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Sclerosi Laterale Amiotrofica e trattamento con PEA

Dr. Otello Poli Data pubblicazione: 01 luglio 2017

Già alcuni anni or sono riportai sia tra le news che tra gli articoli mininforma la ipotizzata azione del PEA (Palmitoiletanolamide) nella SLA:

https://www.medicitalia.it/minforma/terapia-del-dolore/1846-pea-trattamento-dolore-neuropatico-e-sindromi-regionali-dolorose-complesse.html

Con la annotazione: “…Ricerca e sperimentazione umana. Di estremo interesse scientifico è la attività di ricerca in corso, già in fase sperimentazione umana, presso la ASL di Nuoro dove il PEA viene usato nel trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica…”.

Era il 10/2013 e queste poche righe si riferivano ad uno studio svolto presso la ASL Nuoro nel 2012 dalla Prof.ssa Simonetta Clemente:

http://www.aslnuoro.it/documenti/3_16_20120511162137.pdf

Ora da una revisione dei più recenti articoli scientifici emergono evoluzioni e conferme positive circa il topic suddetto.

In particolare: “…I recettori per la Acetilcolina dei muscoli sono un target farmacologico per la terapia della SLA…”.

Riporto di seguito il link dell'abstract proveniente direttamente da Pub Med sintesi dell'articolo originale e della ricerca Neuroscientifica Italiana.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26929355

Quella che allora chiamai “…una luce nel buio…” sta divenendo un poco più luminosa!

Autore

otellopoli
Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Università La Sapienza Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 35412.

10 commenti

#1
Dr. Antonio Ferraloro
Dr. Antonio Ferraloro

Bene Otello, apprendo con piacere questo aggiornamento.
Speriamo che la luce possa aumentare sempre di più fino ad arrivare almeno ad un controllo della sintomatologia arrestandone la progressione, sarebbe già un ottimo traguardo.

#3
Dr. Otello Poli
Dr. Otello Poli

Personalmente sono sorpreso dal limitato numero di visualizzazioni (circa 2500 al momento) valutata la importanza dell'argomento affrontato e la entità del lavoro scientifico che supporta la affermazione circa la quale la Sclerosi Laterale Amiotrofia è trattabile con la sostanza endocannabinoide palmitoylethanolamide (PEA).
Il PEA, la riabilitazione motoria e la riabilitazione respiratoria migliorano le condizioni cliniche del paziente affetto da SLA incrementando la forza muscolare e la efficienza respiratoria.

Ritengo sarebbe molto interessante e molto formativo una discussione sul topic evidenziato così come ricevere domande da parte degli utenti e formulare per loro delle risposte

#4
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Gentile Dr. Poli,


approfitto di questo articolo per chiederle qualche ulteriore dettaglio. Alla madre del mio compagno e' stata diagnosticata la sla da circa un anno. Sta seguendo la terapia con riluzolo (che, a quanto ho avuto modo di capire, rappresenta lo standard di cura ad oggi). Per il momento la sua malattia procede piuttosto lentamente e risulta confinata ai soli arti inferiori: di fatto e` ancora autonoma e riesce a camminare, seppure a fatica e con l'ausilio del deambulatore. Vorrei sapere se sono a disposizione, al momento, sperimentazioni con il farmaco da lei descritto nell'articolo e, in caso affermativo, quali sono i requisiti che il paziente deve soddisfare per partecipare alla sperimentazione. Aggiungo che la signora e` anziana (72 anni).

La ringrazio in anticipo.

