Utente 946XXX
Sono un 66nne che 4 anni addietro ha subito un intervento di ernioplastica inguinale dx per una "punta d'ernia". Dopo l'intervento la zona non è stata mai assente da doloretti vari. Da un anno invece si sta facendo sempre più intenso un dolore nella zona inguinale che ha massima intensità la mattina (dolore tipo stiramento) quando letteralmente mi impedisce di chinarmi in avanti se non con appoggio e quindi senza sforzo dei muscoli addominale. Dopo due ore circa il dolore si riduce in forma di risentimento (sempre dolente ma che non mi impedisce più di chinarmi) ed in tale stato rimane per tutto il giorno. Visivamente non ho rigonfiamenti. Ho la impressione che la posizione "piegata" dell'addome (p.es da seduto) dia meno dolore mentre
mi dolgano di più tutti gli atteggiamenti posturali che portano ad estensione della parete addominale anteriore. La notte il dolore si riduce sensibilmente salvo a riprendere in forma acuta al mattino non appena passo dal letto in posizione eretta.
Ho appena effettuato una ecografia col seguente esito: "è presente aspetto stirato di una struttura vascolare in corrispondenza del terzo prossimale del canale inguinale senza che tuttavia nella sede indicata si impegnino anse intestinali. Non si apprezzano ulteriori alterazioni a sede inguinale bilateralmente".
Pur avendo qualche problema a livello rachide lombare (scoliosi, spondilolistesi e artrosi diffusa), non ho risentimenti ulteriori tipici di sollecitazioni alle radici nervose (formicolii insensibilità arti inferiori ecc).
Vi sarò grato se potrete darmi indicazioni sulla possibile origine del dolore descritto ed eventualmente quali interventi si possono far corrispondere al caso.
Un cordiale saluto.
Nicola

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2008
gentile signore,
verosimilmente ha subito un intervento con posizionamento di protesi (ormai l'intervento più eseguito). i sintomi che lei sta riferendo potrebbe essere in relazione ad una recidiva, anche se lei non sta notando la presenza di una tumefazione. questa possibilità dovrà essere esclusa. un altra possibilità potrebbe essere quella di n incarceramento di alcune strutture nervose che possono essere inglobate nei processi infiammatori post intervento. anche questo va escluso. in sintesi visto il mezzo che stiamo utilizzando computer internet, che ha dei grossi limiti, le consiglierei di andare dal suo medico curante o ancora meglio ritornare dal chirurgo che l'ha operato.
cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
52% attività
20% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2000
Gentile Utente,
la regione inguinocrurale è sede di irradiazione di sintomatologie provenienti dalle più svariate condizioni, non escluse le patologie dell'apparato muscooscheletrico di cui riferisce di essere portatore.
Il rilievo anamnestico di una riparazione erniaria con posizionamento di rete va certamente rivalutato alla luce delle possibilità legate anche a questa condizione: la recidiva è improbabile e mi sembra del tutto esclusa dall'esame ecografico, per quanto il rilievo clinico (visita) rivesta importanza decisiva.
La possibilità di nevralgia persistente postoperatoria da interessamento di strutture nervose (n. ileoipograstrico o ileoinguinale) va presa in considerazione e vi sono precise caratteristiche e irradiazioni del dolore nonché test di soppressione (infiltrazione di anestetico locale) per confermare o escludere il sospetto.
L'insorgenza, o comunque il deciso incremento, dei sintomi a distanza di tre anni dall'intervento è comunque un dato importante e da tenere nella giusta considerazione.
[#3] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008
Ringrazio il prof. Catani ed il dr Piscitelli per le cortesi ed utili risposte.
Mi chiedo, e chiedo quindi al gentile dr Piscitelli, se un test di soppressione del dolore non inibisca lo stesso qualunque ne sia la causa o se invece è così selettivo da escludere o includere solo una origine.
Infine chiedo che cortesemente mi indichi se il test di soppressione con infiltrazione di anestetico locale risulta una pratica di eclusiva pertinenza di un neurologo o può, a suo giuduzio, essere eseguita anche dal medico generico.
Cordialità.
[#4] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
52% attività
20% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2000
Le ripeto quanto già riportato in coda all'ultimo post:

L'insorgenza, o comunque il deciso incremento, dei sintomi a distanza di tre anni dall'intervento è comunque un dato importante e da tenere nella giusta considerazione.
[#5] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008
Grazie ancora, chiederò al più presto una visita presso un chirurgo.
[#6] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
52% attività
20% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2000
Intendevo dire che l'insorgenza di una nevralgia a distanza di tre anni dall'intervento è molto improbabile.
[#7] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008
gentile dr Piscitelli, a questo punto devo confessare che ho le idee ancora meno chiare. Lei definisce improbabile sia la recidiva che la insorgenza di nevralgia a distanza di tempo. Resterebbe a questo punto la ipotesi della patologia muscoloscheletrica che io ritengo improbabile dal momento che nel recente periodo di riposo "forzato" avverto un acuirsi del problema.
Cortesemente voglia essere più esplicito. Io conto comunque di proseguire l'iter clinico (ho già fatto RM, ecografia, visita ortopedica e neurologica) rimanendo sempre senza indicazioni precise. Mi manca la visita chirurgica poichè dubitavo di un esito postoperatorio; ora metterò in programma anche quella; Le chiedo solo, per quanto possibile a distanza, di darmi degli indicazioni su come muovermi al meglio eventualmente suggerendomi strutture dove poter contare su una definitiva soluzione del problema.
Risiedo a Firenze.
Grazie ancora.
[#8] dopo  
Dr. Stefano Spina
48% attività
12% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 80
Iscritto dal 2008
Anche se una recidiva per intervento di ernia inguinale e' evenienza non frequente e' evidente che essa non puo' essere esclusa dal solo consulto on-line, ma necessita di verifica mediante visita "dal vivo" da parte di chi l'ha operata o di altro Specialista Chirurgo.
A Careggi sono presenti numerose Unita' di Chirurgia alle quali puo' rivolgersi con la massima fiducia.
Cordiali saluti.
[#9] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008
Grazie Dr Spina. Provvederò oggi stesso.