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Il grasso diventa nano: nuove frontiere nella medicina rigenerativa

Dr. Daniele Bollero Data pubblicazione: 02 giugno 2016 Ultimo aggiornamento: 07 giugno 2016

Recentemente la medicina rigenerativa sta prendendo piede anche nella pratica del chirurgo plastico moderno.

Per medicina rigenerativa si intendono procedure medico-chirurgiche che portano alla rigenerazione tissutale come il PRP (Plasma arricchito di Piastrine), il needling e il lipofilling.

Quest’ultima metodica si basa sull’utilizzo del tessuto adiposo del paziente che viene opportunamente preparato e re-iniettato nelle aree scelte.

La tecnica del lipofilling era già stata descritta nel 1893 e rilanciata negli anni 80 da Illouz, il padre della liposuzione moderna. Venne standardizzata nel 1990 da Coleman ma solo nel 2001 fu scoperto il potere rigenerativo del lipofilling, dovuto alla presenza, tra le cellule adipose di cellule staminali totipotenti.

Si è quindi passati da un obiettivo di sola voluminizzazione all’idea di rigenerazione tissutale grazie appunto alle cellule staminali.

Con l’evoluzione della tecnica, recentemente si sono sviluppate cannule e filtri di preparazione sempre più piccoli per permettere di sfruttare al massimo il ruolo rigenerativo del nostro tessuto adiposo.

Questo a portato a nuove definizione del trattamento del tessuto adiposo aspirato e preparato per essere iniettato.

Dal Macrofat ottenuto con cannule da liposuzione e usato principalmente per effetto volumetrico si è passati al Microfat ottenuto mediante l’utilizzo di cannule specifiche e con migliore conservazione della componente staminale.

Recentemente un nuova rivoluzione del lipofilling è entrata sul mercato, si tratta del Nanofat, dove il grasso viene trasformato in una emulsione praticamente solo rigenerativa.

Lo scopo del Nano grasso è quindi un ringiovanimento cellulare, una rivitalizzazione dei tessuti trattati.

A confermare questo, i risultati istologici hanno dimostrato che mentre nel Macrofat e Microfat vi sono adipociti vitali responsabili dell'aumento volumetrico del lipofilling, nel Nanofat non vi sono adipociti vitali mentre vi è la presenza molti fattori di crescita derivanti dalle cellule staminali.

Le applicazioni cliniche del Nanofat sono quindi di pura medicina rigenerativa. A scopi estetici può essere usato per il ringiovanimento e la biorivitalizzazione cutanea. Viene impiegato anche in chirurgia plastica ricostruttiva nelle cicatrici e nelle radiodermiti per migliorare la qualità dei tessuti.

Essendo una procedura rigenerativa il Nano- lipofilling mostra i suoi effetti rigenerativi dopo 1-3 mesi.

Le cannule e tutto il kit per la produzione del Nanofat recentemente sono entrate nel mercato in Italia, dando ai Chirurghi Plastici che si occupano di Medicina Rigenerativa, una nuova arma per rivitalizzare i tessuti.

 

“Nanofat Grafting: basic research and clinical applications” P. Tonnard, A. Verpaele, G. Peeters et alt. – Plast. Reconstr. Surg 132:1017; 2013

 

Autore

danielebollero
Dr. Daniele Bollero Chirurgo plastico, Medico estetico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1997 presso torino.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Torino tesserino n° 14382.

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