Saluti

#5
Dr. Otello Poli
Dr. Otello Poli

Buon giorno a Lei,
come già scritto ci sono pochi lavori scientifici internazionalmente condivisi circa il suo svolto dal PEA nel trattamento riabilitativo dei pazienti affetti da Sla. Il primo, del 2012, è quello della Prof.ssa Clemente il cui link troverà su indicato (la prima intuizione, la prima "luce nel buio", testata solo su 2 pazienti). Il secondo lavoro scientifico a cui si fa oramai riferimento è quello del 2016 (recente pertanto ! ed effettuato su una coorte più significativa di pazienti) del quale troverà il link per accedere all'abstract pubblicato su PubMed (l'intero articolo è scaricabile da PubMed a pagamento) nel quale si legge, tra l'altro, "...ALS patients treated with PEA showed a lower decrease in their forced vital capacity (FVC) over time as compared with untreated ALS patients, suggesting that PEA can enhance pulmonary function in ALS...". E come suggeriscono gli autori al termine dell'abstract e dell'intero lavoro (che io stesso ho acquistato poco dopo la pubblicazione) se il PEA funziona sui muscoli respiratori (intercostali e diaframma) potenziando la capacità ventilatoria polmonare c'è motivo di pensare che questo funzioni anche sugli atri muscoli striati (quelli del volto, del tronco e degli arti). Nel frattempo ulteriori lavori di approfondimento circa quanto la sostanza PEA sia efficacie e quanto sia migliorabile/sviluppabile a partire da questa sono in corso.
Il trattamento può essere già affrontato supportati da un team ad hoc diretto da un neurologo esperto in malattie neuro-degenerative secondo le normative vigenti in maniera "off label".
Cordialmente.

#6
Ex utente
Ex utente

Buongiorno Dottor Otello Poli, Le chiedo il consenso per indicare il mio parere riguardo allo Studio da Lei pubblicato, a questo proposito riporto una parte del suo commento.

"se il PEA funziona sui muscoli respiratori (intercostali e diaframma) potenziando la capacità ventilatoria polmonare c'è motivo di pensare che questo funzioni anche sugli atri muscoli striati (quelli del volto, del tronco e degli arti)".

Quindi Dottor Poli dovremmo chiederci: quale è il vero meccanismo di azione della sostanza endocannabinoide p. PEA?
Perché il PEA funziona sui muscoli respiratori potenziando la capacità ventilatoria?
Dottor Poli, la sostanza endocannabinoide agisce nella vasodilatazione arteriosa, aumentando quindi, minimamente, l'apporto di sangue e ossigeno disciolto paramagnetico nelle cellule del Cervello e dei Muscoli, consentendo in questo modo un minimo aumento della Attività Bioelettrica Cerebrale e Muscolare, per questo motivo i muscoli respiratori funzionano un pò meglio.
Certamente però la sostanza PEA non sarà in grado di consentire la regressione della malattia neuromuscolare SLA.
E allora Dottor Poli cosa è necessario per una Cura più efficace della Sclerosi Laterale Amiotrofica?
Dopo la ricerca che ho svolto posso affermare con certezza che, per ottenere la regressione della SLA è indispensabile incrementare stabilmente la Pressione Parziale di Ossigeno Disciolto (concentrazione di ossigeno) Cerebrale e Generale, aumentando considerevolmente l'Attività Bioelettrica soprattutto delle Cellule del Cervello, attivando un'Automatismo Neurofisiologico per merito del quale, insieme alla fondamentale fisioterapia riabilitativa, potranno Crescere Nuovi Motoneuroni e altre Cellule del Cervello (Rigenerazione Neurale) ottenendo così la riattivazione progressiva dei muscoli, determinando in questo modo la regressione della Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Dottor Otello, mi creda, non sono fantasie quelle che scrivo, ma realtà che può controllare e verificare, e penso che fra alcuni mesi sapremo se ho ragione, perché tramite la Terapia Sperimentale per la cura della SLA che utilizza le Nuove Biomolecole di Ossigeno (Rns60) la quale è attualmente in atto in alcuni Ospedali Italiani e Ospedali degli Stati Uniti, si potrà osservare che, le Biomolecole di Ossigeno Funzionano davvero, non solo perché consentono una potente azione antinfiammatoria, ma perché aumentando anche solo minimamente la Concentrazione di Ossigeno Disciolto Paramagnetico, si otterrà quell'aumento di Energia Elettrochimica dovuta al paramagnetismo dell'Ossigeno Disciolto irradiato nel sangue che fluisce nel Cervello, per merito del quale si otterrà un'Effetto Rigenerativo (nuovi motoneuroni) consentendo in questo modo la regressione della SLA.
Grazie Dottor Otello Poli, un Saluto con Stima
Pino Fronzi

