Utente 880XXX
Buongiorno mia moglie ha un tumore al seno con metastasi epatica (unica di 20mm)e, oltre alla chemioterapia che stà facendo con infusioni trisettimanali di taxotene+herceptin,vorrebbe sottoporsi ad una tecnica chiamata doppio trapianto che normalmente viene utilizzata in ematologia, ma che avrebbe dato degli ottimi risultati anche nel trattamento del tumore al seno metastatico. la tecnica consiste fondamentalmente nell'utilizzazione della procedura con alte dosi di chemioterapia seguita da autotrapianto e dalla procedura allotrapiantologica (se presente un donatore HLA compatibile nella fratria)con la tecnica del trapianto non mieloablativo.
In pratica, la prima procedura consiste in una terapia di mobilizzazione di cellule staminali autologhe mediante ciclofosfamide e fattore di crescita granulocitario. Dopo aver raccolto una quantità idonea di tali cellule queste vengono utilizzate come "rescue" dopo la megachemioterapia (il tutto per ovviare all'aplasia midollare indotta dalla megachemioterapia).
Dopo un periodo congruo di ripresa ematopoietica, quando la crasi ematica
periferica si è perfettamente ricomposta, si procede alla preparazione per
il trapianto allogenico con terapia prevalentemente immunosoppressiva ed
infusione nella paziente di cellule staminali prelevate dal donatore risultato HLA compatibile. Ovviamente tutta la procedura deve essere seguita con estremo rigore da un lato per ottenere l'attecchimento completo delle cellule allogeniche e dall'altro per ridurre/minimizzare la reazione trapianto versus ospite (GVHD), possibilmente senza annullarla del tutto.
Infatti, l'assenza completa di GVHD è un criterio prognostico negativo per
il successo della procedura.
Grazie alla GVHD si esplica infatti l'evento fondamentale di tutta la procedura, vale a dire la graft-versus-tumor, sostenuta da linfociti citotossici del donatore.
La mia amica è molto fiduciosa nel medico che lgli ha proposto la cosa....cosa ne pensate?
Il tumore primario T2N0, G3, Herb2neu +3, ormonosensibile.
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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Il tumore primario sarà stato pure T2N0, G3, Herb2neu +3, ormonosensibile... ma ad oggi si parla di M+ al fegato.

Credo che Lei sia stato adeguatamente informato della chance terapeutica e molto probabilmente della possibilità di partecipare ad una sperimentazione clinica. Immagino si attenda comunque il risultato del trattamento in corso.
[#2] dopo  
Utente 880XXX

Iscritto dal 2008
Mi scusi dottore, ma la sua risposta non soddisva quanto sto chiedendo. A parte le cose che già conoscevo, saprebbe dirmi se la terapia immunologica che vorrebbe fare mia moglie presso l'ospedale di genova la conosce e se la ritiene efficace?
grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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La conosco ma non riebìntra negli standard terapeutici ad oggi utilizzati nelle neoplasie mammarie metastatiche.