Quando comincia la calvizie? Gestione ambulatoriale dei giovani pazienti

Dr. Giampiero GriselliData pubblicazione: 14 novembre 2015

Sempre più spesso capita di vedere nei nostri ambulatori dermotricologici pazienti molto giovani, che hanno sviluppato, in loro stessi o nei familiari, una fobia di perdita dei capelli. Sappiamo come il mantenimento della salute della propria chioma sia talvolta un dato di grande importanza, che gioca un ruolo non indifferente in delicati equilibri psicologici.

giovanniberetta_calvizie450Risulta quindi importante non sottovalutare queste richieste, all'apparenza frivole ma non certo nella sostanza, ed affrontarle con piglio scientifico.

Nell’uomo la alopecia androgenetica, cioè la calvizie comune, tende in genere a presentarsi verso i 19-20 anni, con una progressione riportata in apposite scale, ed in definitiva con una
recessione frontotemporale con sfoltimento al vertice; ma esistono purtroppo forme gravi (cfr. Vera Price) che a causa di un particolare assetto genico possono essere reali forme "precoci" (EAGA, cioè Early Andro Genetic Alopecia).

Queste possono iniziare molto presto, anche verso i 15-16 anni, ed hanno un decorso assai rapido portando in una decina di anni a gradi di calvizie molto elevati. Nella donna la alopecia androgenetica ha caratteristiche differenti, è di regola più tardiva e meno progressiva. Le alterazioni ormonali sono generamente evidenziabili.

Tutto ciò ci induce ad escludere una alopecia androgenetica al di sotto dei 15 anni, periodo in cui è più facile osservare cadute dovute a patologie differenti. In aiuto esistono naturalmente anche i test genetici, se si ritiene opportuno.

In ogni caso sarà opportuno effettuare una scheda valutativa di ogni giovane paziente, che, oltre alla consueta diagnostica dermotricologica, per prima cosa dovrebbe essere sottoposto a tecniche di videoanalisi ed archiviazione, per poter essere rivalutato nel tempo.

Esistono oggigiorno videodermatoscopi con software specifico per la tricoanalisi, che consentono di ricavare dati essenziali quali densità, numero di capelli, diametri, etc, che potrebbero consentire di seguire un paziente nel tempo.

Una grande evoluzione nella diagnostica tricologica.

Autore

giampierogriselli
Dr. Giampiero Griselli Dermatologo, Medico estetico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1990 presso bologna.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Ferrara tesserino n° 3231.

4 commenti

#1
Utente 325XXX
Utente 325XXX

gentile dr.Griselli,esistono altre cure oltre a minoxidil e finasteride?questi farmaci quanti anni ti possono far guadagnare in media prima di ricorrere all'autotrapianto?
cordialmente

#2
Dr. Giampiero Griselli
Dr. Giampiero Griselli

Gent.le pz
come avrà notato leggendo le news ,vi sono numerose possibilità terapeuticHe, ovviamente attingendo alla galenica , ed all'utilizzo di tecniche varie.
Il numero di anni non è quantificabile né in assoluto ne 'nel caso specifico.
Nella esperienza ambulatoriale vediamo pazienti che recuperano in maniera anche marcata, o che vedono assai rallentata la progressione di una AGA, ma vanno seguiti nel tempo.
La contadegli anni magari si potrà fare...a posteriori! :-)

#3
Utente 475XXX
Utente 475XXX

Da quello che sto leggendo sembra davvero che per curare l'alopecia androgenetica ad oggi le uniche terapie riconosciute siano finasteride e minoxidil.
Però in rete si legge di tutto e di più e vorrei capire se risultati come quelli che si possono vedere a questo link sono possibili con i farmaci sopracitati:
https://calviziehelp.it/cura-calvizie-mio-caso-personale/

#4
Dr. Giampiero Griselli
Dr. Giampiero Griselli

Buongiorno
Se ben legge nei nostri post ve ne sono anche altre. Ma naturalmente con minox e fina parliamo di capisaldi.
La storia raccontata è certamente del tutto verosimile.
Cordialmente Dott.G.Griselli

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