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Avvio una discussione su un tema apparentemente lontano dalla realta' quotidiana degli ospedali e del contenzioso noto alla maggioranza dei colleghi, ma che sara'di grande attualita' in futuro: la responsabilita' civile del medico che effettua consulti online.
Partecipo da alcuni anni come consulente medico, a titolo gratuito, come tutti i medici che vi afferiscono, al piu'grande network di consulti online italiano. Preciso che e' anche il piu'grande in Europa e uno dei pochi VERI luoghi dove si fa consulto online nel mondo: www.medicitalia.it (366.535 utenti, 7.363 medici iscritti, 439.456 richieste con 980.432 consulti forniti).

Sito web di assoluta serieta', certificato HonCode.

Il tema del ruolo etico, deontologico e giuridico di questa nuovissima attivita' professionale (per quanto su base volontaria gratuita) ha trovato ampio spazio nei dibattiti interni a MI, con il risultato di una progressiva presa di coscienza della comunita'medica iscritta e con interessanti riscontri in tema di auto regolementazione e codice interno al sito.

Da questo dibattito interno sono emerse alcune indicazioni sui problemi da affrontare.

  1. In primo luogo appare di grande evidenza il gigantesco problema del vuoto totale legislativo e deontologico nazionale ed europeo che non prevede questo tipo di attivita'professionale.
    Nota bene: si parla di consulto online VERO, dunque con interazione diretta tra medico e utente e non di pubblicita'passiva su internet che e' l' única attivita' in realta' normata in Italia e all' estero.
  2. A questo vuoto si aggiunge la problematica delicatissima ed esplosiva della "scoperta" di errore medico, avvenuto nel reale, da parte di un consulente medico online.
    Come voi sapete, le regole HonCode e le regole generiche che trattano in qualche modo il consulto online (vedi OMS), chiedono esplicitamente di non fare diagnosi, di non suggerire terapie e di non indicare prognosi attraverso il consulto online. Di fatto, noi su Medicitalia, ci siamo trovati a dover registrare numerosi casi di possibile "malpractice" o di evidente errore medico.

Potete immaginare il nostro conflitto nel trovarci stretti da una parte tra il codice deontologico ippocratico a cui tutti abbiamo giurato fedelta' e dall' altra tra la normativa HonCode che chiede di NON suggerire alcun tipo di diagnosi-terapia-prognosi.

Che fare?

Noi naturalmente, da soli, non possiamo risolvere un dilemma di tale portata che sottende prima di tutto uno straordinario ritardo culturale delle Istituzioni di fronte all'evoluzione velocissima dei sistemi di comunicazione del Web e un conseguente vuoto normativo e deontologico.

Quale risposta abbiamo cercato di dare? Ma prima, voi, tecnici della salute, quali risposte avete dato, qualora vi siate trovati nel digitale a dover affrontare i problemi della comunicazione e dell' informazione via internet, quali soluzioni avete escogitato in caso di errore medico?

Preciso, a titolo di "disclaimer", che ho citato esplicitamente il sito MI perche' e l'unico in Italia a fare questo tipo di attivita' (consulto online attivo vero) e tra i primi al mondo per numeri.
Inoltre, dichiaro che non ho nessun tipo di relazione di interesse di alcun tipo con il sito in questione. Ma la fonte e il contesto andava citata per trasparenza e per capire di che cosa stiamo discutendo.