Utente 315XXX
Buongirno,
sono una ragazza di 28 anni. Ho sempre avuto molti capelli (molti davvero), ne ho sempre persi tantissimi, e soffro di dermatite seborroica da circa 12 anni (a fasi alterne... ma riesco a tenerla sotto controllo). Un anno fa ho terminato una cura di isotretinoina per l'acne la quale mi aveva fatto sparire anche la dermatite lasciandomi anche capelli puliti più a lungo, meno grassi.
E' un mese che mi sono accorta che oltre a perdere sempre tantissimi capelli, mi si sono anche diradati tantissimo. Nel giro di un mese e mezzo - non esagero - ne ho persi più di 1/3. Il diradamento è visibile a occhio nudo. Anche le persone che mi sono accanto si sono accorte che la chioma è molto, ma molto meno voluminosa. Anche i capelli sembrano meno "sani".
In questo periodo ho in effetti un po' di dermatite e proprio ora dovrei iniziare il mio solito ciclo di lavaggi con lo shampoo nizoral per 4 settimane (una volta a settimana), così come consigliatomi dal dermatologo che mi ha seguita anche con la cura per l'acne.
Vi mando questo messaggio per chiedervi:
- tale caduta eccessiva di capelli non accompagnata da una ricrescita (come avveniva di solito) può dipendere da fattori di stress? Non è un periodo semplicissimo ed in particolare 3 mesi fa ho affrontato un mese stressantissimo a causa di esami e concorsi.
- ho fissato un appuntamento con il mio dermatologo per il mese prossimo e nel frattempo in farmacia mi hanno dato due confezioni di bioscalin compresse. Posso fare qualcos'altro mentre attendo la visita?
- questo effluvio improvviso può essere arrestato? Vi sembra possa essere un effluvio temporaneo o l'inizio di qualcosa di "cronico"? E' talmente evidente da un mese solamente che non potrei definirlo altrimenti che "acuto"... non è, infatti, la solita caduta. Il diradamento è evidentissimo.
Grazie anticipatamente per una vostra risposta,
S.


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[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
In effetti il suo racconto è congruente con un effluvium telogenico acuto , che può essere stato originato da uno stato di marcato stress psicofisico.
In genere , alla rimozione della noxa patogena , cioè della causa, l'effluvio si arresta nel giro di 3-4 mesi. Ma ovviamente vanno indagate e corrette tutte le concause ed aggravanti.
Talvolta in tali casi viene consigliata una lozione cortisonica, ma non si può esprimere nulla senza visita.
Rivaluterei inoltre il razionale della assunzione di integratori, indagando le ev. Carenze.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 315XXX

Iscritto dal 2013
Grazie della risposta. Allora attendo la visita, sperando che il dottore mi confermi la "temporaneità" della cosa. Le chiedo ancora una cosa: potrei fare nel frattempo degli esami del sangue? Ha senso che mi rechi dal mio medico di base per farmeli prescrivere o è meglio attendere la visita con il dermatologo?
Grazie,
S.
[#3] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Megliosenz'altro attendere la visita dermotricologica. Si tratta di esami particolari, che vanno selezionati prima.
Cordialità
[#4] dopo  
Utente 315XXX

Iscritto dal 2013
Gentile Dottore, le scrivo ancora perché sono rimasta un po' perplessa dalla visita con il dermatologo e vorrei avere più o meno conferma da lei se questa perplessità è giustificata.
Il dermatologo mi ha controllato il cuoio capelluto tramite una specie di telecamera (ha anche fatto una specie di test del capello passandomi la mano tra i capelli e ingrandendo i capelli che mi cadevano: i quali risultavano capelli che dovevano cadere) e mi ha detto che si intravedono dei capelli che stanno per nascere. In base al mio racconto mi ha poi spiegato che le cause possono essere due: o una calvizia genetica (mia madre ha perso molti capelli a 25 anni e ora non ha una chioma folta, ma un diradamento diffuso, anche se non visibile eccessivamente; mia zia ha pochi capelli) o un effluvio. Il dottore però non è stato in grado di dirmi quali delle due cose è più probabile che abbia. Anzi, mi ha detto che sono talmente simili come "patologie" che è molto difficile distinguerle. Anche i piccoli capelli che mi stanno crescendo sui lati non significherebbero nulla a suo avviso. Mi ha quindi consigliato di continuare con il bioscalin e di usare delle fiale della Vichy per la ricrescita. Ora, sono uscita dalla visita molto preoccupata dall'ipotesi "calvizia genetica". Secondo lei il dottore non avrebbe dovuto farmi fare altri esami per capire se ho un effluvio o una calvizia? E in base a ciò darmi una cura? Le confesso che ho controllato su internet le cure possibili per la calvizia genetica femminile e da quello che ho capito pare non ci sia nulla da fare (lo so che non si dovrebbe cercare su internet, ma volevo saperne di più). Quali esami dovrei fare per capire se è una calvizia genetica? Mi consiglia di recarmi da un altro dermatologo?
La ringrazio anticipatamente per una sua risposta,
S.
[#5] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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La anamnesi , cioè il suo racconto depongono più per un telogen effluvium , considerando la repentinita della caduta ,il numero e la morfologia riferita. Ma andrebbe vista ,anche perché la alopecia androgenetica è anche nella donna caratterizzata da un defluvium telogenico con miniaturizzazione, ad evidenza nelle zone elettive del capo, e di certo é un processo cHe parte da lontano nEl tempo. VI sOno tanti alitri segni ed eSami da consiglare per la verifica di questa ipotesi, assai lunghi da illustrare
Esiste inoltre un test genetico ,anzi vi sono più laboratori che lo eseguono,se viene reputato utile.
Cordialità