Utente 241XXX
Salve dottori,

a proposito di disfunzioni sessuali causate dall'uso di farmaci quali antidepressivi SSRI e finasteride (propecia) che perdurano anche per lungo tempo dopo la sospensione del farmaco, in sindromi come la sindrome post-finasteride o le disfunzioni sessuali post-SSRI che solo di recente cominciano a essere studiate,

es. in questo ed altri studi: http://davidhealy.org/wp-content/uploads/2014/07/2014-Hogan-SSRIs-and-PSSD.pdf

volevo domandarVi se voi tenete in considerzione la possibilità di queste sindromi (relativamente rare) quando un paziente viene da voi e vi spiega dettagliatamente e chiaramente che i suoi gravi problemi sessuali sono cominciati con l'assunzione di tale farmaco (o insorti immediatamente alla sua sospensione), e che non se ne sono più andati neanche dopo la sospensione.

Queste sindromi possono avere sintomi diversi quali, tra i più gravi, anestesia genitale, impotenza, orgasmo senza piacere, "corpo che non risponde agli stimoli sessuali" nonostante il desiderio sessuale, che possono persistere per anni (o per sempre?) dopo la sospensione del farmaco.

Io mi auguro che sempre più medici si interessino a queste sindromi iatrogene nelle quali incappano sfortunate persone che credevano di migliorare la propria vita prendendo quei farmaci e invece si ritrovano "castrate chimicamente", e che venga presto trovata una cura, che al momento non si conosce.

Ma vedo purtroppo ancora tanti medici, psichiatri e andrologi, scettici o ignoranti riguardo la possibilità di queste specifiche "disgrazie farmacologiche".

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
è da tempo riconosciuta l'influenza di farmaci psicotropi fra cui anche gli inibitori delle SSRI sulle funzioni sessuali, come anche l'utilizzo di prodotti a base di finasteride.
Il problema degli studi in questo campo è che numerosi sono i fattori che possono avere un ruolo determinante nella permanenza delle disfunzioni sessuali anche dopo la sospensione di questi farmaci, soprattutto di tipo psicologico. Ecco perchè e difficile cercare di capire quali siano i reali meccanismi alla base di questi eventi avversi. Non è possibile stabilire quanto ci sia di realmente organico rispetto alla componente psicologica e quello che si può fare è solo formulare delle ipotesi la cui validazione è limitata dalla esiguità della popolazione che manifesta questo disturbo e conseguentemente le conclusioni non possono essere estese a tutta la popolazione.
[#2] dopo  
Utente 241XXX

Iscritto dal 2012
Chi subisce il cambiamento sul proprio corpo, anche quando il rapporto causa-effetto è lapalissiano, purtroppo va incontro a "professionisti" che non sono neanche capaci o disposti ad ascoltare, oppure che a prescindere negano qualunque possibilità di danno iatrogeno.

Così al dramma della perdita forse irreversibile della propria sessualità senza attuali soluzioni, uno/a si ritrova pure non creduto dai medici, che declassano il problema come psicologico, oppure all'avanzare dell'età...
Nel caso degli antidepressivi SSRI è ancora più facile rimandare tutto a problemi psicologici...e, orrore, si invita il paziente con pssd a tornare su SSRI!!

Autosuggestione, depressione, stress, psicosomatizzazione, ansia da prestazione, "più ci pensi e peggio è", feeling di coppia... mi permetto di dire che queste "spiegazioni" sono sciocche banalità di fronte al vissuto di una persona con una forma severa di una di queste sindromi...

Se si fanno le domande giuste, si ascolta, non si è prevenuti e si usa la logica, si potrà facilmente capire qual è il nesso causa-effetto che ha scatenato il problema, anche se risulta "strano". Quando si becca uno di questi "rari" casi, va segnalato come evento avverso all'agenzia del farmaco! altrimenti come si può fare ricerca e capire di più di questi farmaci?

Semplici domande in molti casi rivelatorie:

"Prima dell'assunzione del farmaco hai avuto queste o simili anomalie sessuali?" (incapacità di eccitarsi nonostante il desiderio sessuale/impotenza/anestesia genitale/anorgasmia/orgasmo senza piacere...)
Se il paziente dice chiaramente NO, mai avuto di questi problemi sessuali neanche nel pieno dell'ansia o della depressione.
Cosa restiamo a dirgli, che è un sintomo della malattia depressiva che ritorna!? (ritorna de ché, se non aveva mai avuto di questi problemi!?)

"Ora riscontri queste anomalie solo nei rapporti a 2 o anche nell'autoerotismo?"
Se il paziente dice che praticamente è diventato impotente dall'assunzione del farmaco e se ora cerca di forzare la masturbazione a pene flaccido raggiunge un orgasmo anomalo senza vero piacere...oppure è in grado di raggiungere normali erezioni ma senza alcuna sensazione di piacere nella stimolazione genitale...
Che gli andiamo a dire, che può essere ansia da prestazione o autosuggestione scaturita dai rapporti insoddisfacenti avuti durante l'assunzione del farmaco!?

