Utente 307XXX
Salve, da domenica 26 ho febbre, ghiandole della parte sinistra del collo ingrossate e tosse. La febbre all'inizio era persistente, i suoi 38 gradi (e passa) per tutto il giorno. Prendevo paracetamolo, la febbre passava ma poi dopo le 6 ore tornava. Martedi notte ha raggiunto addirittura i 39. Ma dal giorno dopo la febbre ha iniziato a non esserci la mattina per poi comparire verso le 6 del pomeriggio e raggiungere la sera i soliti 38. Il mio dottore non ha saputo dirmi cosa avessi. Solo alla visita successiva, quando sono stata io a chiedere se potesse essere mononucleosi, mi ha prescritto emocromo e monotest. I risultati del monotest non sono ancora pronti, ma il dottore del laboratorio dove ho fatto le analisi, vedendo i risultati dell'emocromo (tutto nella norma) e precisamente i globuli bianchi, dice che non può essere mononucleosi. Il mio dottore al contrario, afferma che non si può capire dall'emocromo se ho la mononucleosi. Mi chiedo a quale dei due dottori devo credere, dal momento in cui il mio quando all'inizio, non sapendo cosa potesse essere, mi aveva prescritto l'antibiotico e mi aveva detto che anche se prendo la pillola anticoncezionale non fa niente (quando è noto a tutti il contrario). Quindi ho tre domande.
1) Davvero non si capisce dall'emocromo se ho la mononucleosi o meno?
2) in caso di mononucleosi il dottore ha detto che dovrei prendere il cortisone (da 1000), è giusta come cura? E per quanto riguarda la pillola ci sono problemi?
3) se non è mononucleosi, cosa può essere?
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Cara Signora,
le rispondo per punti:

- non è affatto vero che tutti gli antibiotici interferiscano con la Pillola. Per esempio le cefalosporine, e molti altri non hanno interazioni significative sul piano clinico con la contraccezione estro - progestinica.

-Non conosco quale antibiotico le sia stato prescritto: se per caso le è stato dato l'Augmentin o altro antibiotico contenente Ampicillina e non ha avuto nessuna eruzione cutanea, è molto verosimile che non si tratti di mononucleosi: nel qual caso il rischio di un esantema simile al morbillo e >90%

-La diagnosi di mononucleosi si fa non con l'obsoleto monotest, che è un test colorimetrico che risente della soggettività dell'operatore, ma con il dosaggio di IgM+IgG rivolte contro gli antigeni VCA, EBNA, ed EA se il laboratorio esegue quest'ultimo che non è indispensabile.
Inoltre la ricerca fa fatta con metodo QUANTITATIVO riportando il titolo anticorpale: in mancanza di IgM la sola presenza di IgG indica infezione remota e dunque non acuta.

-L'emocromo, in caso di mononucleosi, si altera con una inversione della formula leucocitaria (linfo - monociti>dei neutrofili) e soprattutto mostra linfociti con aspetti caratteristici, detti anche virociti, che colti da occhio esperto ed allenato, sono fortemente suggestivi ma non patognomonici di una mononucleosi. Pertanto in presenza di sintomi clinici concordanti e di abbondanza di linfociti attivati una diagnosi di mononucleosi può essere fortemente sospettata.

-La mononucleosi è una malattia diffusissima, benigna e autolimitante: può richiedere un mese per guarire del tutto ma guarisce senza alcuna terapia.

-I cortisonici vanno somministrati SOLAMENTE se vi sono complicanze (grossi linfonodi addominali che causano dolore, enorme ingrossamento della milza etc): in assenza di queste indicazioni non solo sono inutili ma anche dannosi perchè tendono a favorire la cronicizzazione della malattia.

-Assieme agli anticorpi contro EBNA e VCA, si esegue in genere il dosaggio degli anticorpi contro il CMV e la Toxoplasmosi, che possono determinare un quadro clinico simil - nononucleosico e alterazioni dell'emocromo quasi sovrapponibili.

Cordiali saluti.