Infertilità maschile: bene controllare la glicemia

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 05 dicembre 2018

In presenza di un'infertilità maschile attenti alla condizione di prediabete 

Questa informazione clinica ci giunge da un lavoro, condotto da alcuni ricercatori e clinici dell’Ospedale San Raffaele e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda dell’Ospedale Maggiore di Milano, ed ora pubblicato sulla rivista medica ”BJUI International.

 

   

 

Si definisce prediabete una condizione intermedia fra il diabete di tipo 2 e lo stato di normalità. Si è in presenza di un diabete quando i valori di glicemia, misurata a digiuno nel plasma venoso, sono uguali o superiori a 126 mg/dl oppure se i valori di glicemia alla seconda ora, dopo un carico di glucosio di 75 g, sono eguali o superiori a 200 mg/dl.

Più recentemente, un nuovo criterio è venuto ad aggiungersi a quelli basati sulla valutazione della glicemia; secondo l’American Diabetes Association, anche un valore dell'emoglobina glicata (HbA1c) uguale o superiore al 6,5% è indicativo di una condizione di diabete. Seguendo questo criterio diagnostico, si configura una condizione di prediabete quando i valori di HbA1c sono compresi fra 5,7 e 6,4%.

 

    

 

Questi sono stati i criteri usati dai nostri ricercatori per selezionare, su 744 uomini, che cercavano un figlio da circa 12 mesi, (sterilità primaria), quelli che si potevano definire prediabetici. Si è così visto che in questo gruppo di infertili primari vi erano 114 uomini (15.4%) con un prediabete; in questo gruppo, ulteriormente selezionato, si sono riscontrati poi livelli di testosterone totale e di HBSG (sex hormone‐bindingglobulin) più bassi mentre l’FSH e l’indice di frammentazione del DNA degli spermatozoi erano più alti; anche le azoospermie idiopatiche non ostruttive erano più frequenti nei prediabetici.

 

   

 

In sintesi sembrerebbe che il rischio di avere un ipogonadismo e un problema di non fertilità sia più alto nei prediabetici e quindi potrebbe essere utile attuare, in presenza di una infertilità primaria, un attento screening per riconoscere questa particolare situazione clinica ed eventualmente correggerla.

 

      

 

Spesso la situazione di prediabete non è nota neppure a chi l'ha perchè non dà sintomi specifici ma, in questi casi, a volte può essere decisivo consigliare mirati, semplici ed importanti cambiamenti nello stile di vita: come perdere di peso, aumentare l’esercizio fisico, attuare scelte nutrizionali differenti e corrette; tutte indicazioni che possono già aiutare l’uomo ad abbassare i livelli della glicemia nei range dei non diabetici e forse migliorare anche la sua fertilità.

 

Fonte:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bju.14558

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1446-antiossidanti-radicali-liberi-e-fertilita-maschile.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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