Utente 433XXX
Gentilissimi dottori, soffro da un po' di anni di alcune patologie riguardanti il mio apparato digerente. Devo dire, per completezza, che sono diabetico e che da circa un anno assumo regolarmente ai due pasti principali una compressa di metformina da 500mg.

Veniamo all'apparato digerente: si tratta in primo luogo di colon irritabile, con diverticoli alla base del sigma e doligocolon, caratterizzato da una persistente stitichezza che mi procura spesso dolori addominali anche intensi. Problematiche che si accentuano in periodi di stress emotivi e di stati d'ansia a cui a volte vado incontro.
Per alleviare la stitichezza, oltre ad una alimentazione anche a base di fibre (verdure crude, insalate), assumo regolarmente 1 bustina di macrogol 7,3g al mattino a digiuno, terapia che dà comunque i suoi frutti a tempi alterni, e sempre con una certa pigrizia.
Sento anche l'intestino percorso da aria, conseguenza, stando al mio medico, dell'assunzione di metformina, che mi provoca, non spessissimo una certa flatulenza.
L'altra patologia è un'ernia inguinale sinistra che mi porto dietro da diversi anni (una 20ina), cosa che non mi ha quasi mai procurato disturbi importanti anche perché non faccio lavori "pesanti", ma d'ufficio. L'ernia ha un suo volume importante: si riversa nello scroto con una dimensione paragonabile a quella di un limone di media grandezza. Riesco a farla rientrare in sede con qualche manovra soprattutto quando l'intestino è più vuoto, ma nel giro di qualche minuto "ritorna fuori".
In questi ultimi giorni ho una stitichezza più insistente, che si traduce in una evacuazione a più riprese di poche feci di tipo caprino, né dure, né molli (anche se combinate con qualche fecaloma di modeste dimensioni), di colore normale, associate a leggera flatulenza e a dolore addominale diffuso non intensissimo accusato soprattutto in posizione eretta, e a volte a qualche fitta - tipo ago sottile - nella parte bassa sinistra.
Per via della presenza di dolore ho sospeso temporaneamente l'assunzione del macrogol, con conseguente aumentata difficoltà nell'evacuazione.

Premettendo che voglio sottopormi (finalmente!) ad una visita chirurgica per eventuale ernioplastica, ma che il mio medico di base in ferie per questo periodo natalizio, per cui attendo il suo rientro per poter parlargli del problema, la mia domanda è questa: devo temere un intasamento delle feci nella parte dell'intestino interessata dall'ernia?
Può la mia ernia provocare disturbo anche alla gamba sinistra, con lieve indolenzimento tipo sciatica che si irradia dall'inguine?
O in tutto questo gioca anche un po' lo stato d'ansia, conseguenza di quanto scritto?

Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete prestarmi e vi auguro Buone Feste.

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[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gentile utente, la sua qualità della vita, se l'intervento avrà successo come le auguro, migliorerà dopo l'ernioplastica così come anche la sua stipsi potrà giovarsi del trattamento chirurgico dell'ernia.Indubbiamente il suo stato d'ansia potrà essere sempre incisivo sul suo colon irritabile, quindi cerchi di farsi aiutare anche da quel punto di vista.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 433XXX

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Della necessità dell'intervento ne sono, ormai, convinto tant'è che, come avevo scritto, sono intenzionato a fare al più presto la visita chirurgica per l'eventuale intervento.
Il motivo per cui vi avevo scritto è da imputare semplicemente ad una mancanza di riferimenti in questi giorni di festa, tali da tranquillizzarmi riguardo questi dolori che si fanno sentire a livello addominale e che non riesco più a razionalizzare, temendo sempre il peggio.
Purtroppo, come Lei ben sa, in simili situazioni si vanno a cercare notizie o indicazioni a volte senza fondamento o di carattere generico non applicabile ai singoli casi (internet), che inducono convinzioni che possono essere talvolta fonte di ulteriori preoccupazioni che non fanno altro che peggiorare un quadro (ansia) già fortemente provato.

