Utente 323XXX
Ho 18 anni e sono vergine. Per tutta la mia adolescenza non ho mai intrattenuto una relazione né fatto nulla a livello sessuale. Da 4 mesi sto con una ragazza a cui voglio davvero molto bene ed è con lei che ho iniziato la mia maturazione sessuale. Vivo in una piccola cittadina e la mia ragazza prima di me è stata con ragazzi molto rinomati per le loro abilità sessuali, di cui uno è anche un mio amico. Perciò ho sempre pensato che quando avremmo fatto sesso sarei dovuto essere all'altezza. Dopo le prime, piccole esperienze arrivo il tanto atteso giorno e notai che non riuscivo ad avere un'erezione. La sera stessa di quel giorno tutto era tornato alla normalità visto che lei riuscì senza problemi a procurarmi piacere. Il problema si ripresentò la settimana dopo: riuscivo ad avere un'erezione, ma non ero minimamente eccitato (visto che prendevo la situazione il più razionalmente possibile) tant'è che infilando il preservativo il mio pene cominciò ad ammosciarsi finchè mi sono dovuto fermare. Da quel giorno, che è stato 3 settimane fa, entrai in uno stato di depressione, non sono più riuscito ad avere un erezione neanche per i fatti miei e soprattutto notai che avevo una mancanza totale di libido. Me ne sono accorto perchè guardavo ragazzi e ragazze alla stessa stregua. Era come se mi fossi castrato chimicamente. Da quel giorno ne ho parlato a lei e poi ai miei amici, uno dei quali ha avuto pure una volta una disfunzione erettile, e mi aveva detto di parlarne con lei per risolverlo.
Da quel giorno (circa 2 settimane e mezzo fa) ho cercato di prenderla più serenamente cercando di non pensare negativamente. Ho scoperto di non essere così anormale. La mia ragazza l'ha presa tristemente, soprattutto per me. Nonostante mi renda conto che è un problema psicologico non riesco a fare a meno, mentre faccio petting con la mia ragazza, di auto-monitorarmi il pene (so che è qualcosa di molto sbagliato da fare, ma è un qualcosa che la mia mente compie naturalmente e non so come fare per "disintossicarmi" da questo vizio; vizio che spezza situazioni anche molto belle. Recentemente l'autoerotismo e la libido sono tornati alla normalità. Per quanto riguarda la mia ragazza, quando con la mente comincio inconsciamente a spostare l'attenzione su cosa fa il pene va malissimo. So che non dovrei essere teso, ma non riesco a farlo a meno. Ci sono sempre pensieri terribili che affollano la mia mente. Un mio amico è in una brutta situazione con la ragazza perchè non si sente ancora pronto dopo 1 anno e mezzo per avere un rapporto sessuale con lei e la ragazza si è stancata, un altro mio amico è stato lasciato dopo 1 anno perchè aveva anche lui una DE. La mia ragazza dice che non le interessa così tanto. Ma capisco da queste vicende che ,per quanto magari la mia ragazza mi voglia sicuramente bene, il sesso è un qualcosa di molto importante per la vita di coppia. E non voglio che manchi per me. Ma non riesco a superare questa situazione. Aiutatemi, per favore,non so che fare

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

in questi casi la cosa più saggia da fare è sentire in diretta un bravo andrologo e, se lui lo riterrà opportuno, consultare in diretta anche un bravo psicologo.

Nel frattempo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html .

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 323XXX

Iscritto dal 2013
Ho letto. Per quanto riguarda l'andrologo o lo psicologo: la mia cittadina non possiede nulla di tutto ciò. Dovrei percorrere 60km per andare in una città abbastanza grande da trovare un andrologo. Nonostante la maggiore età, per i mezzi (come la macchina) dipendo dai miei. Ho reso partecipe del problema mia madre, e le ho detto settimane fa che avrei intenzione di andare da uno psicoterapeuta. Ma lei mi ha detto che molte sue amiche avevano ragazzi con questo problema quando essi avevano 30 anni e tutti l'hanno superato tranquillamente perchè dice che se una ragazza ama un ragazzo è disposta ad aspettare e il problema passa in secondo piano. Il fatto è che so che la mia ragazza non mi ama. Mi vuole bene, ma l'intensità del sentimento che prova non è lo stesso di ciò che provo io. Come posso chiederle di aspettare?
Parlando con questo mio amico che ha superato il problema da solo ho accettato questa decisione di mia madre, ma ogni tanto il problema si ripresenta (quando maledettamente con la mia testa mi auto-monitoro il pene, cosa di cui non riesco ogni tanto a fare a meno). Questo è il motivo per cui in extremis ho provato a rivolgermi ad un sito online nonostante io riconosca le limitate possibilità di capire e risolvere un problema come questo. Questa è l'ultima spiaggia. Se aspetto di diventare indipendente, di trovare un lavoro, finire l'università per risolvere il problema da solo. Non avrò mai una vita sessuale soddisfacente. Non mi si può chiedere questo. Per favore, aiutatemi. Siete la mia ultima speranza.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

noi possiamo solo dare, da questa postazione, indicazioni cliniche di tipo generale ma non indicare diagnosi o addirittura soluzioni ad una situazione, come la sua, particolare e complessa.

Quello che possiamo consigliarle invece è di far leggere anche a sua madre queste nostre note che la invitano a sentire in diretta, senza perdere altro tempo in internet, un bravo andrologo.

Ancora cordiali saluti.