Problemi sessuali maschili: mai sottovalutare una IPB

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 05 giugno 2019

 

Se presenti alcuni problemi sessuali in un uomo è bene non sottovalutare mai se presente una ipertrofia prostatica benigna (IPB).

La presenza di un'ipertrofia prostatica benigna infatti può essere senza alcun dubbio, in molti casi, associata all’insorgenza di un deficit dell'erezione (DE) o del desiderio sessuale.

Questi problemi clinici sono sicuramente patologie diverse ma tutte hanno un importante peso negativo sulla qualità della vita e sulla sfera sessuale in generale di un uomo.

 

      

 

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un aumento del volume della ghiandola che si manifesta soprattutto dopo i 50 anni; è noto che dopo i 60 anni circa il 50% degli uomini ha questo problema clinico; le cause precise della patologia non sono ancora ben note, ma sicuramente diversi sono i fattori coinvolti, ad esempio sono da considerare tutte le variazioni dell’assetto ormonale, che si verificano con l’età, e che sembrano rivestire un ruolo decisivo nel determinare il non desiderato aumento di volume di questa ghiandola; è clinicamente evidente e ben nota la correlazione tra l’insorgenza di una IPB e l’avanzare dell’età (1). 

 

      

 

Una buona parte di questi pazienti, dal 15% al 30%, ha disturbi di svuotamento a carico delle basse vie urinarie, definiti anche LUTS, dall'acronimo inglese "Lower Urinary Tract Symptoms"; a volte è lamentata anche un'incontinenza urinaria, un’urgenza a correre al bagno diverse volte, anche durante la notte, quest'ultimo sintomo è chiamato nicturia; si può poi avere un sgocciolamento di urina alla fine della minzione o anche una difficoltà a urinare con un getto decisamente ridotto.

 

        giovanniberetta_Luts_IPB

L’aumento del volume della prostata comporta un impegno della muscolatura della vescica che non riesce a svuotarsi in modo adeguato dell’urina e quindi si può avere uno svuotamento insufficiente ed incompleto e quindi la presenza di un residuo di urina in vescica; questo può scatenare infezioni delle vie uro-genitali e, in alcuni casi, anche la formazione di calcoli.

Sebbene, come abbiamo già detto, non esista una relazione di causalità diretta tra IPB e una disfunzione erettile è abbastanza chiaro che questi problemi a ben svuotare la vescica possano avere un impatto molto negativo sia sulla qualità della vita sia sulla vita sessuale del maschio e tutto ciò può scatenare un deficit dell’erezione (2).

Ed infatti una difficoltà ad avere un’erezione adeguata si riscontra frequentemente in soggetti che soffrono di IPB.

L’origine dei due disturbi del resto si può ricondurre a cause e problemi di fisiopatologia molto comuni: problematiche ormonali, funzione muscolare ridotta, problemi cardio-circolatori per cui il sangue arriva con più difficoltà a livello del pene e in generale dell’apparato uro-genitale, ancora problemi neurologici che alterano la trasmissione dei “comandi” in questo preciso distretto anatomico (3).

 

      

 

Problematiche fisiologiche e psicologiche, in presenza di un’ipertrofia prostatica benigna, possono portare anche alla caduta del desiderio sessuale e questo è un ulteriore fattore capace di determinare in un uomo un impatto particolarmente negativo sulla sua sessualità, sulla sua vita di coppia e sulla qualità della sua vita (4).

 

 Bibliografia ed altre informazioni:

  1. https://www.siu.it/contents/view/236
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3062123/
  3. https://www.medicitalia.it/news/andrologia/2552-erezione-difficile-e-problemi-alla-prostata.html
  4. https://www.medicitalia.it/blog/urologia/2382-prostata-ed-erezione-quale-legame.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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