Serve la rifaximina nel colon irritabile?

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 16 dicembre 2012

La sindrome dell’ intestino irritabile colpisce più del 10% della popolazione generale, è una malattia cronica a causa sconosciuta caratterizzata da dolore addominale e irregolarità alvine in assenza dei cosiddetti segni di allarme quali ad esempio il calo di peso o l’ anemia.

In un numero significativo di pazienti affetti da colon irritabile, la flora batterica intestinale appare alterata e l’ esecuzione di un esame specifico che si chiama breath test al lattulosio permette di identificare i pazienti affetti da contaminazione batterica dell’ intestino tenue o sibo.

La rifaximina ( in Italia commercializzata come Rifaximina, Rifacol o Normix) è un antibiotico battericida del gruppo delle rifaximine modificato in modo da non venire assorbito dal tratto digestivo e quindi, se assunto per bocca, in grado di esercitare la sua azione localmente.

Un gruppo di Autori ha recentemente pubblicato un lavoro che conferma i dati di una ricerca italiana del 2009*: in 150 pazienti affetti da sindrome dell’ intestino irritabile diagnosticata secondo i criteri di Roma III ed escluse altre patologie mediante esami endoscopici e bioptici, postivi al breath test al lattulosio si è somministrata rifaximina 800 mg per 14 giorni consecutivi ed è stata misurata la presenza e gravità dei sintomi secondo una scala detta Likert prima del trattamento, 4 e 14 settimane dopo la conclusione.

Il miglioramento statisticamente significativo ha riguardato i sintomi ‘gonfiore addominale’, meteorismo, diarrea e dolore addominale ed è risultato ancora evidente anche al controllo a 14 settimane.

Un breath testi di controllo al lattulosio eseguito a 4 settimane dalla fine della cura è risultato nei limiti della norma nell’ 86% dei pazienti precedentemente tutti positivi.

Gli autori hanno quindi concluso che un ciclo di due settimane di rifaximina riduce significativamente i sintomo nella sindrome dell’ intestino irritabile in un’ alta percentuale dei pazienti per almeno tre mesi con effetti collaterali modesti e trascurabili.

Lo studio presenta sicuramente dei limiti e molto resta da capire in questa patologia, ogni soluzione tuttavia che permetta di migliorare la qualità della vita in questi pazienti con effetti collaterali modesti è benvenuta e deve far parte dell’ armamentario di ogni buon gastroenterologo.

 

P.Meyrat et al, Aliment Pharmacol Ther. 2012; 36 (11): 1084-93)

 

* World J Gastroenterol. 2009 Jun 7;15(21):2628-31. Small intestine bacterial overgrowth and irritable bowel syndrome-related symptoms: experience with Rifaximin. Peralta S, Cottone C, Doveri T, Almasio PL, Craxi A.

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

10 commenti

#1
Utente 269XXX
Utente 269XXX

buongiorno. Dopo un anno che ho problemi di pancia (calo di peso di 8 kg in pochi mesi, nausea, dolori addominali soprattutto nella zona destra, continue ricadute in infezioni urinarie), ho fatto approfondimenti vari tra cui gastroscopia e colonscopia, analisi per l'intolleranza al glutine e la celiachia da cui non è emerso nulla. Finalmente un mesetto fa sono riuscita ad andare dal gastroenterologo a portare tutti gli accertamenti e mi ha diagnosticato la sindrome del colon irritabile con dismicrobismo e transazione batterica dalle vie urinarie alla pancia. Mi è stata prescritta la cura con Normix (3 cpr al giorno per 5 giorni al mese), Debridat e probiotici da prendere al mattino VSL-3. Mentre facevo la cura antibiotica tutte le volte che prendevo la compressa mi peggioravano di molto i dolori addominali e ora che l'ho finita non mi pare che abbia benefici. Purtroppo ripeto che ho continue infezioni urinarie che potrebbero mascherare il problema. In seguito alle analisi di routine i risultati sono stati: VES 43 (al massimo mi indicava 15), globuli bianchi 12.00 (al massimo 10) , MCH 32.3 (max 32.0). L'elettroforesi sieroproteica indica Alfa 2 13,9% ( max 11.5), mentre Gamma 10.2 ( min 13%). Volevo chiederLe un parere e vorrei sapere se il Normix fa effetto già dal primo mese o se c'è bisogno di un'ulteriore mese per vedere benefici.

#2
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Questa non è l' area del sito per chiedere consulti. Eccezionalmente, anche per orientare correttamente eventuali ulteriori lettori, le rispondo.
Il calo ponderale non appare giustificato dalle diagnosi poste.Eseguirei ulteriori accertamenti, non necessariamente a carico dell' apparato digerente per individuarne la causa anche in relazione alle infezioni urinarie ricorrenti ed alla ves aumentata. Auguri!

