pene  
 
Utente 466XXX
Salve credo di soffrire di una strana forma di dismorfofobia peniena perche anche essendo consapevole di avere un pene normalissimo (15 cm e anhe qualche millimetro in più...
In erezione) è come se mi sentissi spesso insoddisfatto , è difficile da spiegare tale situazione, ci sono giorni in cui si presenta uno stato psicologico devastante e altri in cui psicologicamente è tutto normale e non ci penso nemmeno.
Non so se sono riuscito a spiegarmi al meglio a causa di questa situazione “strana”.
Volevo chiedere se era possibile ricevere qualche consiglio e se ci sono modi per eliminare tale “stato” senza ricorrere alla psicoterapia (anche perchè ho 20 anni e studio, e sarebbe molto imbarazzante chiedere soldi ai miei genitori per una cosa del genere) . Premetto nel dire che ho una vita sessuale attiva dall’età di 15 anni e non riesco a capire come si sia presentata tale tipo di insicurezza.
Ringrazio in anticipo per la disponibilità.
Cordiali saluti
[#1] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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"credo di soffrire di una strana forma di dismorfofobia peniena"

Gent.le Ragazzo,
sarò un po' schematica ma è solo per essere più chiara e comprensibile sia a te sia all'utenza che ci legge e che quotidianamente rivolge richieste simili alla tua:

- l'autodiagnosi tramite il "dott. Google" è vivamente sconsigliata poiché alimenta convinzioni fuorvianti e patologizzanti su se stessi o su un aspetto del proprio corpo come nel tuo caso;

- per i consigli ci sono amici e familiari, il compito dello psicologo è quello di promuovere l'autoconsapevolezza e il processo di cambiamento, tuttavia, i limiti relativi alla comunicazione on line, ci consentono soltanto di fornire alcune indicazioni preliminari e/o spunti di riflessione che non esitano necessariamente in un percorso di "cura" della patologia.
In altre parole, un colloquio diretto con lo psicologo (magari presso il Consultorio Familiare della tua ASL) non necessariamente implica l'inizio di un intervento terapeutico, ma senza dubbio rappresenta un'opportunità per entrare nel merito del proprio vissuto e identificare aspetti significativi connessi al disagio contingente;

- la propensione all'automonitoraggio del tuo organo genitale che genera "uno stato psicologico devastante" seppur intermittente, probabilmente è connessa al condizionamento derivante da modelli culturali tanto stereotipati e artificiali quanto particolarmente diffusi, amplificati e "assorbiti" in modo acritico specialmente da adolescenti e giovani, secondo i quali, il nostro valore è misurabile in centimetri: ad esempio per un ragazzo è la lunghezza del pene così come per una ragazza sarà equivalente alla misura del reggiseno.
Laddove le proprie misure non corrispondono a quelle imposte dal mercato mediatico dopato dall'imperversare di input pornografici, inizia ad affiorare l'insicurezza, il senso di inadeguatezza, i dubbi e la ricerca di conferme e rassicurazioni al fine di "eliminare tale stato”.
In definitiva, i nostri stati d'animo diventano un intralcio del quale sbarazzarsi il prima possibile e allora chi meglio dello psicologo può aiutarmi ad alimentare ulteriormente questo autocontrollo in modo che finisca per "anestetizzarmi" completamente? forse allora sì che mi sentirò davvero sicuro di me!

Naturalmente le mie parole, per quanto provocatorie, mirano solo a suscitare una riflessione critica e a fornire una risposta alla tua richiesta, mi auguro tuttavia che tu possa valutare la possibilità di un colloquio psicologico all'interno del quale approfondire gli aspetti relativi al tuo vissuto.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Buongiorno,
Provi a leggere questo visitatissimo canale salute, redatto a quattro mani da un collega andrologo e da me, troverà parecchi spunti di riflessione

http://www.medicitalia.it/salute/andrologia/127-pene-piccolo-dimensione-dei-genitali.html


Una consulenza de visu, diventa però indispensabile.
[#3] dopo  
Utente 466XXX

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Vi ringrazio per le risposte...
Ma per tali tipi di problemi è sufficiente uno psicologo o Bisogna consultare un sessuologo?
[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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O uno psicoterapeuta o un sessuologo clinico, uno psicologo/psicoterapeuta perfezionato in sessuologia.

Scelga lei.
[#5] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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"non riesco a capire come si sia presentata tale tipo di insicurezza"

Gent.le Ragazzo,
gli psicologi si occupano quotidianamente di disagi connessi all'insicurezza, per questo in prima battuta il colloquio con uno psicologo del Consultorio Familiare può essere la scelta più adeguata, qualora ci fosse la necessità di un approfondimento dal punto di vista sessuologico, sarà lo specialista stesso a consigliarlo, ma eviterei di dare per scontata quella che finora non è altro che un autodiagnosi.