Utente 475XXX
Buonasera, sono una ragazza di 23 anni e vorrei il vs parere in merito al risultato di alcuni tamponi vaginali effettuati. Infatti, a causa di perdite maleodoranti soprattutto durante i rapporti sessuali con il mio fidanzato è convinta si trattasse di una vaginosi batterica (diagnosticatami anche dalla mia ginecologa a seguito di una visita e notando le particolari perdite), ho effettuato un tampone vaginale in data 20/12. Riporto di seguito l’esito:

Tampone vaginale: l’esame colturale ha dato esito alla crescita della normale flora lattobacillare residente.

(A mio stupore, in quanto date le perdite naledororanti senza altri sintomi, ero convinta si trattasse di gardnerella).

Ricerca Mycoplasmi urogenitali: Positiva
L’esame colturale ha dato esito alla crescita di Ureaplasma urealyticum in carica infettante = / > 10.000 CFU/ml e Mycoplasma hominis in carica infettante =\ < 10.000 CFU/ml.

Sensibile: doxiciclina, josamicina, tetraciclina, pristinamicina
Intermedio: ofloxacina
Resistente: ciorofloxacina, eritromicina, azitromicina, claritromicina.

Chlamydia trachomatis vaginale : non rilevata
Neisseriae gonorrhoeae: non rilevata

Ciò che mi chiedo è se sia necessario o meno l’antibiotico , dunque se tale batterio vada comunque colpito con una cura perché rischioso o se provoca problemi solo durante la gravidanza. Io non ho sintomi nè fastidi intimi, ed anzi sembra anche che negli ultimi dieci giorni l’odore acre delle perdite durante i rapporti sia diminuito, o comunque più intenso nel primo rapporto e diminuendo o scomparendo con quelli successivi.
Mi chiedevo quindi, se fosse possibile che con il tempo tale batterio si debelli spontaneamente tale o se sia comunque necessaria una terapia antibiotica. Se sì, quale il più adatto tra quelli sensibili?
In questi giorni vedrò il mio medico così che possa valutare il trattamento adeguato e spero si risolva tutto per il meglio, dato che settimana prossima partirò per l’estero per alcuni mesi e non avrò modo di effettuare successive visite o controlli se non in questa settimana. Sono abbastanza preoccupata e spero possiate darmi delucidazioni a riguardo.

vi ringrazio anticipatamente
Un cordiale saluto
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Signora,
se lei reitera gli stessi quesiti io non posso che reiterare le mie risposte.
Le ho già detto che a mio avviso lei necessita di una terapia con un antibiotico attivo sul Mycoplasma Hominis, in genere si usa con successo la Doxiciclina iclato alla dose di attacco di 200 mg /die per uno o due giorni e a seguire con una dose di mantenimento di 100 mgr/die per almeno 10gg.
Lo stesso antibiotico è attivo anche contro l'Ureaplasma e contro la Chlamidya di cui lei riferisce avere anticorpi sierici.
Ovviamente questo le si può dire per via telematica: deve essere il suo Ginecologo, a valutare se sia necessaria la terapia antibiotica o se sia sufficiente soprassedere.
L'infettivologo le consiglia la terapia.
Se dopo la terapia stessa le perdite maleodoranti dovessero continuare è consigliabile ripetere il tampone vaginale per la ricerca dei protozoi, come la Gardnerella, con l'accortezza di rivolgersi ad un laboratorio serio e di eseguire il tampone al momento.
Spero di averle schiarito le idee.
Cordialità.
Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 475XXX

Iscritto dal 2018
La ringrazio Dottore, mi ha schiarito le idee. Questo mi fa comprendere quindi, che nel caso avessi la Gardnerella per esempio, tramite i tamponi che ho fatto non risulterebbe? Dovrei eseguire specificatamente tampone con ricerca di protozoi?
Pensavo che il tampone vaginale con esito sopracitato, riportante crescita della normale flora lattobacillare residente, avesse come significato l’assenza di gardnerella, escherichia coli, ecc ecc.
Martedì vedrò la mia ginecologa e successivamente la aggiornerò sulla situazione. Se dovesse prescrivermi l’antibiotico come da lei consigliato, anche il mio fidanzato dovrà eseguire la cura?

Cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
direi che è essenziale che anche il suo partner faccia la terapia altrimenti potrebbe instaurarsi il fenomeno del "ping pong" creando un circolo vizioso che perpetuerebbe la persistenza dell'infezione.
Cordiali saluti,
Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 475XXX

Iscritto dal 2018
Buonasera Dottore, volevo aggiornarla sul trattamento consigliatomi dal medico del mio fidanzato, dopo aver consultato gli esiti di tampone ed esami del sangue. Mi ha prescritto Bassado 2 volte al giorno per 20 giorni, sia a me che al mio ragazzo, e mi ha riferito che tale antibiotico è funzionale sia per il mycoplasma e Ureaplasma, che per la Chlamydia pneumoniae, che in ogni caso spiega che secondo i dati è molto probabile io non l’abbia contratta, ma il risultato degli esami del sangue possa essere una sorta di reazione crociata degli anticorpi. Ci ha consigliato di non esporci troppo al sole assumendo tale compresse, tuttavia tra qualche giorno partiremo per alcuni mesi per l’estero con temperature di circa 24/25 gradi e ciò potrebbe risultare problematico. Volevo dunque capire se tale cura sia da iniziare al più presto o se fosse possibile iniziarla anche più avanti, magari quando torniamo in Italia tra un po’ di mesi. Anche perché non avendo sintomi o altro, temo che tale antibiotico abbassando le difese immunitarie possa comportare altre infezioni, come candida ecc, o più semplicemente andare ad alterare la mia flora vaginale, causandomi fastidi che al momento non ho, e appunto trovandoci all’estero potrebbe risultare scomoda la scelta delle giuste terapie, non potendo consultare o farmi visitare direttamente dal mio medico. Lei cosa ci consiglia?
Domani vedrò anche la mia ginecologa, e le farò presente la situazione.
La ringrazio in anticipo

Cordialità.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
non entro nel merito della terapia data in quanto a dosaggio e durata.
La Doxiciclina che le è stata prescritta può indurre fenomeni di fotosensibilizzazione se ci si espone al sole per prendere la "tintarella".
Tutto quanto ha scritto non è che la conferma, ad acta, di ciò che le avevo già spiegato.
Parli pure con il Ginecologo di fiducia: in quanto alla terapia il Mycoplasma e gli altri patogeni intracellulari urogenitali possono essere trattati con altri antibiotici che non implicano rischio di fotosensibilizzazione, come i macrolidi (in particolari le Azalidi) a dosi congrue e per congri periodi di tempo salvando così, come suol dirsi, capra e cavoli.
Ne parli con il suo curante: io più di questo per via telematica non posso dirle.
Buone vacanze.
Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 475XXX

Iscritto dal 2018
Buongiorno Dottore, la mia ginecologa mi ha prescritto il miraclin due volte al giorno per 5 giorni, affermando che il Bassado a quelle dosi e per quei giorni risulterebbe troppo elevata come somministrazione. Cosa ne pensa?

Cordialita
[#7] dopo  
Utente 475XXX

Iscritto dal 2018
Le rispondo inoltre in merito alla terapia con macrolidi da lei specificati. Purtroppo come risulta dall’antibiogramma che le ho riportato in replica precedente, il mio ureaplasma e mycoplasma risultano resistenti ai macrolidi, tra cui eritromicina, azitromicina ecc.
[#8] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Signora,
mi era sfuggito l'ABG.
Sembra dunque che l'unica maniera per curare il suo Mycoplasma sia l'assunzione di tetracicline.
Purtroppo lei mi chiede di entrare nel merito di schemi terapeutici proposti da altri colleghi e questo non è possibile telematicamente perchè sarebbe deontologicamente scorretto e inficiato dalla diversità dell'approccio alla sua persona, che nel caso del suo Ginecologo e del suo Medico Curante è clinico mentre nel mio caso è telematico.
Spero vorrà comprendere.
Cordialità.
Caldarola.
[#9] dopo  
Utente 475XXX

Iscritto dal 2018
Gentile Dottore, certo si tratta di deontologia professionale, capisco perfettamente. Leggendo e consultando alcuni libri, ho potuto notare come la ricerca di ureaplasma e mycoplasma sia un esame abbastanza approfondito e che solitamente viene effettuato durante la ricerca di una gravidanza. Difficilmente ragazze delle mia età e in termini preventivi, effettuano una ricerca di questo tipo, il venereologo del mio fidanzato probabilmente, in termini preventivi me l’ha prescritto. Ciò che vorrei comprendere è la necessità di intervenire più o meno subito rispetto a tale infezione, o se nel tempo la carica batterica possa diminuire fino alla sua scomparsa. Dico ciò in quanto, dati gli effetti collaterali che potrebbe causarmi l’antibiotixo, tra cui la candida, preferirei essere in Italia piuttosto che all’estero prima di iniziare una cura antibiotica. Potrei aspettare qualche mese, effettuare nuovamente i tamponi e se ancora positivo alla ricerca di micoplasmi, effettuare la cur, dato che appunto non mi trovo in una situazione sintomatica. Ho letto che si tratta di un’infezione abbastanza frequente, presente nell’80% della popolazione maschile e femminile in modo asintomatico, ciò mi fa dedurre che se la maggior parte delle ragazze della mia età facessero tale tampone risulterebbe probabilmente positivo; proprio per questo, noto come sia un esame effettuato in situazione di necessità , come la ricerca di una gravidanza.
Chiedo delucidazioni a lei, in merito a questo dubbio rispetto al fatto di attendere qualche mese prima di intraprendere la cura, così da essere in Italia.

Cordialità