#7
Dr. Otello Poli
Dr. Otello Poli

"...mi creda, non sono fantasie quelle che scrivo, ma realtà che può controllare e verificare...";
se è così molto bene!
Per cortesia citi le fonti bibliografiche ed i lavori di letterattura scientifica internazionale a sostegno di quanto scrive.

#8
Ex utente
Ex utente


"Gli endocannabinoidi svolgono una serie di funzioni [2]:

– esercitano una funzione anti-stress analoga a quella delle endorfine sia a livello centrale che periferico

– vengono prodotti per proteggere l’organismo grazie ad un’azione anti ossidativa [3]

– hanno un’attività analgesica [4] [5] [6] [7] [8]

– esercitano un’azione vasodilatatoria ed ipotensiva, con un ruolo fisiopatologico ancora da approfondire [9] [10] [11] "
_________________________________________________
http://www.neuroscienze.net/?p=2118
__________________________________________________

Grazie per la risposta Dottor Otello Poli, il fatto che gli Endocannabinoidi esercitano un'azione vasodilatatoria è scritto in vari articoli, a questo proposito invio uno Studio che riguarda le Neuroscienze.

La conferma che gli Endocannabinoidi sono vasodilatatori ci consente di stabilire che gli stessi aumentano la Vascolarizzazione nel Cervello e negli altri Organi del Corpo.

Ora Dottor Poli è necessario il Suo Studio, perché penso che è d'accordo anche Lei sul fatto il quale indica che l'aumento stabile della Circolazione Cerebrale determina la regressione delle malattie del Cervello.

A questo punto dovremmo stabilire quanto segue: perché le malattie Neurodegenerative regrediscono quando aumenta la Vascolarizzazione Cerebrale?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo chiederci: qual'è il componente del sangue il cui aumento stabile è determinante per ottenere la regressione delle malattie Neurologiche per merito della Rigenerazione Neurale?

Come si ottiene la Neurogenesi?

Ho letto questa importante realtà per merito degli Istituti Scientifici di Ricerca Medica, i quali si sono accorti che, con l'attività fisica costante si verifica la Neurogenesi, otteniamo con l'esercizio fisico la crescita di Nuove Cellule nel Cervello.
Ora posso indicare con certezza quello che ho capito svolgendo la ricerca e praticando la costante, quotidiana attività fisica aerobica.

Dottor Otello, sono ormai 14 anni che svolgo giornalmente l'esercizio fisico per questo motivo so di cosa parlo, per prima cosa ho verificato senza ombra di dubbio che, grazie all'attività fisica quotidiana aumenta la concentrazione di ossigeno nel sangue, si verifica quindi, per merito dell'aumento giornaliero degli Atti Respiratori i quali osserviamo svolgendo l'esercizio fisico, l'incremento progressivo della pO2 arteriosa, circa 3 mmHg ogni anno.
Lei può confermare Dottor Otello, i Ricercatori di Medicina ancora non conoscono questa realtà, stranamente i team di Ricerca Medica non hanno pensato, tramite la Emogasanalisi Arteriosa, di controllare la ossigenazione sanguigna, se avessero controllato si sarebbero accorti che, le Persone che praticano giornalmente l'attività fisica determinano l'incremento stabile della propria pressione parziale di ossigeno altrimenti detta Concentrazione di ossigeno disciolto e/o pO2 arteriosa.

E allora Dottor Poli ci chiediamo: cosa ha di straordinario l'Ossigeno Disciolto (sostrato) nel sangue?

