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Come accelerare l'induzione del parto nella gravidanza a rischio

Dr.ssa Lucia VecoliData pubblicazione: 19 marzo 2016Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2021

Diverse situazioni patologiche possono rendere una gravidanza a rischio, pertanto si possono verificare condizioni in cui è necessario interrompere la stessa senza attendere l'esordio naturale del travaglio di parto.

Quando una gravidanza è a rischio?

Sono varie le situazioni che possono rendere rischiosa una gravidanza e possono essere suddivise in:

  • Malattie materne: sepsi, disordini ipertensivi, diabete, nefropatie, epatopatie, cardiopatie, PROM (rottura prematura delle membrane), gravidanza oltre il termine.
  • Fetali: ritardo di crescita, oligoamnios, gemellarità, ecc.

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L'induzione del parto

L'induzione del parto è una procedura che consiste nel provocare la dilatazione della cervice uterina e l'avvio delle contrazioni in maniera artificiale. Quando è indicata e funziona può evitare il ricorso al taglio cesareo.

I metodi a disposizione sono:

  • farmacologici (prostaglandine, ossitocina)
  • meccanici (scollamento delle membrane, amniorexi, catetere intracervicale).

induzione parto ossitocina

Purtroppo non esiste una metodica di induzione del travaglio superiore alle altre e si procede spesso per tentativi, seguiti, in caso di fallimento o di insorgenza di complicanze, dal ricorso al taglio cesareo. Se il Bishop score (punteggio pre-parto per capire se è necessario procedere all'induzione) è favorevole di solito si ricorre all'amniorexi e/o all'ossitocina, negli altri casi agli altri metodi summenzionati. Le possibilità di successo sono migliori nelle pluripare rispetto alle nullipare, ch e di solito rispondono in tempi più lunghi.

Uno studio sui metodi di induzione del parto

Chiunque lavori in un reparto di Ostetricia sa quanto sia frustrante sia per la donna che per i sanitari l'attesa vana delle contrazioni uterine, che spesso insorgono solo dopo un lasso di tempo superiore alle 24 ore dall'inizio della procedura.

Recentemente è stato publicato uno studio molto interessante effettuato presso l'Università della Pennsylvania da maggio 2013 a giugno 2015 su 491 donne sottoposte a induzione del travaglio di parto in media a 39 settimane di gestazione, attraverso l'uso di misoprostolo, catetere di Foley o ambedue e di ossitocina con catetere di Foley associato.

Il protocollo prevedeva:

  • Somministrazione di misoprostolo 25 microgrammi ogni 3 ore
  • Infusione di ossitocina iniziata a 2 mU/min e aumentata di 2 mU ogni 15 minuti, fino a d un massimo di 40 mU
  • posizionamento di catetere di Foley 18F riempiendo il palloncino di 60 cc.

I migliori risultati, dal punto di vista della durata del travaglio, sono stati ottenuti associando il misoprostolo e il catetere di Foley (16 ore circa di durata nelle nullipare e 9 circa nelle pluripare), mentre il fallimento dell'induzione e il ricorso al taglio cesareo è stato simile in tutti i gruppi studiati. Non ci sono state differenze significative nemmeno sull'outcome materno e neonatale, in termini di complicanze.

Questo studio ha inoltre notevoli risvolti positivi sul piano finanziario, perché accelera la durata del travaglio nelle donne indotte, che negli Stati Uniti sono circa il 20%, riducendo notevolmente i tempi di degenza, senza rischi aggiuntivi per la loro salute e per quella del neonato.

 

Fonte: Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) 2016 Pregnancy Meeting: Abstract 5. Presented February 4, 2016


Autore

luciavecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1980 presso Università. Di Pisa.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Lucca tesserino n° 1235.

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