Microplastiche rischi.

Microplastiche trovate anche nei testicoli

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Microplastiche e nanoplastiche trovate nei testicoli e negli epididimi.

Cosa sono le microplastiche?

Con il termine microplastiche e nanoplastiche ci si riferisce a quelle piccole particelle, generalmente più piccole di un millimetro, circa le dimensioni di un seme di sesamo, che originano da materiali plastici più voluminosi, frantumati e degradati nel tempo. Queste microparticelle provengono anche da molti tessuti sintetici, da cosmetici e sono presenti in diversi processi industriali.

Negli ultimi anni, numerosi studi scientifici hanno dimostrato come queste microplastiche siano presenti ovunque:

  • nell’acqua che beviamo (soprattutto quella conservata nelle bottiglie di plastica),
  • nei cibi che consumiamo,
  • ora li troviamo anche all’interno del nostro corpo.

L’onnipresenza di nanoplastiche e microplastiche, da questo punto di vista, continua a sollevare fondate preoccupazioni circa future e potenziali conseguenze negative per l’ambiente e per la nostra salute.

Microplastiche nei testicoli: lo studio

Esistono, fino ad ora, pochi dati non definitivi e parziali sulla presenza di queste microsostanze all’interno delle strutture anatomiche che caratterizzano il nostro apparato riproduttivo.

Ora un gruppo di ricercatori dell’Università dello Stato nordamericano del New Messico ha condotto una ricerca mirata a caratterizzare e a quantificare l’eventuale presenza di queste sostanze, la loro prevalenza e composizione anche a livello dei testicoli e a correlare tali dati al loro peso e, quando possibile, anche al numero di spermatozoi riscontrato.

La ricerca è stata ora pubblicata sulla rivista "Toxicological Sciences" [1].

Lo studio ha coinvolto anche il nostro fedele amico: il cane. Infatti, sono stati raccolti i dati da 47 testicoli di cani sterilizzati e da 23 testicoli di uomini deceduti per varie cause. Sono stati così valutati i pesi degli organi riproduttivi sia canini che umani e il numero di spermatozoi, solo nei cani, e messi questi dati in relazione alla quantità di microplastiche riscontrate.

Naturalmente sono state utilizzate tutte le analisi statistiche del caso (analisi descrittive, analisi correlazionali e analisi di regressione lineare multivariata) per valutare l’associazione tra microplastiche e le strutture anatomiche riproduttive considerate.

Lo studio ha così confermato in modo chiaro e diretto la presenza di microplastiche sia nei testicoli dei cani che degli umani.

I livelli medi totali di microplastica sono stati di 122,63 microgrammi per grammo di tessuto testicolare nei cani e 328,44 microgrammi per grammo negli esseri umani. Sia gli esseri umani che i cani mostravano la presenza di proporzioni relativamente simili dei principali tipi di polimeri trovati.

A questo punto i ricercatori hanno osservato una correlazione negativa tra la quantità di polimeri specifici riscontrati, come il PVC e il PET, ed il peso dei testicoli esaminati come pure il numero di spermatozoi verificati, naturalmente solo nei cani.

Sappiamo infatti che il PVC può liberare diverse sostanze chimiche che interferiscono in modo non positivo con la spermatogenesi in generale e con il nostro sistema endocrino interessato alla normale produzione di spermatozoi.

In estrema sintesi i risultati di questa ricerca evidenziano una presenza significativa di microplastiche nel sistema riproduttivo maschile sia nei cani che nei testicoli degli umani e questi dati ci portano a considerare seriamente i potenziali rischi che queste sostanze possono avere sulla normale futura fertilità dei nostri uomini.

Data pubblicazione: 31 maggio 2024

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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