Ecco che a questo punto era necessario lo Studio dei Chimici, e dei Fisici, i quali dovevano accorgersi che il Paramagnetismo dell'Ossigeno il quale attiva le Reazioni Fisiche con la Ionizzazione dell'Idrogeno-Elettromagnetico (questi due gas sono presenti anche nel sangue) sono indispensabili per consentire la Generazione dell'Energia Elettrochimica che ci è necessaria per le nostre attività quotidiane, e soprattutto è indispensabile per consentire la generazione degli Impulsi Nervosi, o Potenziali d'Azione, i quali consentono le Attività Cerebrali, Cardiache, e Muscolari.
Ecco Dottor Otello Poli, gli Studiosi di Chimica e Fisica, per "distrazione" non hanno svolto questi studi, e allora è necessario che capiscano i Medici, i quali, Studiando l'Ossigeno Paramagnetico nel sangue indicheranno quali sono le vere cause e le cure efficaci delle malattie, e, appena saranno capite queste realtà che riguardano la Medicina si capirà anche come si Genera l'Energia Pulita e Illimitata.
Grazie davvero Dottor Otello Poli
Pino Fronzi





#9
Ex utente
Ex utente

https://www.youtube.com/watch?time_continue=6&v=WJaJS2iuI7c

Buongiorno Dottor Otello Poli, mi scusi l'insistenza, augurandomi il suo consenso verso quello che scrivo indico una possibile realtà riflettendo sulla quale si capirà la causa che provoca l'insorgenza della Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Nel video animato che invio possiamo vedere gli Impulsi Elettrochimici Nervosi altrimenti detti Potenziali d'Azione Generati dalle Cellule Neurali e trasmessi per l'Attivazione delle Aree Cerebrali Cognitive, Sensoriali, e Motorie.
Gli Istituti Scientifici di Ricerca Medica suggeriscono che, per consentire la generazione di questi Impulsi Elettrochimici è necessaria l'attività dei seguenti componenti del sangue: gli Elettroliti (ioni sodio, potassio) "eccitano" (scaldano) le Membrane Cellulari Polarizzate stimolandole nel generare gli Impulsi Elettrici i quali trasmessi consentono l'attivazione delle Aree Cerebrali.
Sappiamo inoltre che gli Impulsi Elettrochimici attivano con lo stesso sistema anche le Aree Cardiache e Muscolari.

Questo è quanto suggerisce la Scienza Medica, ma con tutta probabilità non corrisponde al vero, perché, per far generare gli Impulsi Elettrochimici del Cervello, del Cuore, e dei Muscoli, è indispensabile anche l'Ossigeno Disciolto (pO2 arteriosa) Paramagnetico nel Sistema Cerebrovascolare-Cardiocircolatorio e l'Idrogeno.

Gli Impulsi Elettrochimici possono generarsi e trasmettersi in questo modo: gli Elettroliti scaldano le Membrane Cellulari Polarizzate, istantaneamente avviene la Reazione Elettrochimica fra gli Atomi di Ossigeno Paramagnetici e gli Atomi di Idrogeno Ionizzati presenti nel sangue, ed è proprio tramite questa reazione elettrochimica Ossigeno Paramagnetico e Idrogeno che possono generarsi e trasmettersi i Potenziali d'Azione Cerebrali, Cardiaci, e Muscolari.

In questo modo Dottor Poli possiamo capire che, in mancanza o anche in carenza di Ossigeno Disciolto Paramagnetico nel sangue, (consistente diminuzione della pO2 arteriosa) i POTENZIALI D'AZIONE NON POSSONO GENERARSI, causando il deterioramento soprattutto dei Motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale e la conseguente neurodegenerazione progressiva la quale provoca l'atrofia muscolare che si riscontra nella SLA.

http://www.bioblog.it/2009/07/30/vasocostrizione-cerebrale-nel-morbo-di-alzheimer/20097782

