Utente 480XXX
Sono una ragazza di 22 anni. Da un anno sono in terapia ma continuo lo stesso a soffrire delle ossessioni di omosessualità.
Sono cresciuta con una madre severa e proibitiva ( per cui covo una rabbia repressa, secondo la psicologa) che litigava spesso con mio padre, molto assente ( è deceduto anche da qualche mese). Secondo la mia psicoterapeuta mi identifico troppo con mia madre, andando addirittura a provare rabbia verso mio padre solo perché la provava lei.
Nella mia infanzia e preadolescenza ho sempre avuto "cotte " per ragazzi ( sia in televisione che "dal vivo"). Ma invidiavo le mie amiche che riuscivano a conquistare la stima e la simpatia di tutti e piacevano ai ragazzi, mentre non ero considerafa.
Tutte le mie amiche facevano le loro prime esperienze e io ero sempre più frustrata perché con il sesso opposto ero estremamente timida. C'è da dire che mi sono lasciata influenzare anche molto nel corso degli anni da alcune mie amiche, che si ritenevano sempre superiori a qualsiasi ragazzo, mai abbastanza per loro. Questo ho capito che ha contagiato anche me, tanto è vero che sono così selettiva da non farmi piacere nessuno. Sono stata inoltre sempre influenzata da alcune credenze su pratiche sessuali ( che dovevano compiersi con persone che si ama,altrimenti si è una poco di buono).
Passiamo alle mie relazioni: ho avuto alcune relazioni puramente platoniche ( tramite messaggi), il cui solo messaggiare a volte, mi eccitava tanto. Ho dato pochissimi baci in vita mia a ragazzi e, non provando nulla in quel momento,lasciavo perdere prima ancora di dar loro una possibilità. Con i ragazzi di cui ero "incuriosita" dal vivo o sui social e da cui avrei voluto farmi notare, non succedeva mai nulla, per mia timidezza o perché altre arrivavano prima di me, con mia grande frustrazione anche perché sono veramente pochi i ragazzi di cui mi interesso( C'è anche da dire che sono fermamente convinta che se qualcuno non mi attira a prima vista da un punto di vista fisico, difficilmente mi susciterà qualcosa dopo). A volte i ragazzi mi scocciando e questo mi fa percepire come lesbica.
Ma la cosa più grave è avvevenuta quando vidi un ragazzi in giacca, capelli corti rasati, belle movenze.. purtroppo era invece una lesbica ( in seguito seppi che avrebbe provveduto ad un intervento). Rimasi traumatizzata dall'aver scambiato una donna per un uomo ed esserne rimasta attratta. Da quel momento, qualsiasi ragazza con queste caratteristiche da maschio o con anche solo un tatuaggio o altre "stranezze " fisiche, mi spaventano a morte perché so che sono lesbiche. Appena vedo una donna maschiaccio la vedo come uomo.
La mia psicoterapeuta non mi da risposte e io non riesco a capire se sono lesbica. Da qualche mese ho iniziato anche una relazione con un ragazzo. A queste ossessioni si sono aggiunte altre sulla relazione in generale, sui miei sentimenti per lui e ansia da prestazione per gli atti sessuali. Non ce la faccio più a controllare ogni situazione
[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Gentile Utente,

che tipo di psicoterapia sta facendo?
Quali sono gli obiettivi che avete fissato?
Qualcuno di questi obiettivi è stato raggiunto?
[#2] dopo  
Utente 480XXX

Iscritto dal 2018
In realtà non è stato fatto niente di tutto questo.. La psicoterapeuta si sta concentrando sul mio aspetto familiare e le emozioni perché secondo lei ho represso troppo di me stessa. Ogni volta che parla di repressione ho tanto paura che si riferisca l'omosessualità. Ho paura di non essermi mai accorta di nulla, di aver negato. Mi sembra che mi piacciano tutte le donne che per stereotipi definisco lesbiche ( compresa una mia amica con cui ho sempre pensato di avere un'amicizia ambigua. Non C'è una ragione particolare per definirla così, solo sensazione. Una sensazione che non so sia reale o frutto di ansia). A volte sono così spaventata da voler cedere e provare con una donna per vedere cosa si prova. Ogni volta che scendo squadro tutti, uomini e donne per vedere cosa provo. Non mi piacciono tutti i ragazzi, ma pochi e avviene in maniera del tutto istantanea. Sento di volermici avvicinare. La psicoterapeuta dice che l'omosessualità si sente con le emozioni e non con il pensiero. Emozioni che io molto spesso reprimo. Questo mi ha gettato ancora di più in confusione perché temo di essermi repressa o di non saper riconoscere nulla piu. Altre volte invece mi dice di trattare i questi pensieri come esterni.. Altre ancora, che siamo tutti un poco omosessuali e devo accettarlo. Sono confusa su tutto, non so più cosa sia ossessione e cosa no
[#3] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo
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MAGLIE (LE)
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Gentile ragazza,

Basterebbe questa frase per capire che abbastanza verosimilmente lei dovrà concentrarsi a curare le ossessioni e che non è omosessuale: “Non mi piacciono tutti i ragazzi, ma pochi e avviene in maniera del tutto istantanea”.
Lei, da femmina, chiaramente scrive: mi piacciono i maschi. Non tutti.
Io, da maschio, chiaramente le scrivo: mi piacciono le femmine. Non tutte.
E ci mancherebbe che ci piacessero tutti! It’s impossible. A me per esempio piacciono more, capelli lunghi, carnagione mediterranea etc. ma mica tutte?
Lei è femmina e io sono maschio.
Il problema sa dove sta?
Lei ha l’ansia di essere lesbica, rimugina su questa ansia e si auto-testa. Si mette alla prova. E questo è tipico dell’ansia.
Un omosessuale, l’ansia di poter essere omosessuale non c’è l’ha. Non esce per strada a chiedersi se gli piacciono di più i maschi o le femmine. Un ansioso che teme di poterlo essere ce l ha.

