Nelle azoospermie difficili non sempre più utili i recuperi aggressivi

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 27 aprile 2016

 

Questo è quanto sembrerebbe emergere da due recenti ricerche, su questa particolare problematica andrologica, pubblicate entrambe sulla prestigiosa rivista “Andrology”.

Il primo lavoro proviene da una complessa valutazione multicentrica che ha coinvolto diverse strutture nazionali, in particolare alcuni Dipartimenti di Urologia lombardi (Milano, Bergamo), di Torino, di Modena-Reggio Emilia e di Roma mentre il secondo, sempre uno studio multicentrico, è stato condotto dal Dipartimento di Urologia e Ginecologia dell’Università del Michigan e dal Dipartimento di Urologia, dell’Ospedale Universitario danese di Herlev.

Entrambi studi clinici molto interessanti; il primo sottolinea come anche la classica procedura bioptica del testicolo, definita cTESE, e non solo la più recente e più "aggressiva" procedura mTESE, che utilizza strategie in cui la scena chirurgica viene ingrandita tramite microscopi ottici, permette comunque un buon recupero testicolare complessivo di spermatozoi, questo recupero può raggiungere il 47,6% anche nei casi di azoospermia non ostruttiva con un tasso complessivo di gravidanze finali (pregnancy rate) del 26.6%.

 

                                 

 

Questi risultati si confermano come ottenuti con una procedura chirurgica, la cTESE, facilmente riproducibile, più semplice e meno onerosa, anche da un punto di vista economico, rispetto alla più complessa e più difficilmente riproducibile mTESE.

Il secondo lavoro, di scuola americana e danese, rivaluta invece la tecnica di aspirazione percutanea a livello testicolare (TESA), questo è il più semplice e meno invasivo approccio chirurgico per cercare di recuperare spermatozoi direttamente dai testicoli di soggetti azoospermici.

Tale procedura chirurgica prevede appunto l’aspirazione diretta degli spermatozoi, eventualmente presenti nel testicolo, tramite aghi molto sottili che sondano e “mappano” il tessuto testicolare.

Questa è la tecnica indicata sempre in presenza di una azoospermia ostruttiva (OA) e quando si vuole comunque fare una precisa diagnosi citologica.

A causa dei tassi più bassi di recupero di spermatozoi precedentemente segnalati, quando questa tecnica viene confrontata con un’estrazione testicolare tramite mTESE, oggi molti centri di PMA utilizzano sempre quest’ultima tecnica come prima strategia per provare a recuperare spermatozoi nelle azoospermie non ostruttive (NOA).

 

                             

                            TESA o TeFNA con mappatura secondo Turek.

 

Il lavoro in questione sembra smentire e non preferire quest’atteggiamento chirurgico, subito aggressivo, e consiglierebbe una procedura più prudente; infatti i ricercatori americani e danesi sostengono che in uomini azoospermici, con una TESA precedentemente fallita, si hanno, tramite una mTESE, in realtà limitate possibilità di recuperare spermatozoi utili per una tecnica di fecondazione assistita e, di contro, l’incidenza di complicazioni post-chirurgiche salirebbero dal 3% al 21% degli operati.

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26872565

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26789006

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/195-l-azoospermia-quando-non-ci-sono-spermatozoi.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/617-ricerca-al-microscopio-di-spermatozoi-da-testicolo-per-fecondazione-assistita-la-tecnica-micro-tese.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

4 commenti

#1
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Salve Dott Beretta,
Ho letto con molta attenzione quanto scritto e devo dire che sono molto confuso a riguardo.
Nel mio caso, azoospermia con fsh elevato ma testicoli normali ed altri esami genetici nella norma, gli ultimi andrologi che mi hanno visitato mi hanno proposto la Mtese sconsigliando assolutamente il metodo Turek in quanto portatore di eventuali problemi di ematomi al testicolo.
Secondo lei che metodo bisognerebbe usare ?

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Una atteggiamento andrologico molto condiviso attualmente è quello di cominciare con la metodica meno invasiva, soprattutto se volumi testicolari sono nella norma, e poi eventualmente passare a strategie di recupero più "aggressive".
Tenga presente anche che in certi casi l'FSH è un "marker di recupero" poco attendibile.

#3
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Grazie della risposta ....Ma sul quesito degli ematomi testicolari dovute a svariate punture di aghi ,a detta dei suoi colleghi sembra essere la procedura più traumatica.
In questo campo dell azoospermia trovo troppe discordanze e noi pazienti ci sentiamo disorientati.
Grazie

#4
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
questa sua osservazione sugli ematomi così frequenti non sembra avere alcuna conferma nelle recenti pubblicazioni che al massimo parlano di un 3% di complicanze comunque mai drammatiche.
Ancora un cordiale saluto.

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