Utente 342XXX
Buona sera sono alla ottava settimana di gravidanza e accuso da qualche settimana senso di nausea ma soprattutto poco appetito e digestione terribilmente lenta...sto prendendo progeffik tutte le sere per via vaginale.
Ho due domande da porvi; posso prendere pantorc in gravidanza (già di mio ho avuto problemi di reflusso in passato) e poi è anche progeffik che porta ad avere questi sintomi.
Vi ringrazio fin da subito per la vostra disponibilità.
Buon lavoro
[#1] dopo  
Dr.ssa Daniela Pelotti
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La nausea in gravidanza è un sintomo che ti segnala che stai mangiando qualcosa che non dovresti mangiare , nausea e vomito sono un meccanismo di difesa messo a punto dall'evoluzione, per tenere la donna e il suo bambino lontani da cibi potenzialmente pericolosi. Forse non è un caso che sia più frequente proprio nel primo trimestre, il periodo più delicato per lo sviluppo degli organi del bambino.

Un fastidio per la mamma, un bene per il bambino!
Quel che è certo è che la nausea non è un segnale che qualcosa stia andando storto, non interferisce con il buon andamento della gravidanza e non arreca alcun disturbo al bebè. Anzi, tutto il contrario: alcuni studi suggeriscono infatti che chi soffre di nausea ha meno probabilità di abortire rispetto a chi non ne soffre.
I cibi con glutine sono la causa di nausea gastrite colon irritabile e rischio di sviluppo di patologie in gravidanza. L'intolleranza al glutine non diagnosticata rappresenta una minaccia per le donne celiache che aspettano un bimbo. Il malassorbimento di sostanze nutritive nel periodo preconcezionale e durante i 9 mesi può provocare pericolose carenze di calcio, ferro e folati, con un aumento del rischio di malformazioni a carico del tubo neurale, problemi nello sviluppo scheletrico del nascituro e anemia. I figli di donne celiache che assumono glutine in gravidanza corrono un rischio aumentato di nascita pretermine.
Inoltre, uno studio condotto da ricercatori dello stesso Policlinico Gemelli e pubblicato di recente sull’American Journal of Gastroenterology ha evidenziato che le donne celiache, se non seguono una dieta rigorosamente priva di glutine, vanno incontro a un rischio triplicato di aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza. Sembra infatti che la reazione immunitaria stimolata dal contatto del glutine con la mucosa intestinale inibisca la capacità dell’embrione di attecchire e annidarsi nella parete dell’utero. L’unica misura preventiva in grado di riportare nella media il rischio di aborto spontaneo è eliminare ogni traccia di glutine dalla dieta a partire da almeno sei mesi prima del concepimento, in modo tale da annullare la presenza degli anticorpi anomali in circolo nel sangue.