Dottor Otello Poli, dobbiamo anche considerare le Vasocostrizioni Cerebrali, le quali si verificano a causa della proteina endotelina vasocostrittrice (peptide) rilasciata dall'endotelio delle arterie, anche a causa soprattutto della forte diminuzione della Concentrazione di Ossigeno (pressione parziale di ossigeno disciolto paramagnetico) causando, in certi tratti, la restrizione totale delle arteriole, in seguito le Vasocostrizioni si estendono causando il rilascio delle Proteine Neurotossiche Beta-Amiloide e Tau, le quali, accumulandosi sui Neuroni li deteriorano provocando l'atrofia Cerebrale che si riscontra nella Malattia di Alzheimer.
Al riguardo Dottor Poli è necessario porsi la seguente domanda, i Ricercatori Inglesi hanno riscontrato la Endotelina nel Morbo di Alzheimer, e allora mi sono chiesto: nella SLA, nel Parkinson, nella Sclerosi Multipla in altre malattie neurodegenerative e anche nei Tumori Cerebrali è stato controllato se nel sangue si riscontra il peptide Endotelina Vasocostrittrice?

Mi scusi Dottor Otello Poli, ma queste che scrivo penso siano realtà le quali, se non già verificato, andrebbero davvero controllate e approfondite.
I più Cordiali Saluti
Pino Fronzi




#10
Ex utente
Ex utente

Buongiorno Dottor Otello Poli, consenta di scrivere ancora che, sarei lieto di un Suo Stimato parere verso la mia ricerca la quale ho svolto per capire le cause della SLA.
L'ho descritta anche ai Medici Neurologi presenti in un Convegno sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica attuato a Ravenna il 16/12 scorso, i Medici hanno risposto che leggeranno attentamente quanto da me scritto.
Auspico davvero che già nel prossimo anno 2018 le cause e le cure risolutive della SLA saranno molto più chiare.
Il merito sarà delle Nuove Biomolecole di Ossigeno (RNS60) attualmente sperimentate in 20 Centri Ospedalieri Italiani e in alcuni Ospedali USA delle quali ho molta fiducia.
La seguente è la mia ricerca completa sulla SLA.
I più Cordiali Saluti Dr. Otello Poli

Pino Fronzi


DOPO UNA RICERCA SVOLTA PER CAPIRE LE CAUSE DELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE POSSO INDICARE CHE, LA CAUSA PRINCIPALE DELLA MALATTIA NEUROMUSCOLARE SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA E' LA FREQUENTE CARENZA DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO NEL FLUSSO CEREBRALE E GENERALE (diminuzione della pO2 arteriosa) CHE SI VERIFICA PRATICANDO LE ATTIVITA' OCCUPAZIONALI DI LAVORO O SPORTIVE AFFATICANTI E CONTINUATE, SVOLGENDO LE QUALI, A CAUSA DEI CONTINUI E ABITUALI SFORZI FISICO-MOTORI SI RISCONTRA IN ALCUNE PERSONE LA RIDUZIONE DEGLI ATTI RESPIRATORI CAUSANDO RIPETUTE DESATURAZIONI DI OSSIGENO NEL SANGUE LE QUALI SUGGERISCONO LA RISCHIOSA DIMINUZIONE DELLA PRESSIONE PARZIALE DI OSSIGENO LIBERO-DISCIOLTO I CUI LIVELLI SONO INDICATI DALLA pO2 ARTERIOSA.

GLI ISTITUTI SCIENTIFICI DI RICERCA NON HANNO ANCORA STUDIATO UNA REALTA' CHE RIGUARDA LA FISIOLOGIA MEDICA: L'OSSIGENO E' PRESENTE NEL SANGUE IN DUE FORME, VI E' L'OSSIGENO CHE SI LEGA CHIMICAMENTE ALL'EMOGLOBINA FORMANDO OSSIEMOGLOBINA, NECESSARIA PER LA OSSIGENAZIONE CELLULARE, E, L'OSSIEMOGLOBINA, E' PRESENTE NEL SANGUE IN GRANDE QUANTITA', CIRCA IL 97-98% DEL TOTALE DELLA OSSIGENAZIONE SANGUIGNA, QUINDI, VISTA LA QUANTITA' UN'EVENTUALE CARENZA TRANSITORIA DI OSSIEMOGLOBINA NON CAUSA DANNI ALLE CELLULE.

