Utente 400XXX
Salve gentili dottori,
sono qui ad esporre un mio dubbio in merito ad una serie di sintomi che presento ormai da un paio d'anni a questa parte. Nello specifico soffro di una forte astenia che si accompagna spesso a una sensazione di ubriachezza; per buona parte di questi due anni il tutto è condito, fino ad oggi, da un'emicrania che si presenta sotto forma di pulsazioni dolorose che durano pochi minuti, specie quando passo dalla posizione sdraiata a quella eretta o a seguito di un forte sbalzo di temperatura. Questa condizione si è fatta molto più forte verso la fine del 2015, tanto da portarmi, a causa di episodi lipotimici, per ben 3 volte al pronto soccorso. A seguito degli stessi episodi ho deciso di effettuare delle visite cardiologiche da cui sono emerse delle tachicardie e un grande forame ovale pervio con ingente passaggio di microbolle sotto Valsavia. A quel punto mi sono ricoverato presso un famoso policlinico in provincia di Milano e sono stato operato da un famoso aritmologo che tramite un'ablazione ha corretto una tachicardia da rientro nodale (io speravo mi chiudessero, nella stessa occasione, anche il forame). L'operazione è avvenuta 20 giorni fa. Nonostante fosse emerso dal transesofageo e dalla risonanza magnetica questo grande forame pervio, loro hanno ritenuto non necessario chiuderlo e mi hanno detto di continuare a prendere cardioaspirina per sempre. Ora il punto è che ancora oggi, a seguito dell'intervento, non ho risolto niente. Intendo dire che continuo ad accusare un'estrema debolezza e non vorrei che questa condizione sia associata al forame ovale pervio. Documentandomi ho letto che questa patologia può provocare difetti di ossigenazione nel sangue per via del mescolarsi del sangue arterioso più ricco di ossigeno con quello venoso che invece ne è meno ricco. Inoltre so che se si soffre di apnee notturne è molto pericoloso avere questo problema. Premetto che ho effettuato anche una risonanza magnetica all'encefalo che non ha evidenziato lesioni di alcun tipo. Vorrei, fondamentalmente, capire se il mio problema è di origine cardiaca oppure neurologica (distonia neurovegetativa?! o altro). Grazie.

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Dr. Mariano Rillo
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Guardi, noi da lontano possiamo solo cercare di interpretare quanto ci viene riportato da voi utenti .....e quindi, con tutti i limiti che la distanza impone, mi sentirei di dirle che i suoi sintomi non sono imputabili al cuore. Per quanto riguarda le indicazioni o meno alla chiusura del forame ovale pervio non può che affidarsi a quanto le hanno consigliato i colleghi.
Saluti cordiali