Utente 370XXX
Gentili dottori,
Scrivo per avere un parere riguardo ad un dubbio derivato da un consiglio datomi da una dottoressa.
Ho 19 anni, allergica fin da quando sono piccola (ma nulla di grave, l'allergia non mi ha mai causato particolari problemi).
Fino all'anno scorso non avevo mai avuto particolari problemi di salute. Lo scorso autunno mi sono ammalata di focolaio di polmonite curato in un paio di settimane. Sembrava finita lí, se non che ho avuto una ricaduta in Febbraio 2016. (Nell'altro polmone, tra l'altro).
Da allora mi sento molto più debole e ho iniziato ad avere anche problemi gastrointestinali (probabilmente a causa dei farmaci), senza contare che dalla spirometria semplice che ho effettuato i valori erano border-line e pare io abbia una "propensione" all'asma, forse presente in forma lieve (devo fare una seconda spirometria con broncodilatazione farmacologica per verificarne la presenza).
Oggi parlando con una dottoressa, mi è stato consigliato di sottopormi al vaccino antinfluenzale o, in alternativa, prendere un immunostimolante (lei mi ha prescritto Axil Cp) per affrontare il periodo invernale.
Vi chiedo cosa ne pensate voi di questo suggerimento, e quale delle due opzioni sia più adeguata alla mia situazione. Sinceramente ho un po' paura di fare il vaccino, ma so che a volte i benefici superano i rischi. Credete sia necessario in un caso come il mio? O l'immustimolante potrebbe bastare?
Vi ringrazio molto in anticipo.

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Dr. Raffaello Brunori
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Sono due terapie completamente diverse ma che, volendo, possono essere anche associate. Certamente, la decisione non spetta a Lei: il Medico curante deve prescriverle quello che considera piu' giusto nel suo caso specifico.
Un cordiale saluto