Con quanto scritto non intendo sminuire il problema. Semplicemente la invito a
- capire che si tratta di ansia
- pensare che si tratta di ansia quando le vengono in mente i fastidiosi pensieri sulla propria identità sessuale. Quindi, ad esempio: “e se fossi lesbica?” “Ok. Si tratta di ansia”
è solo un pensiero e i pensieri non corrispondono alla realtà”
- rasserenarsi leggendo questo articolo
http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/790-fossi-omosessuale.html

Stia bene!

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 480XXX

Iscritto dal 2018
La ringrazio per la gentile risposta!!
Io i test li metto in pratica sempre e quasi non me ne rendo neanche conto di farlo.
Il fatto è che con gli anni sono diventata così selettiva da non farmi piacere quasi nessuno ragazzo.. come se avessi aspettative troppo alte e idee distorte di cosa possa essere l'amore ( secondo la mia psicoterapeuta). Poi all'improvviso, quando meno me lo aspetto, mi incuriosisce qualcuno e vorrei conoscerlo ( e la maggior oarte delle volte non succede per mia timidezza).
Ho sempre più paura che quelle attrazioni per quelle ragazze strane siano genuine.. sento come se dovessi accettare l'idea che sia lesbica e la psicoterapeuta non mi aiuta, è come se mi stesse spingendo in quella direzione. Sono confusa e stremata.
Il tutto va a peggiorare la relazione con il mio attuale ragazzo, perché mi sembra sempre più di mentire anche a lui.. Sto iniziando a non vederlo più come prima e questo mi spaventa. Ogni giorni mi sveglio e non vedo l'ora che venga la sera per dormire. Ma neanche in sonno sto tranquilla
[#5] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo
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MAGLIE (LE)
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“la psicoterapeuta non mi aiuta”

Se non si sente aiutata dalla sua terapeuta, perché continuare ad andarci?
In terapia si va per stare meglio, mica per sentirsi impantanati in un mare di dubbi come è lei in questo momento?

Le suggerisco di valutare seriamente la possibilità di cambiare terapeuta.
Generalmente, nella cura delle sindromi ansiose, tendono ad essere ottimali 2 approcci:
- cognitivo comportamentale
- breve strategico
[#6] dopo  
Utente 480XXX

Iscritto dal 2018
In alcune situazioni è riuscita ad aiutarmi.. ma in questa proprio no. A volte tratta i miei sintomi come pensieri intrusivi, dicendomi di tenerli fuori. Altre volte dice che sto esprimendo qualcosa. E io quel qualcosa lo associo all'omosessualità. Sono sempre più convinta di essermi repressa. Proprio io che sono sempre stata spaventata fin da piccola da quest'idea. Ho paura che non lo voglia accettare solo perché nel mio immaginario mi son sempre vista con un uomo in futuro e quindi non riesco a staccarmi da tale mondo fantasioso.
Lei ha sempre detto che l'omosessualità spunta fuori quando vuole.. e io temo che stia succedendo. Mi sento come se dovesse venir fuori qualcosa. Non è una sensazione piacevole, sono anni che Lotto con me stessa su questo dubbio ricorrente. Sto mettendo in discussione tutta la mia vita
[#7] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo
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MAGLIE (LE)
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Tutto quello che ha scritto prende il nome di RIMUGINIO ANSIOSO: Il rimuginio è costituito da una forma di pensiero di tipo verbale e astratto, privo di dettagli e seguito, in molti casi, dalla focalizzazione visiva di immagini relative ai possibili scenari futuri individuati come pericolosi o catastrofici.

Lei non può stare immobile vivendo nel dubbio sia nella quotidianità che nella psicoterapia.
Lo faccia per la sua salute. Non le è utile continuare a vivere così!

Segua i suggerimenti che le ho dato sulla scelta della terapia. Il suo sintomo ansioso non si sta risolvendo.
Se avesse un’infezione trattata sempre con lo stesso antibiotico e non curata, il medico le suggerirebbe di cambiare antibiotico. Idem per la psicoterapeuta e l’orientamento psicoterapeutico.
[#8] dopo  
Utente 480XXX

Iscritto dal 2018
La ringrazio per i consigli.. andrò dalla dottoressa per un un'ultima volta, le esporrò tutti i miei dubbi sulle sedute e vedrò come procedere.
Ho davvero tanta paura, mi sembra di non saper più chi sono e cosa voglio.
[#9] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo
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MAGLIE (LE)
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“Ho davvero tanta paura, mi sembra di non saper più chi sono e cosa voglio.”

In condizioni di ansia cronica associata a stati frequenti di tristezza, questa paura e questi timori sono assolutamente normali e comprensibili.

Risolvi il sintomo ansioso e la tua sensazione di “non sapere chi sono e cosa voglio” andrà via via a scemare.
Ti auguro di tornare presto a stare bene!

In bocca al lupo ;)