NEL SANGUE PERO' CE' ANCHE L'OSSIGENO DISCIOLTO, PRESENTE IN MINIMA QUANTITA', CIRCA L'1-2% DEL TOTALE DELLA OSSIGENAZIONE, E, QUESTA FORMA DI OSSIGENO HA UNA CARATTERISTICA ESTREMAMENTE IMPORTANTE PERCHE' E' PARAMAGNETICO, E IL PARAMAGNETISMO DELL'O2 E' INDISPENSABILE PER IRRADIARE NEL SANGUE L'ENERGIA ELETTROCHIMICA TRAMITE LA QUALE, INSIEME ALL'ATTIVITA' ELETTROLITICA, L'IDROGENO IONIZZATO, E LE MEMBRANE CELLULARI POLARIZZATE, POSSONO GENERARSI I POTENZIALI D'AZIONE (impulsi nervosi elettrochimici) I QUALI DETERMINANO TUTTE LE ATTIVITA' CEREBRALI, CARDIACHE, E MUSCOLARI, COMPRESA L'ATTIVAZIONE DEI MUSCOLI LISCI VENOSI.

POSSIAMO CAPIRE CHE, VISTA LA MINIMA QUANTITA', L'EVENTUALE E ABBASTANZA FREQUENTE CARENZA DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO CHE PUO' VERIFICARSI PRATICANDO LE ATTIVITA' DI LAVORO O SPORTIVE AFFATICANTI ANAEROBICHE E PROLUNGATE, CAUSA LA DISATTIVAZIONE DELLE MEMBRANE CELLULARI E IL CONSEGUENTE DETERIORAMENTO SOPRATTUTTO DEI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE E ALTRE CELLULE DEL CERVELLO, CAUSANDO LA NEURODEGENERAZIONE PROGRESSIVA CHE SI RISCONTRA NELLA MALATTIA NEUROMUSCOLARE SLA.

LE RICERCHE EPIDEMIOLOGICHE HANNO RISCONTRATO CERTI LAVORI AFFATICANTI E CONTINUATI E SPORT INTENSI I QUALI POSSONO DEFINIRSI ATTIVITA' ANAEROBICHE PROLUNGATE, PRATICANDO LE QUALI LA SLA SI RISCONTRA PIU' FREQUENTEMENTE, ALCUNE DI ESSE SONO: Agricoltori, Selvicoltori, Scaricatori di Porto, Saldatori, Lavoratori delle pelli, E IN GENERE OPERAI OCCUPATI IN LAVORI AFFATICANTI.

LA SLA SI RISCONTRA ANCHE IN ATTIVITA' SPORTIVE ALCUNE SONO: lo Sport del Calcio, Football, Baseball, Maratoneti, Arbitri, e anche Giocolieri, Stuntman, Ballerini, Esercizi di Palestra Anaerobici, Sollevatori di Pesi, ANCHE QUESTE SONO ATTIVITA' SPORTIVE ANAEROBICHE PROLUNGATE PRATICANDO LE QUALI, A CAUSA DEI FREQUENTI SFORZI ATTUATI TRATTENENDO IL RESPIRO, POSSONO VERIFICARSI FREQUENTI DESATURAZIONI DI OSSIGENO E CONSEGUENTE CARENZA TRANSITORIA O CONTINUATA DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO NEL SANGUE.

ALCUNE PERSONE PUR AMMALATE DELLA SLA NON HANNO MAI PRATICATO DEI LAVORI FATICOSI E NON HANNO MAI SVOLTO INTENSE ATTIVITA' SPORTIVE, IN QUESTI CASI LA MALATTIA NEUROMUSCOLARE E' STATA TRASMESSA GENETICAMENTE DAI CONSANGUINEI I QUALI HANNO SVOLTO LORO LE ATTIVITA' OCCUPAZIONALI ANAEROBICHE PROLUNGATE, CAUSANDOSI LA FREQUENTE CARENZA DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO NEL SANGUE, PROVOCANDO LE ALTERAZIONI DEI PROPRI GENI, TRASMETTENDO IN SEGUITO I GENI ALTERATI AI CONSANGUINEI DISCENDENTI NEI QUALI E' INSORTA IN QUESTO MODO LA SLA.

