Utente 234XXX
Gentili Dottori,
gradirei un'informazione ed un vostro parere riguardo i farmaci equivalenti.
Mio marito soffre di ipertensione ed è in cura da circa 4 anni assumendo candesartan da 32mg al mattino e la sera amlodipina e nebivololo. E' affetto anche da dislipidemia, soprattutto trigliceridi alti e prende anche i fenofibrati. L'anno scorso, dopo aver seguito una dieta ipocalorica low carb, era riuscito a dimagrire di circa 10kg e così i valori pressori si erano normalizzati anche senza l'assunzione del candesartan, pertanto da quasi 1 anno assume solo gli altri 2 farmaci la sera. Dall'estate ad oggi però non è stato attento né a controllare l'alimentazione né i valori pressori quotidianamente, pertanto oltre ad aver ripreso peso, solo qualche giorno fa ha controllato i valori che sono risultati 90/150. Il medico di base al telefono gli ha consigliato di riprendere il candesartan per almeno 3 gg e monitorare la situazione. Purtroppo lui dopo aver preso una sola compressa e non avendo visto un abbassamento dei valori, oggi è andato dal medico il quale, con mio grande stupore, ha attribuito il problema ai farmaci equivalenti, consigliandogli quindi di comprare quelli di marca e continuare con la stessa posologia, poiché gli altri non hanno lo stesso quantitativo di principio attivo e sono di seconda scelta. Insomma non curano. Il fatto è che gli equivalenti mio marito li assumeva già da circa 2 anni con ottimi risultati. Io ho sempre creduto che acquistando gli equivalenti si potesse risparmiare ed ottenere gli stessi effetti/benefici. Il mio pensiero è che lui non abbia dato il tempo al candesartan di agire avendolo assunto solo 1 giorno e non 3 e/o che forse la terapia dovrebbe essere riaggiustata, ma sono in disaccordo con quanto detto dal medico. Voi cosa ne pensate? Potrebbe davvero esistere tutta una categoria di farmaci approvati dal ministero come "equivalenti" ma che in realtà non sono affatto "uguali" agli altri di marca? (Sottinteso che non mi riferisco agli eccipienti ma solo al principio attivo e al suo effetto).
Grazie anticipatamente
Cordiali saluti

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Dr. Tommaso Vannucchi
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gentile utente
giustamente porta all'attenzione il solito dilemma dei farmaci equivalenti (generici); in teoria dovrebbero essere equivalenti in toto al farmaco di marca, di sicuro contengono la stessa quantità di principio attivo ma quello che può variare è la biodisponibilità del farmaco (ovvero la quantità di farmaco assorbita che dipende molto dalla formulazione della specialità farmaceutica), occorre però dire che nella pratica clinica quotidiana si può affremare che non tutti i farmaci equivalenti sono uguali fra loro essendoci marche che offrono prodotti quasi del tutto sovrapponibili al farmaco branded ed altri produttori che non offrono la stessa equivalenza