stata una infiammazione ma che questa è stata risolta.

Un cordiale saluto.
[#12] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
spettabile dott. Beretta, mi scusi se la disturbo ancora, ma visto la sua professionalità e serietà mi rivolgo a lei.
come sa' o ho avuto una prostatite 9 anni fa e non si e' piu' ripresentata.
Lei mi ha detto che difficilmente avrò delle ricadute.
Navigando su internet e precisamente su medline ho trovato questo articolo che adesso riporto, tradotto in italiano:

Prevalenza di un medico assegnato diagnosi di prostatite: lo Studio Contea di Olmsted di sintomi urinari e stato di salute tra gli uomini.
Roberts RO , Lieber MM , Rodi T , Girman CJ , DG Bostwick , Jacobsen SJ .
Fonte
Dipartimento di Urologia, Mayo Clinic e Mayo Foundation, Rochester, Minnesota 55905, Stati Uniti d'America.
Estratto
OBIETTIVI:
Per descrivere il verificarsi di una diagnosi medico-assegnato di prostatite in una coorte basata sulla comunità.
METODI:
Una cornice di campionamento di tutti Olmsted County, Minnesota, residenti maschi è stato utilizzato per selezionare casualmente una coorte di uomini tra i 40 e 79 anni al 1 ° gennaio 1990, a partecipare a uno studio longitudinale dei sintomi del tratto urinario inferiore. I 2115 partecipanti (tasso di risposta 55%) hanno completato un questionario auto-somministrato precedentemente convalidato che ha valutato la prevalenza dei sintomi delle basse vie urinarie, tra cui una storia di prostatite. Successivamente, tutti i pazienti ricoverati e ambulatoriali comunità cartelle cliniche dei partecipanti sono stati esaminati in modo retrospettivo per una diagnosi medico-assegnato di prostatite dalla data di apertura della cartella clinica attraverso la data dell'ultimo follow-up.
RISULTATI:
Il tasso di prevalenza globale di una diagnosi medico-assegnato di prostatite è stata del 9%. Uomini identificati con la diagnosi di "prostatite" avevano sintomi di disuria e di frequenza e rettale, perineale, sovrapubica, e dolore lombare. Tra gli uomini con una precedente diagnosi di prostatite, la probabilità cumulativa di ulteriori episodi di prostatite era molto più alta (20%, 38%, e il 50% tra gli uomini di 40, 60 e 80 anni, rispettivamente).
CONCLUSIONI:
Questi risultati indicano che la prevalenza basato sulla comunità di un medico-assegnato diagnosi di prostatite è alta, di grandezza analoga a quella della cardiopatia ischemica e diabete. Inoltre, una volta che un uomo ha un episodio iniziale di prostatite, lui è più probabilità di soffrire di episodi cronici che uomini senza una diagnosi. Sebbene i meccanismi patologici alla base di queste diagnosi non sono certi, questi dati forniscono un primo passo verso la comprensione di come si verifica spesso la diagnosi nella comunità.
PMID: 9586610 [PubMed

fonte:Prevalence of a physician-assigned diagnosis of prostatitis: the Olmsted County Study of Urinary Symptoms and Health Status Among Men.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9586610

in questo studio dicono che il 20% dei soggetti sui 40 anni (che corrisponde alla mia fascia di età) hanno riaccusato la malattia in forma cronica.
Ma questo studio intende dire che uno che ha avuto una prostatite e' piu predisposto ad averne un altra, oppure a quel 20% ha sofferto di forma cronica perché non curata inizialmente in modo adeguato? ( per cui non si parla di maggiore predisposizione se adeguatamente trattata?)
spero in una sua risposta il più completa possibile.
grazie per la professionalità e disponibilità accordatami

[#13] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

se non è un medico che si sta divertendo alle nostre spalle, lei leggendo questi abstracts, tratti da lavori complessi e di non facile analisi, senza una guida, rischia di confondersi e di complicarsi la vita ma di molto.

Si rilegga quello che le ho già scritto, dato che lei non sembra comunque rientrare in questa casistica: "in base alla mia esperienza personale, se il problema è stato risolto in modo mirato e definitivo, ed in nove anni non si è più ripresentato, difficilmente (si legga difficilmente, se lo desidera ma non è corretto, come 2 su 10 cioè il 20%) si avrà un altro episodio di prostatite ...se lei naturalmente eviterà tutte le possibili situazioni a rischio che possono riscatenare un nuova fatto infiammatorio alla ghiandola prostatica..."

Detto questo le ripeto, anche se lei è un medico a cui piace far perdere del tempo ai suoi colleghi, che, se non ha sintomi od altri segni clinici significativi, è bene calmarsi perché la possibilità di avere una nuova infiammazione prostatica rimane nel suo caso un dato non drammatico!

Ancora cordiali saluti

[#14] dopo  
Utente 322XXX

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grazie per la risposta, non sono un medico, sono una persona terrorizzata di una ricaduta, che cerca di documentarsi su internet, ma purtroppo faccio molta confusione, trovando risposte in contraddizione tra loro, mi sono permesso di disturbarla, perche' leggendo le risposte che lei da su questo portale la ritengo una persona oltre che preparata, anche onesta,
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene, ora il mio pensiero lo conosce!

Ancora un cordiale saluto.