Utente 401XXX
Buongiorno,
nel mese di novembre 2015 ho fatto 2 visite specialistiche, una andrologica ed una dermatologica.
La prima diretta ad esaminare i risultati di un'analisi citomorfologica del liquido seminale, secondo cui, pur avendo una concentrazione seminale di 63,68 milioni/ML la morfologia risultava anormale per il 99%.
La seconda diretta a vagliare le cause di una progressiva calvizie.
La visita andrologia ha dunque diagnosticato una teratozoospermia, pur in assenza di familiarità con patologie urologiche e neoplastiche e normalità dell'apparato genitale. Pertanto, mi è stata prescritta una terapia con Andrisol ed Andrisol Plus 1 bustina al giorno mattina e sera per 4 mesi.
La seconda ha diagnosticato alopecia androgenetica, pertanto mi è stata prescritta una terapia a base di finasteride (1 pasticca al giorno di CAREFINAST 1mg + carexibil 5%), a cui io ho anche aggiunto l'uso di una bustina di Nanosan al giorno.
Ribadisco di aver iniziato la finasteride dopo la diagnosi di teratozoospermia.
Preoccupato circa le voci dei problemi causabili dall'uso di finasteride all'apparato riproduttivo ho chiesto ad entrambi gli specialisti se era sconsigliabile l'utilizzo del farmaco vista la diagnosi di teratozoospermia. Entrambi mi hanno risposto di no, poiché questa inciderebbe sulla quantità di liquido seminale e non sulla morfologia degli spermatozoi. Tuttavia non mi hanno risposto con massima convinzione, tanto che entrambi mi hanno suggerito di sentire anche il parere dell'altro specialista!
Vorrei chiedere dunque, innanzi tutto, se mi consigliate di continuare entrambe le terapie o sospendere la finasteride.
In secondo luogo, avendo le feci molli da quando ho iniziato le terapie, se sono suggeribili rimedi come assunzione di fermenti lattici, o se è consigliabile anche un esame delle feci.
Infine, se il problema della teratozoospermia è generalmente reversibile, in particolare, se questo può essere stato causato dall'uso saltuario di sostanze stupefacenti, e se questa ne è la causa se ci sono speranze di reversione naturale del problema una volta terminata definitivamente l'assunzione di tali sostanze.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la finasteride non é causa della teratozoospermia.A mio avviso,può iniziare e continuare la terapia prescritta e rivalutare il quadro seminale al termine del ciclo di mio-inositolo.Quanto all'influenza delle sostanze stupefacenti (quali?) sulla spermatogenesi,l'effetto inibente é stato ampiamente dimostrato:Non fa alcun cenno ad una diagnosi andrologica che,il più delle volte,non può essere posta in base ai numeri ed alle percentuali espresse dallo spermiogramma.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 401XXX

Iscritto dal 2016
gentile dottore, la ringrazio per la cortese risposta.
In merito alle droghe: cannabis e cocaina, sempre un uso sporadico e puramente sociale
in merito alla diagnosi andrologica:
Esame obbiettivo:
Addome trattabile. Genitali esterni nella norma. Meato uretrale esterno ortotopico ed apparentemente pervio. Frenulo breve. Didimi ed epididimi regolari, si apprezza dilatazione dei plessi venosi pampiniformi in assenza di reflussi sotto manovra di Valsalva. L'ecografia delle vie urinarie risulta regolare.
Diagnosi:
Teratozoosperia. Frenulo breve.

Dunque continuo con la terapia e l'astenzione dalla droga, ma se alla fine del ciclo i risultati dovvessero essere gli stessi?
Faccio presente che conduco in generale uno stile di vita sano, faccio attività fisica... quindi nel caso potrei ricorrere solo alla fecondazione assistita? o magari neanche a quella?
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...l'esame seminale ha una valenza unicamente statistica e non biologica e,quindi,va valutato in base al tempo da cui si cercano il figli,all'età della moglie,alla diagnosi ginecologica ed alla diagnosi andrologica.Non credo sia il caso di fasciarsi la testa ipotecando un infausto futuro riproduttivo,ma ritengo corretto seguire i consigli dell'andrologo di riferimento,oltre a seguire uno stile di vita idoneo.Cordialità.