La infezione da Chlamydia spesso sottovalutata!

Dr. Nicola BlasiData pubblicazione: 27 febbraio 2015

Le infezioni da Chlamydia trachomatis (CT) sono ampiamente diffuse nella popolazione e interessano soprattutto giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni.

L'European Centre for Disease Prevention an Control (ECDC) ha pubblicato recentemente il rapporto epidemiologico 2014 sulle malattie trasmissibili di maggiore impatto sulla salute pubblica in Europa (Annual epidemiological report 2014- Sexually transmitted infections, including HIV and blodd-bome viruses).

La clamidia è risultata la malattia infettiva più frequente. Nel 2012 , ne sono stati riportati 384.105 casi nei Paesi dell'Unione Europea e dell'Area Economica Europea, ma l'incidenza reale è più alta per via delle infezioni ASINTOMATICHE e delle differenze nelle pratiche diagnostiche  e nei sistemi di sorveglianza che possono causare una sottostima dei casi.

Infatti l'infezione determina circa il 60.70% delle cerviciti (infezione del collo uterino) e/o  uretriti aspecifiche  e rimane spesso latente. Si calcola che almeno il 50% degli uomini  e il 70% delle donne infette NON PRESENTINO SINTOMI SPECIFICI, il che facilita la diffusione dell'infezione . Dal collo uterino (cervice) la clamidia può diffondersi ai genitali interni determinando endometriti, salpingo-ovariti (infezioni delle tube e ovaie) o quadri di infezione pelvica (PID).

Due terzi  di tutti i casi di  CT sono stati riportati tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni, con il tasso più alto tra le donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni.

La Gonorrea (infezione da gonococco - NEISSERIA GONORRHOEAE) è la seconda infezione batterica più comune con 50.341 casi e il controllo della gonorrea si basa interamente sugli antibiotici  ed è attualmente minacciato dalla resistenza emergente alle cefalosporine di terza generazione.

I 29.306casi diagnosticati di HIV/AIDS sono probabilmente sottostimati per via del ritardo nel riportare le diagnosi di HIV in alcuni paesi.

Cause più frequenti:

  1. uomini che hanno fatto sesso con uomini (40%);
  2. rapporti eterosessuali (34%);
  3. uso di droghe iniettabili (6%).

Concludo affermando che negli ultimi decenni si è assistito ad un notevole incremento dell'incidenza dell'infezione da CT e delle complicanze che essa comporta per questo motivo è importante identificare strategie in grado di prevenire la trasmissione , di consentire una diagnosi precoce e di intervenire con adeguate misure terapeutiche.

 

Fonte: 

http://www.ecdc.europa.eu/en/press/news/_layouts/forms/News_DispForm.aspx?List=8db7286c-fe2d-476c-9133-18ff4cb1b568&ID=1173 

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

14 commenti

#1
Dr. Andrea Militello
Dr. Andrea Militello

Grazie per l'interessantissimo articolo su un argomento di estrema attualità anche per noi andrologi/urologi ( prostatiti e vesciculiti )

#2
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Grazie Andrea per questo apprezzamento , anche nel maschio queste infezioni inizialmente sono silenti ,per questo motivo è importante diagnosticarle rapidamente!
SALUTONI

#3
Dr. Luigi Marino
Dr. Luigi Marino

complimenti vivissimi
per l’articolo
oggi c’e’ anche un forte aumento delle CONGIUNTIVITI da CLAMIDIA

#4
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Importante la prevenzione delle cerviciti da CLAMIDIA per le gestanti e per questo motivo anche per le infezioni neonatali.
Grazie Luigi

#5
Dr. Marco Bonelli
Dr. Marco Bonelli

Come medico di famiglia sono sufficentemente attento a tale problematica assai diffusa,misconosciuta e con importanti complicanze.
La difficltà ,anche nel fare sponda con gli specialisti,è nell'avere una Diagnostica affidabile sul territorio per porre diagnosi.

#6
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Marco sono d'accordo , in questi casi è importante in ambito ginecologico un prelievo adeguato con tampone endocervicale e avere un biologo di riferimento
Ciao Nicola

#7
Utente 429XXX
Utente 429XXX

Buonasera dottore,
mi sono iscritta adesso non riesco a trovare il modo per mandarle un messaggio per quanto riguarda un mio problema

#8
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Deve chiedere un consulto, ma può pormi qui un quesito

#9
Utente 494XXX
Utente 494XXX

Buongiorno, sono risultato positivo alla Clamidia trachomatis dopo aver effettuato un test del sangue mediante l’individuazione delle immunoglobuline Igg e Iga . (Igg=10 e Iga=3.06 con valori di riferimento a 0,89) . Dopo la cura antibiotica (azitromicina+claritromicina+Ciproxin per la durata di 6 sett.) mi sono sottoposto di nuovo al test ma i risultati erano gli stessi del primo test . Ma l’indice così alto puo’ significare infezione contratta 20 anni fa? Inoltre il test forse e’stato ripetuto dopo troppo poco tempo o la cura non ha fatto effetto.
Grazie

#10
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Voglio ricordarle che le IgG indicano lo stato di immunità del soggetto , quindi l'aumento di questi valori non indica uno stato patologico , anzi una reazione immunologica protettiva in caso di reinfezione
SALUTONI

#11
Utente 494XXX
Utente 494XXX

grazie della gentile risposta , ok le Igg sono un marker di avvenuto contatto ma la positivita' anche delle Iga pero' dovrebbe significare infezione in corso , giusto?

#12
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Le IgM sono le immunoglobuline che indicato la fase attiva della infezione !
SALUTI

#13
Utente 494XXX
Utente 494XXX

io mi trovo all’estero per lavoro e l’infettivologo che mi ha eseguito il test ritiene che basta valutare le IgG e IgA per determinare la presenza attiva dell’infezione da Clamidia. Ad ogni modo i sintomi dell’infezione erano presenti fino a quelli tipici dell’uretrite e prostatite.

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