Azoospermia ostruttiva e spermatozoi dall’epididimo

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 24 ottobre 2020

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Nelle azoospermie ostruttive gli spermatozoi recuperati dall’epididimo sono capaci di fertilizzare un ovocita.

Un recente lavoro clinico confermerebbe che nelle azoospermie ostruttive gli spermatozoi recuperati dall’epididimo sono capaci, senz’alcun problema particolare, di fertilizzare un ovocita come gli spermatozoi presenti in un liquido seminale con parametri nella norma.

 

Questa notizia positiva, pubblicata ora sul The Journal of Urology, ci arriva da un gruppo di ricercatori nordamericani del Dipartimento di Urologia e Ginecologia dell’Università del Nord Carolina e del Dipartimento di Urologia della Johns Hopkins University di Baltimora.

In questi anni vi è stato dibattito e relative controversie sull’uso nelle tecniche di fecondazione assistita (IVF o ICSI) di spermatozoi recuperati chirurgicamente o tramite agoaspirato dall’epididimo nelle azoospermie di tipo ostruttivo perché ritenuti meno capaci ed “affidabili” nel far nascere bimbi sani.

 

Lo studio a cui mi riferisco mette a confronto i risultati, ottenuti nelle tecniche di fertilizzazione in vitro, di due gruppi: un gruppo di 40 coppie con azoospermia ostruttiva e relativo recupero chirurgico di spermatozoi dall’epididimo e il secondo costituita da 38 coppie con parametri femminili comparabili e con un liquido seminale nella norma, ottenuto tramite masturbazione.

 

In tutte le coppie è stata eseguita una ICSI e sono stati valutati tutti i parametri relativi alla fecondazione in vitro e alle gravidanze ottenute.

Nel dettaglio: dall’epididimo sono stati recuperati in media 9.1 milioni di spermatozoi mobili contro gli 81 milioni presi da un normale eiaculato, la percentuale di fertilizzazione è stata nei due gruppi rispettivamente del 71% verso il 77% (p-0.2); la formazione di blastocisti è stata del 48% contro il 59% (p-0.09); la pregnancy rate clinica del 70% contro il 58% (p-0.4) e infine la percentuale di bimbi nati vivi è stata rispettivamente del 58% e del 47% (p-0.4).

 

In sintesi questi dati ci confermerebbero che non ci sono differenze statisticamente significative nei risultati ottenuti, tramite tecniche di fecondazione assistita, utilizzando spermatozoi di origine epididimaria recuperati chirurgicamente nelle azoospermie ostruttive o spermatozoi ottenuti da un eiaculato.

 

Questi risultati clinici sono utili per tranquillizzare e rassicurare sia l’andrologo, che recupera questi spermatozoi dall’epididimo, sia le coppie sulle possibilità di questa procedura complessa ma oggi unica, se si desidera avere un bimbo quando si presenta una tale problematica riproduttiva.

 

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/33026908

 

Altre informazioni:

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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