Dopo un rapporto sessuale ad alto rischio HIV: che fare? Storia di un consulto on-line

Dr.ssa Silvia SuettiData pubblicazione: 25 settembre 2012

Prendendo spunto da questi 2 recentissimi consulti che ho avuto modo di seguire

https://www.medicitalia.it/consulti/malattie-infettive/305813-sesso-non-protetto-con-trans.html

https://www.medicitalia.it/consulti/malattie-infettive/306276-sesso-con-trans-con-rottura-di-preservativo.html

Mi pare opportuno sottolineare un pensiero in merito al consulting-on line come arma veramente efficace, sebbene mai vincolante e sostituente una visita medica, in termini di profillassi e per la tutela della Salute.

In questo caso, l'utente (anonimo) ha eposto un problema che noi stessi abbiamo valutato ad altissimo rischio per contagio HIV:

In questi casi, le evidenze scientifiche ci portano a considerare come una Profilassi Post-esposizione al virus HIV (la quale è da ritenersi dibattuta, sebbene largamente diffusa in caso di esposizione non-occupazionale - ovvero - in ambiente sanitario=incidente sul lavoro, laddove invece è pratica consolidata) debba essere fortemente indicata, anche in una sede non vincolante e telematica come la nostra.

Cosa è accaduto in questa situazione?

Nel caso specifico, un utente che ha vissuto un episodio sessuale, non determinandone il grado di rischio, sceglie una sede immediata e telematica per informare un sanitario dell'accaduto; in tal caso il tutto è avvenuto all'interno di un portale sulla salute come medicitalia.it, ormai ritenuto nell'immaginario collettivo, sito sicuro per il consulting-on line.

Il sanitario (dermovenereologo specialista in malattie sessualmente trasmissibili) ha ritenuto l'episodio raccontato dall'utente come ad altissimo rischio per infezione da HIV.

L'immediatezza della valutazione e la tempistica descritta dall'utente ha permesso che si potesse paventare una terapia profilattica post esposizione (PPE) contro l'infezione da HIV, possibile solo entro le prime 72 ore dal presunto episodio contagiante.

L'utente in questo caso ha compreso 2 cose:

- il grado di rischio che ha corso

- la possibilità di accesso ad una terapia profilattica che ha un percentuale significativa di successo - se ben impiegata ed in tempi immediati

In questo caso, l'utente-paziente si è recato presso un centro di valutazione e dispensazione della terapia PPE ed ha potuto iniziare la stessa, dopo che i sanitari preposti alla medesima valutazione e dispensazione hanno fornito parere favorevole accordando la terapia (antiretrovirale).

La terapia PPE, rispetto al rapporto sessuale descritto (in questo caso, rapporto sessuale anale insertivo con persona proveniente da gruppi di popolazione ad alta prevalenza di infezione) deve essere CONSIDERATA*

Questa news per significare ancora una volta come un consulting on line possa essere pur sempre non vincolante e mai surrogabile una visita medica, ma anche fortemente orientativo, immediato ed efficace per la tutela della Salute pubblica.

 

*in base alle raccomandazioni per la profilassi post-esposizione con antiretrovirali dopo esposizione non occupazionale ad HIV

Autore

silviasuetti
Dr.ssa Silvia Suetti Dermatologo, Medico estetico

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso Università di Roma .
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 51296.

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