La pratica mindfulness, di derivazione orientale, è conosciuta da diverso tempo per l'efficacia empirica rispetto all'approccio (peraltro integrabile spesso con altri interventi) inerente i disturbi d'ansia, i disturbi depressivi, le patologie legate alle difficoltà socio-relazionali, l'impulsività patologica e il disagio emotivo in genere.

 

L'utilizzo della mindfulness (la cui approssimativa traduzione potrebbe essere per esempio: consapevolezza mentale oppure meditazione consapevole) come strumento psicoterapico spesso si dimostra di grande beneficio nella pratica clinica.
I recenti studi (in basso il link della recentissima indagine scientifica, a cui hanno contribuito diversi specialisti italiani dell'Universitá di Rovereto) anche attraverso le sofisticate tecniche di neuroimaging, evidenziano le ipotesi neurobiologiche alla base dell'effettiva efficacia della mindfulness applicata all'area terapeutica. 

La portata di tali suggestive ipotesi (descritte per la prima volta in questa ricerca condotta anche da specialisti italiani), orienta gli studi futuri verso scenari terapeutici affascinanti e che possono trovare nella "meditazione consapevole" un valido sostegno agli attuali diversi approcci terapeutici di tipo psicologico/psichiatrico.

 

Fonte: