Fumo di sigaretta e perdita di udito

Dr.ssa Rosanna De VitaData pubblicazione: 19 maggio 2018

Un nuovo studio condotto in Giappone dal Japan's National Centre for Global Health and Medicine ha messo in evidenza l'associzione tra il fumo di sigaretta e la perdita di udito.

 

Fumo sigaretta

 

 

L’obbiettivo dello studio è stato quello di determinare l’associazione tra fumo, intensità del fumo e cessazione dell'abitudine al fumo con il rischio di perdita dell'udito in una grande coorte giapponese. Lo studio, infatti, ha coinvolto 50195 partecipanti, di età compresa tra 20 e 64 anni e privi di perdita uditiva allo stato basale.

I partecipanti sono stati seguiti per 8 anni: sono stati eseguiti test audiometrici ogni anno per identificare la perdita dell'udito a 1 e 4 kHz. Durante il follow-up, 3532 soggetti hanno sviluppato perdita di udito ad alta frequenza e 1575 hanno sviluppato perdita di udito a bassa frequenza. E’ stato messo in evidenza che il rischio della perdita di udito ad alta e bassa frequenza è aumentato con il numero di sigarette fumate al giorno.

L'analisi ha mostrato un calo del rischio della perdita di udito dopo aver smesso di fumare. Chi aveva smesso di fumare, però, assisteva a una riduzione del rischio solo se erano passati almeno cinque anni. Il fumo, dunque, sembrerebbe essere associato ad un aumento del rischio di perdita di udito, specialmente all'alta frequenza, con una associazione dose-risposta.

Questo studio è quello che finora ha esaminato l'associazione tra l'ipoacusia e il fumo tra il maggior numero di individui. Smettere di fumare elimina virtualmente l'aumento del rischio di perdita dell'udito, ma devono trascorrere almeno 5 anni dalla cessazione dell’abitudine al fumo. Lo studio enfatizza la necessità del controllo dei livelli di tabacco per prevenire o ritardare lo sviluppo della perdita di udito.

Fonte: Nicotine & Tobacco Research - Marzo 2018

 

Autore

devitarosanna
Dr.ssa Rosanna De Vita Foniatra

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso La Sapienza.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 60336.

6 commenti

#3

Io non riesco a comprendere il perché di tali limitazioni.
Si chiude agli Utenti? E perché ? Perché possono aggredire, insultare e cose simili ? Mah!!!
E poi anche questa concessione solo ai Referenti. Perché ? Un collega che non è referente non ha libertà di parola, di esprimere un giudizio su una notizia che, a questo punto, si vorrebbe capire perché viene data con un blog?
E' un argomento di interesse medico, se proprio non scientifico.
Qual'è allora il fine di riportare una notizia che può essere interessante anche criticare negativamente.
Io ho qualche perplesssità su tale studio, ma mi fermo qui perché alla collega che lo ha reso pubblico dispiacciono le critiche (tra l'altro eventualmente non rivolte a lei).

#4

Non ho capito bene.
Ok sul rischio di ipoacusia nel fumatore. Quindi il consiglio è ovviamente di non fumare.
Se però chi fuma sviluppa una ipoacusia, ma poi smette, trascorsi i 5 anni l'udito torna normale?
Una forte lacuna di questo studio è che non spiega la patogenesi della sordità a causa del fumo, ovvero in che modo il fumo la provocherebbe?
E se un fumatore ipoacusico perché esposto anche ad altri fattori di rischio , smette di fumare ma continua ad essere esposto a questi ulteriori, l'udito torna normale?

Spero che la dottoressa ci dia una risposta esauriente e convincente, altrimenti non ne avremo mai, una visto che i referenti non sono poi tantissimi e, quelli attivi, una sparuta minoranza.

#5

Probabilmente la dottoressa De Vita sarà molto impegnata tanto da non avere tempo per rispondere né per rimuovere la chiusura dei commenti, come aveva promesso giustificandosi che era stata una svista. Ma una svista che dura da un po' di giorni.....qualche sospetto lo evoca!

Risulta quindi chiaro che la dottoressa non ha alcuna intenzione di sostenere un contraddittorio, i cui motivi un po' ci sfuggono, ma poi mica tanto.
Sta di fatto che quanto ha pubblicatio non ha alcun valore scientifico e quindi è solo un riempitivo che non si sa a cosa possa servire.

#6

La dottoressa tace. Allora io invito i lettori a non tenere conto di quanto la dottoressa ha pubblicato in quanto non ha alcun fondamento scientifico

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