La radioterapia moderna è una tecnica di trattamento “non invasivo” che ha applicazioni sempre più estese e significative nella cura dei tumori, sia come terapia adiuvante, cioè a scopo di completamento di trattamenti chirurgici, che come terapia primaria, cioè a scopo curativo, per eradicare definitivamente la malattia tumorale.

Per alcune patologie sono in corso sperimentazioni con la finalità di ridurre drasticamente il numero delle sedute di radioterapia. Esempio sono gli studi in corso sul tumore della prostata e della mammella, basati sulla tecnica di ipofrazionamento”, cioè la somministrazione della stessa dose di una radioterapia tradizionale con un numero nettamente inferiore di sedute ambulatoriali.

In particolare con il termine di Ipofrazionamento si intende prescrivere sul paziente la stessa dose di una radioterapia convenzionale ma riducendo drasticamente il numero di sedute necessarie a raggiungere la dose in grado di disinnescare localmente la malattia tumorale.

La riduzione del numero di sedute è strettamente correlata alle maggiori conoscenze radiobiologiche dei tumori ma anche ai recenti miglioramenti tecnologici.

L’alta precisione e la massima sicurezza del trattamento di radioterapia su piccoli volumi a dosi ablative (chiamata stereotassica o SBRT) sono garantite da tecniche come l’IGRT (radioterapia guidata dalle immagini) che consente di controllare la malattia da colpire e gli organi sani circostanti da salvaguardare, eseguendo in tempo reale correzioni millimetriche della posizione del lettino del paziente.

Un altro vantaggio delle tecnologie radioterapiche più moderne, consiste nella distribuzione altamente conformata della dose, grazie alla tecnica di modulazione di intensità modulata(IMRT e VMAT) che permette di erogare l’intera dose di radiazione esclusivamente sul volume bersaglio tumorale risparmiando al meglio gli organi sani limitrofi.

  

Tumore della prostata rischio basso ed intermedio

Per esempio, per il trattamento di cura del tumore alla prostata clinicamente localizzato, alcuni protocolli in corso (presso diversi istituti, alcuni in Italia come il reparto che dirigo) prevedono in casi selezionati sole 5 sedute di radioterapia di precisione(della durata di pochi minuti), al contrario dei trattamenti convenzionali che hanno un numero di sedute compreso fra 35 e 42.

Questo schema “veloce” ha vantaggi notevoli in termini di tempo e comfort per il paziente: con la radioterapia tradizionale il paziente dovrebbe recarsi tutti i giorni presso il reparto di radioterapia per 7-8 settimane (moltiplicando i problemi logistici e rendendo più lunga e difficoltosa la gestione dei possibili effetti collaterali), contro le 5 sedute di questo protocollo.

Nonostante gli incoraggianti risultati preliminari, gli studi sono ancora in corso, e si attende con fiducioso ottimismo il necessario follow up ed un maggiore gruppo di pazienti per confermare definitivamente non solo l’ottima tolleranza dei pazienti ma anche la potenziale efficacia equivalente.

L’importanza di questa tecnica di precisione (SBRT) e degli schemi accelerati, è talmente rilevante in termini clinici che l’ASTRO (American Society of Therapeutic Radiation Oncology) ,in un documento rilasciato recentemente, ha sancito come la tecnica suddetta possa essere offerta come opzione alternativa ai trattamenti tradizionali, in casi opportunamente selezionati.

  

Tumore al polmone stadio iniziale

Anche per il tumore del polmone in stadio precoce, la radioterapia di precisione ipofrazionata (SBRT/IGRT) ha dimostrato di essere una alternativa efficace e assolutamente non invasiva per i pazienti non operabili, con tassi di controllo locale che superano il 90 % e con una sopravvivenza a 2 anni del 70 %(identica a quella dei pazienti dello stesso stadio operati con la chirurgia). Protocolli in 3-8 frazioni sono in grado di garantire ottima tollerabilità e completa guarigione nella maggior parte dei casi analizzati.

 

Tumore alla mammella

Il protocollo sull’irradiazione ipofrazionata del tumore della mammella ha invece aspetti differenti rispetto ai casi precedenti perché si tratta di una terapia a scopo adiuvante, cioè successiva all’intervento chirurgico, con la finalità di sterilizzare il residuo di mammella che potrebbe albergare su focolai microscopici lontani dal nodulo asportato o proprio nel letto operatorio.

Dati recenti su più di 7000 pazienti trattate con circa 15-16 sedute (la metà di quelle previste dalla Radioterapia tradizionale) ha dimostrato di essere ugualmente efficace rispetto alla radioterapia convenzionale per casi di malattia ancora localizzata, con ottimi esiti cosmetici. Questi risultati hanno fatto si che la radioterapia ipofrazionata possa essere proposta nelle linee guida anche al di fuori degli studi, come opzione equivalente al trattamento tradizionale per molti casi di carcinoma invasivo in stadio precoce.

 

Referenze bibliografiche prostata

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  • A.J. Katz, M. Santoro, R. Ashley, F. Diblasio, M. Witten. Stereotactic body radiotherapy for organ-confined prostate cancer.BMC Urol, 10 (2010), p. 1

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  • Sitoweb: www.astro.org/uploadedFiles/Main_Site/Practice_Management/Reimbursement/2013HPcoding%20guidelines_SBRT_Final.pdf

 

Referenze bibliografiche polmone

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  • Senan S. Surgery versus stereotactic radiotherapy for patients with early-stage non-small cell lung cancer: more data from observational studies and growing clinical equipoise. Cancer. 2013
  • Sitoweb: www.astro.org/uploadedFiles/Main_Site/Practice_Management/Reimbursement/2013HPcoding%20guidelines_SBRT_Final.pdf 

 

Referenze bibliografiche mammella

  • The START Trialists' Group. The UK Standardisation of Breast Radiotherapy (START) Trial B of radiotherapy hypofractionation for treatment of early breast cancer: a randomised trial. Lancet.2008.

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  • Whelan TJ: Long-Term Results of Hypofractionated Radiation Therapy for Breast Cancer. N. Engl J Med 326; 6:513-520, 2010

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