La ringrazio per la tempestività della Sua risposta e Le porgo i migliori auguri per questo nuovo anno che verrà.
[#3] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Infatti la mia risposta vuole esplicitarle che le feci possono stagnare nell'intestino erniato e quindi il duplice vantaggio dell'intervento, non navighi, se mi permette considerata la sua ansia, troppo in internet e si faccia visitare dallo specialista per pianificare il trattamento.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 433XXX

Iscritto dal 2016
Ancora grazie ...
[#5] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Di nulla ed auguri
[#6] dopo  
Utente 433XXX

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Rieccomi ...
Ho fatto la visita chirurgica. Il medico che mi ha visitato non è parso affatto preoccupato alla vista della mia erniona. Ora sono in una lunga lista d'attesa, secondo cui dovrò subire l'intervento non prima di 4-5 mesi.
Nell'attesa di ciò mi chiedevo se, per caso, non fosse possibile usare una mutanda contenitiva, giusto per alleviare un po' il disturbo e l'indolenzimento che, a volte, avverto all'inguine.
Sono passato da una sanitaria e lì mi sono state mostrate due tipologie di slip di cui una, quello con un rinforzo che si infila in una tasca in posizione corrispondente alla tumefazione, mi è stata consigliata a discapito del più classico cinto erniario.
Ciò che chiedo è se tale mutanda riuscirà a contenere la tumefazione impedendo all'ernia di andare a finire nello scroto, come avviene adesso senza alcuna protezione.
Ho visto infatti che riducendo l'ernia e tenendola premuta con la mano se ne resta tranquilla all'interno dell'addome, senza provocare fastidi o dolorini. Solo che non posso starmene tutta la giornata con una mano in tasca a spingermi l'ernia e, una volta tolta la mano, in un attimo si riempie daccapo lo scroto e la fase di discesa è anche molto fastidiosa e, ultimamente, anche un po' dolorosa.
Ho chiesto anche al chirurgo riguardo l'eventuale mutanda, ma lui si è mantenuto sul vago, non dandomi alcuna risposta soddisfacente, né in positivo, né in negativo.
Beninteso, non ne farei un uso smodato, ma userei la mutanda soltanto in quelle occasioni (tipo passeggiate in famiglia o con amici, gite fuori porta e cose simili) che vorrò trascorrere serenamente, senza patemi. Faccio un lavoro d'ufficio e nelle ore che passo seduto alla scrivania l'ernia se ne sta buona senza grandi disturbi.

Ringrazio per la pazienza e per le indicazioni che mi si vorrà dare.
[#7] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Se i tempi per l'intervento sono così lunghi, e non riesce a tollerare il fastidio ne faccia uso, ma il cinto utilizzato per un lungo periodo di tempo può crearle un tessuto sclerotico inguinale che rende più difficile gli scollamenti delle strutture inguinali.
Saluti
[#8] dopo  
Utente 433XXX

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Come Le dicevo, ne farei un uso sporadico, giusto nelle giornate fuori casa quando starei in piedi per tante ore; in ufficio e in casa, quindi per la maggior parte del mio tempo, non lo userei in quanto da seduto riesco tranquillamente a sopportare il fastidio.

Giusto per curiosità, mi può dire in cosa consiste la difficoltà dello scollamento delle strutture inguinali o, meglio, cosa intende per scollamento delle strutture? In una complicazione dell'intervento?
E, comunque, a parer Suo, si trae davvero sollievo da quella mutanda contenitiva? o sono solo soldi gettati al vento?
[#9] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gli scollamenti riguardano i diversi tempi chirurgici che devono preservare le strutture nervose e del testicolo, senza danneggiarlo. I mezzi contenitivo di cui parla sono sostanzialmente utili in chi non può operarsi, sinceramente meno in chi deve essere operato.
Saluti