Inquadramento, diagnosi e trattamento della sindrome del tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale

 

Introduzione

La sindrome del tunnel carpale (STC) è la neuropatia più frequente ed è dovuta ad una infiammazione del nervo mediano causata dalla compressione, all’interno del canale carpale, dei tendini flessori che vi scorrono. Il tunnel carpale è un canale localizzato al polso formato dalle ossa carpali sulle quali è teso il legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso. In questo tunnel passano il nervo mediano e i tendini dei muscoli flessori delle dita.

 

Cause

La compressione è generalmente idiopatica: non si riconosce una causa primitiva e l’insorgenza non dipende dall’attività lavorativa. Prolungati e/o ripetitivi movimenti di flesso-estensione del polso e delle dita, provocano un aumento della pressione all'interno del tunnel carpale provocando una infiammazione dei tendini flessori (tenovaginalite) che riduce le dimensioni del tunnel determinando la compressione del nervo mediano. Malattie sistemiche (diabete), situazioni fisiologiche (gravidanza, menopausa) o traumi (fratture o artrosi deformanti del polso) possono essere associati alla patologia.

 

Segni e sintomi

I sintomi possono essere formicolio, sensazione di intorpidimento, gonfiore o dolore crampiforme dalla mano, prevalenti sulle prime tre dita, fino all’avambraccio.  Durante la notte la posizione sdraiata ridistribuisce i liquidi corporei con un aumento dell’edema agli arti superiori e quindi anche all'interno del tunnel carpale con conseguente aumento della pressione e dell’aggravarsi della sintomatologia.

In assenza di trattamento o di cambiamento dell'attività lavorativa, la sindrome del tunnel carpale tende ad aggravarsi negli anni; negli stadi avanzati della patologia diminuisce la sensibilità delle dita e la forza fino a completa atrofia della muscolatura tenare rendendo difficile stringere le mani a pugno, afferrare piccoli oggetti o svolgere altre attività che implicano l’uso delle mani. Durante i periodi freddi la sintomatologia si esacerba e migliora durante i periodi caldi, pur non modificandosi la gravità della patologia.

L'incidenza della sindrome del tunnel carpale è circa tre volte più elevata nella donna ed in circa il 70% dei casi è bilaterale, con prevalenza della mano dominante. È stato stimato che circa 10.000 lavoratori all’anno si assentano dal lavoro a causa della sindrome del tunnel carpale; metà di essi ha perso più di 10 giorni di lavoro. Il costo medio della sindrome del tunnel carpale, calcolato per l’intera vita del lavoratore, comprese le spese mediche e il tempo sottratto all’attività lavorativa, si aggira intorno 24.000 euro per ogni lavoratore che ne viene colpito.

 

Diagnosi

La diagnosi e la cura precoci sono importanti per evitare danni permanenti al nervo mediano. L'esame obiettivo neurologico valuta la forza, i riflessi osteotendinei, la sensibilità e può avvalersi di tests clinici. Per diagnosticare la sindrome del canale carpale è utile eseguire l’esame elettromiografico ed elettroneurografico che costituisce l’unica indagine strumentale attendibile e prevedono l’applicazione di elettrodi sulla mano e sul polso e la generazione di piccole scosse elettriche per misurare la velocità con cui i nervi trasmettono gli impulsi. Questi esami permettono di confermare la diagnosi clinica, valutare il grado della neuropatia e di escludere compromissioni nervose a monte (cervicale) o sistemiche (diabete).

 

Trattamento

La terapia conservativa con tutori è indicata negli stadi iniziali della patologia. Ultrasuoni, ionoforesi, laser possono migliorare i sintomi, ma non agiscono sulla causa della sindrome; farmaci antinfiammatori non steroidei, hanno scarsa efficacia, farmaci steroidei, hanno efficacia limitata nel tempo; le infiltrazioni hanno due grossi effetti collaterali: un dimostrato danno fibrotico del nervo e il rischio che il paziente posticipi troppo l'intervento con esiti permanenti. E' importante non operare il paziente troppo tardi, in quanto possono permanere esiti; il paziente in terapia conservativa deve pertanto essere controllato.

Negli stadi avanzati è risolutivo l’intervento chirurgico di decompressione del nervo mediano che consiste nella sezione del legamento traverso del carpo. La procedura può essere eseguita con tecnica a cielo aperto mediante incisione volare al palmo, ovvero per via endoscopica, con mini incisione al polso, in anestesia locale in regime di Day Surgery.

L’intervento, della durata di circa 5 minuti e richiede una piccola medicazione da mantenere per circa 10 giorni. La tecnica endoscopica è più sicura della tecnica open, permette una riabilitazione più veloce e minori disagi postoperatori rispetto all’intervento tradizionale.

Essenziale la fisioterapia, attraverso esercizi dettati dal fisioterapista, quindi eseguibili autonomamente durante la giornata, rappresenta parte integrante del trattamento chirurgico e consente di utilizzare da subito la mano per le normali attività quotidiane e di riprendere l’attività lavorativa in poche settimane.

 

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