POSSIAMO CAPIRE CHE, QUANDO SI PRATICANO CERTE ATTIVITA' DI LAVORO O SPORTIVE AFFATICANTI E CONTINUATE, E' NECESSARIO AZIONARE TUTTI I MUSCOLI DELLA RESPIRAZIONE, SI EVITERA' LA RIDUZIONE DEGLI ATTI RESPIRATORI E NON SI VERIFICHERANNO LE RISCHIOSE DESATURAZIONI DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO, CONTINUERA' IN QUESTO MODO AD IRRADIARSI NEL SANGUE QUELLA SUFFICIENTE ENERGIA ELETTROCHIMICA DOVUTA AL PARAMAGNETISMO DELL'OSSIGENO PER MERITO DELLA QUALE POTRA' GENERARSI UNA SANA ATTIVITA' BIOELETTRICA CEREBRALE, CARDIACA, E MUSCOLARE, IMMUNIZZANDOSI COSI' DALLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.
E' INOLTRE IMPORTANTE VERIFICARE CHE, LA SLA PUO' ESSERE TRASMESSA GENETICAMENTE SENZA MANIFESTARNE I SINTOMI, PERCHE' LA MALATTIA NEUROMUSCOLARE PUO' BLOCCARE LA SUA PROGRESSIONE ANCHE ASSUMENDO REGOLARMENTE DELLE SOSTANZE CHE AUMENTANO STABILMENTE LA CIRCOLAZIONE CEREBRALE E GENERALE, INCREMENTANDO LA OSSIGENAZIONE AL CERVELLO, OTTENENDO UNA MIGLIORE ATTIVITA' BIOELETTRICA CEREBRALE BLOCCANDOSI COSI' LA PROGRESSIONE DELLA SLA.

APPARE VEROSIMILE CHE, LA CURA RISOLUTIVA PER I PAZIENTI AFFETTI DALLA SLA E' QUELLA CHE AUMENTA I LIVELLI DELLA PRESSIONE PARZIALE DI OSSIGENO, UTILIZZANDO SOPRATTUTTO, APPENA SARANNO DISPONIBILI, LE NUOVE BIOMOLECOLE DI OSSIGENO (RNS60) PER MERITO DELLE QUALI, INFUSE IN ENDOVENA NELLA GIUSTA QUANTITA' (due o tre infusioni a settimana) AUMENTERANNO STABILMENTE I LIVELLI DELLA PRESSIONE PARZIALE DI OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO, DETERMINANDO LA EFFICACE NEUROPROTETTIVITA' DOVUTA ALL'INCREMENTO STABILE DELL'ENERGIA ELETTROCHIMICA GENERATA DAL PARAMAGNETISMO DELL'OSSIGENO IRRADIATO NEL FLUSSO CEREBRALE E GENERALE, CONSENTENDO UN'AUTOMATISMO NEUROFISIOLOGICO CHE PRODUCE LA RIGENERAZIONE NEURALE, OTTENENDO QUINDI, INSIEME ALLA COSTANTE FISIOTERAPIA RIABILITATIVA, LA CRESCITA DI NUOVI MOTONEURONI E ALTRE CELLULE DEL CERVELLO, VERIFICANDOSI IN QUESTO MODO LA RIATTIVAZIONE DEI MUSCOLI PRECEDENTEMENTE ATROFIZZATI DALLA NEURODEGENERAZIONE, BENEFICIANDO IL PAZIENTE DELLA REGRESSIONE PROGRESSIVA FINO ALLA GUARIGIONE DALLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.


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