Utente 379XXX
Buonasera, ho 40 anni e da molto tempo soffro di depressione di grado secondo (credo si dica così). Almeno, questa è il responso di un psicologo che mi ha seguito per circa una ventina di anni, prima tramite il SSN e poi privatamente. Nel 2009/10, su indicazione della responsabile della struttura del SSN dove ho conosciuto il "mio" psicologo, mi sono rivolto ad uno psichiatra, a pagamento, che mi ha chiesto se intendevo curare la mia depressione solo con le parole, come avevo fatto fino ad allora, oppure aiutandomi anche con i farmaci. Io, complice anche una drammatica situazione familiare in essere in quel momento, scelsi la seconda opzione, e lo specialista mi prescrisse lexotan e sereopin. E qui i miei guai si sono accentuati anzichè risolversi in quanto io non ho mai accettato, complice anche una crisi in età adolescenziale durante la quale credetti di aver compromesso le mie capacità sessuali per via di una assidua pratica di masturbazione (...) , gli effetti collaterali che le medicine in questione mi provocavano nella sfera sessuale: difficoltà erettive, ritardi nella eiaculazione (nel senso che, alla fine uno rinunciava a provare ad avere un orgasmo). Nel frattempo, complice anche il fatto che, per una riconversione professionale, ho dovuto riprendere a studiare a 36 anni compiuti, ad un certo punto ho avuto, nel 2013, una fortissima crisi che ha portato mio padre a rivolgersi al CPS di riferimento della mia zona di residenza. Nel frattempo avevo abbandonato lo psichiatra a pagamento.
Al cps mi hanno diagnosticato un disturbo bipolare di tipo ossessivo compulsivo, cambiandomi la terapia farmacologica: sospeso lexotan e sereupin e mi hanno dato prima lo zoloft insieme ad ablify (sciroppo) e ad un altro farmaco di cui mi sfugge il nome, e poi, unicamente lo zoloft 100 mg..

Farmaci che io, comunque non ho mai preso con regolarità, salvo che negli ultimi 10 giorni, in quanto:

- sono sempre convinto che dovrei uscire da solo, con le mie forze, dai miei problemi
- ho il terrore delle ripercussioni nella sfera sessuale di questi farmaci.
- quando assumevo zoloft per alcuni periodi e poi smettevo, soffrivo di eiaculazione (molto) precoce; problema che prima non avevo.

Da 10 giorni a questa parte mi sono rimesso in contatto con il CPs di riferimento e ho ricominciato ad assumere zoloft.

Ora, sono a chiederVi:

- esistono dei farmaci che possono controbilanciare i disturbi sessuali legati all'assunzione di zoloft?

- è vero, come ho "appreso" dalla "giungla" di internet, che questi farmaci possono compromettere le capacità riproduttive dei maschi e creare problemi ai neonati?
- E' possibile guarire e non aver più bisogno di zoloft? io ci spero anche se tutti mi dicono che non è possibile.



Quando non assumo lo zoloft non riesco a dare il giusto peso alcuni pensieri legati a problemi (comuni a tanta gente, per la verità) che si verificano in ambito lavorativo e familiare (nel mio caso coincidono essendo socio di azienda familiare)

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

in modo molto sintetico alle sue prime due domande le posso rispondere con due precisi "no" mentre alla terza con un altro sintetico "sì".

Detto questo si affidi ora alle indicazioni precise e corrette che le darà il suo psichiatra di riferimento e non si allontani dalle indicazioni terapeutiche consigliate questo è il solo modo per arrivare ad una possibile risoluzione delle sue complesse problematiche psicologiche e psichiatriche.

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
Esimio Dr. Beretta,

la ringrazio molto.

[#3] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
Dottore,

mi conferma che gli effetti collaterali di zoloft. sono circoscritti al periodo di assunzione. Una mia paura è che assumendo per un lungo periodo il farmaco gli effetti collaterali diventino, diciamo così, permanenti.

La ringrazio
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Certo, finita l'azione e smaltito il farmaco preso , se presenti effetti collaterali questi spariscono!
[#5] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
La ringrazio ancora.