#3
Dr. Alessandro Scuotto
Dr. Alessandro Scuotto

Caro Andrea,
l'articolo citato è piuttosto interessante, ma - in modo provocatorio e non polemico - sono d'accordo soprattutto con la prima proposizione della tua conclusione "Lo studio presenta sicuramente dei limiti e molto resta da capire in questa patologia".

In effetti la terapia con rifaximina PUO' essere indicata soltanto nei pazienti con contaminazione batterica del tenue che sono soltanto una percentuale - per quanto rilevante (per questo studio il 71%, per altri studi il 50%, per altri ancora il 36%) dei pazienti con colon irritabile.
Infatti nello studio italiano del 2009 citato (Peralta et al.), la terapia è stata applicata soltanto sui casi SIBO e non su tutti gli IBS studiati.
Inoltre la prevalenza di SIBO nel colon irritabile dipende anche da altre variabili (sesso femminile, età > 55a.) in accordo a quanto pubblicato nel 2010 (Savio C Reddymasu, Sandra Sostarich and Richard W McCallum, Small intestinal bacterial overgrowth in irritable bowel syndrome: are there any predictors?; BMC Gastroenterology 2010, 10:23)

La precisazione mi sembra necessaria per scongiurare una inopportuna facilitazione nella prescrizione della terapia antibiotica nella sindrome del colon irritabile e una sconsiderata richiesta di questa terapia da parte dei pazienti sulla sola base dei sintomi clinici.

#4
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Alessandro,hai assolutamente ragione,anche in questo lavoro infatti la terapia e' stata somministrata solo ai pazienti sibo positivi.La tua precisazione contribuisce sicuramente e sottolinea il pensiero che avevo espresso con minore chiarezza delle tue parole:utilizzo selettivo,in un sottogruppo di pazienti e con risultati variabili e temporanei.Tuttavia....sempre meglio di niente..:-)

#5
Utente 640XXX
Utente 640XXX

Desidero esporre la mia esperienza:
soffro da piu' di 20 anni di colite/colon irritabile/discinesia,sonnolenza, psoriasi, rinite vasomotoria con ipoosmia. Questi sintomi peggiorano di anno in anno.
Ho fatto tutti gli esami compreso il breath test (negativo) e la colonscopia (negativa).
Ho iniziato a prendere debridat poi levopraid lexil poi veri antidepressivi e ansiolitici come cymbalta e altri con risultati modesti. Stranamente mi faceva piu' effetto (anche per la sonnolenza) un farmaco come il deursil.
Tre settimane fa il mio medico di famiglia, per combattere una diarrea forte causata da influenza e relativi antibiotici mi ha prescritto il Normix.
SORPRESA INCREDIBILE: i sintomi della colite sono calati del 90%, la sonnolenza e' calata, sento di piu' il sapore dei cibi, la lingua mi brucia meno, la candidosi e' calata.
A questo punto, e dopo avere letto questo articolo, vorrei capire meglio se posso continuare questa terapia in quanto mi sento RINATO.

Grazie per l'attenzione.

#6
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Certo puo' essere, in linea di massima si ,ma l' indicazione va posta dal collega che la segue personalmente. Prego

#7
Utente 640XXX
Utente 640XXX

Chiedo scusa mi sono espresso male, non volevo ricevere una terapia a distanza ma (oltre a portare la mia testimonianza) volevo capire se in generale ci sono altre nuove terapie o nuovi approcci o nuovi esami che riguardano il colon irritabile.

Grazie ancora.

#8
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Questa è una patologia a causa sconosciuta dove la terapia si avvale di misure comportamentali, dietetiche, farmacologiche e di altra natura.
Spesso ogni paziente ha bisogno di una terapia personalizzata e lo stesso paziente nel tempo puo' non rispondere più a una terapia prima efficace o vice versa. Per questo motivo è fondamentale un rapporto costante con uno specialista di fiducia in grado di proporre diverse soluzioni nei diversi momenti della malattia, anche sulla base della letteratura scientifica.
E' infine essenziale essere certi della diagnosi: frequentemente patologie diverse vengono erroneamente etichettate come 'colon irritabile' prima di formulare la diagnosi corretta spesso ad anni di distanza dall' insorgenza dei sintomi.

#9
Utente 458XXX
Utente 458XXX

Gentile Dr. Favara, non so se la domanda è del tutto pertinente all'articolo, ma la rifaximina che comportamento ha verso i cosiddetti batteri "buoni" della nostra flora batterica? Un uso periodico (a distanza di qualche mese) è controproducente o potrebbe aiutare a ristabilire correttamente la flora batterica? Ho sempre pensato che la rifaximina, uccidendo anche i batteri benefici della nostra flora batterica possa aggravare il problema. Mi può chiarire questo dubbio?
La ringrazio e le auguro un buon fine estate.
Cordiali saluti.

#10
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Osservazione interessante. Un uso periodico come abitualmente fatto nella malattia diverticolare non ha dimostrato determinare o aggravare una eventuale disbiosi e credo il concetto sia applicabile anche al colon irritabile

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