Utente 331XXX
Buongiorno,

mio padre (anni 77, iperteso, diabetico, con infarto nel marzo 2009) è stato ricoverato in urgenza per un edema polmonare causato da uno scompenso cardiaco (primo evento del genere, causato forse anche dal fatto che per una settimana non ha preso alcuni farmaci). Superata la fase critica ora sta "bene" ma è stato rilevato un aneurisma del ventricolo, sulla cicatrice lasciata dall'infarto. L'esame coronografico, eseguito successivamente alla ecografia, non ha rivelato problemi importanti. I medici propendono per una operazione di ricostruzione geometrica del ventricolo ma sono estremamente preoccupato dai rischi e dalla capacità di recupero di mio padre. E' assolutamente necessario un intervento, in questi casi, oppure è possibile anche optare per una terapia conservativa?
Grazie in anticipo e cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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L'esclusione di importanti aneurismi ventricolari è molto utile in pazienti con dilatazione ventricolare sinistra e severa riduzione della funzione cardiaca.

L'intervento non è assolutamente necessario, ma è lecito supporre che possa garantire, a fronte di un rischio operatorio immediato, un significativo aumento dell'aspettativa e della qualità di vità.

GI

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[#2] dopo  
Utente 331XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per la sollecita risposta, Dr. Iaci.
Attualmente la FE è tra il 40% ed il 45%.
Non vorrei che i rischi immediati fossero superiori ai benefici attesi...
Grazie ancora e buona serata.