---

Grazie per la sua risposta dottor Scalese e scusi se in questa mia replica ho usato un tono supponente, ovviamente non è diretto a Lei ma è la mia reazione all'atteggiamento medico secondo me sbagliato che ho riscontrato (ma per fortuna non da tutti!) rispetto a quello che purtroppo è un problema che mi riguarda di persona.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Utente 241XXX

Iscritto dal 2012
Salve dottori

in cerca di proposte di trattamento per la Disfunzione sessuale post-SSRI, mi sono imbattuta in un medico che afferma che la sindrome può trovare beneficio nella terapia citoplasmatica, e che è a conoscenza di 6 casi trattati in Germania con tale metodologia, 5 dei quali guariti e 1 no a causa di "prolungata inattività cellulare con conseguente atrofia"


A parte che sono scettica su questi presunti 6 casi, è la prima volta che sento nominare questa terapia e volevo chiederVi di chiarirmi se si tratta di medicina alternativa, se è valida e per curare quali disturbi... se è un altro modo per chiamare le cellule staminali...

Grazie
[#4] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Personalmente sarei scettico nell'intraprendere una terapia non scientificamente validata, soprattutto perché a quanto pare sperimentata su un numero troppo esiguo di persone utilizzando cellule o derivati potenzialmente pericolosi per curare il suo problema.
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

bisogna stare attenti a non confondere una segnalazione, un articolo scientifico, come "legge"
L'articolo pubblicato sulla rivista inglese è solo una segnalazione "statistica" di segnalazioni relative a problemi insorti durante la assunzione di certi farmaci. nulla più, nulla meno.
man mano che saranno segnalati altri casi e quando sarà possibile fare uno studio in doppio cieco si potrà stabilire la effettiva azione nociva di tali sostanze
cordiali saluti
[#6] dopo  
Utente 241XXX

Iscritto dal 2012
Salve dottor Pozza, quello studio parla di disfunzioni sessuali che perdurano dopo l'assunzione di un farmaco, e non durante.
Se le interessa approfondire le indico i nomi di altri studi in materia di pssd (quelli sulla sindrome post-finasteride penso siano molti di più ma non ho la lista)

1) Persistent Sexual Side Effects after SSRI Discontinuation, Antonei B. Csoka, Stuart Shipko, 2006
2) Genital anaesthesia persisting six years after sertraline discontinuation, Bolton JM, Sareen J, Reiss JP, 2006
3) Post SSRI Sexual Dysfunction, Audrey Bahrick, 2006
4) Prolonged Post-Treatment Genital Anesthesia and Sexual Dysfunction Following Discontinuation of Citalopram and the Atypical Antidepressant Nefazodone, Robert P. Kauffman, Amanda Murdock, 2007
5) Persistent Sexual Dysfunction after Discontinuation of Selective Serotonin Reuptake Inhibitors, Antonei Csoka, Audrey Bahrick, Olli-Pekka Mehtonen, 2008
6) Persistence of Sexual Dysfunction Side Effects after Discontinuation of Antidepressant Medications: Emerging Evidence, Audrey S. Bahrick, 2008
7) Persistent Genital Arousal Disorder in Women: Case Reports of Association with Anti-Depressant Usage and Withdrawal, Sandra R. Leibluma & David Goldmeierb, 2008
8) Persistent sexual dysfunction in genitourinary medicine clinic attendees induced by selective serotonin reuptake inhibitors, Farnsworth KD, Dinsmore WW, 2009
9) The impact of persistent sexual side effects of selective serotonin reuptake inhibitors after discontinuing treatment: a qualitative study, Rebecca Diane Stinson, 2013
10) Does sexual dysfunction persist upon discontinuation of selective serotonin reuptake inhibitors?, G.C. Ekhart, E.P. van Puijenbroek, 2014
11) One hundred and twenty cases of enduring sexual dysfunction following treatment, Hogan C, Le Noury J, Healy D, Mangin D, 2014
12) Penile anesthesia in post SSRI sexual dysfunction (PSSD) responds to low-power laser irradiation: A case study and hypothesis about the role of transient receptor potential (TRP) ion channels, Waldinger MD, van Coevorden RS, Schweitzer DH, Georgiadis J, 2014
13) Post-SSRI Sexual Dysfunction: Clinical Characterization and Preliminary Assessment of Contributory Factors and Dose-Response Relationship, Ben-Sheetrit J, Aizenberg D, Csoka AB, Weizman A, Hermesh H., 2015


Purtroppo so bene che questa "legge" non è ancora stata riconosciuta in maniera univoca, e chissà se mai lo sarà considerando la relativa rarità della sindrome e quanto è difficile comprenderne anche solo l'eziologia e effettuarne una diagnosi, dato che è così semplice per i dottori bollare gli effetti collaterali come sintomi psicologici senza ammettere altre possibilità, senza ascoltare davvero il paziente.

Ma, studio in doppio cieco o meno, le evidenze della possibile "nocività" le vivo sul mio stesso corpo e sono in contatto con tante altre persone che hanno avuto questa reazione avversa agli SSRI.

Almeno dopo avermi ascoltato ed essersi informato il mio psichiatra mi crede, ma purtroppo non ha soluzioni da offrire in quanto la stessa medicina oggi non ne ha.

[#7] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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A questo punto sarà necessario consultare uno psicologo con chiare competenze in ambito sessuologico.
[#8] dopo  
Utente 241XXX

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Io vivo la sessualità nel modo più sereno che mi è possibile.
Ma soffro di PSSD. cosa ci faccio delle competenze sessuologiche di uno psicoterapeuta?
[#9] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Io penso che le disfunzioni sessuali iatrogene di cui si parla siano reversibili, ecco perché forse è necessario impostare una terapia psicosessuologica per ristabilire una armonia nell'ambito della sua sfera sessuale e con il proprio corpo. Ripeto è una ipotesi che lei può decidere di voler seguire o meno.