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Caffè o the? Meglio ambedue per prevenire ictus e demenza!

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 21 novembre 2021

“Coffee, Tea or Me?”: è il titolo di un fortunato best-seller, che ha venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo intero, pubblicato da Donald Bain nel 1967, che narra una serie di comici aneddoti riferiti da due hostess della American Airlines. Alla luce dei risultati di un recente studio sui benefici effetti derivanti dall’assunzione combinata di queste due bevande, oggi Bain forse avrebbe intitolato il libro “coffee and tea or me?”.

Benefici di caffè e tè su ictus e demenza: cosa dicono gli studi?

Yuan Zhang e Coll. hanno pubblicato, il 12 Novembre 2021, il lavoro "Consumption of coffee and tea and risk of developing stroke, dementia, and poststroke dementia: A cohort study in the UK Biobank[1] che indaga sull’associazione di caffè e the, separatamente ed in combinazione, sul rischio di sviluppare ictus ischemico e demenza.

Per studiare il rischio di ictus e demenza in relazione al consumo di caffè e tè, gli Autori hanno arruolato dalla UK Biobank (Institutional Data Access) una coorte di 365. 682 partecipanti indenni da danni neurologici e 13. 352 pazienti, che avevano già sofferto un ictus, per l’analisi dell’incidenza di demenza post-ictus.

Da un follow-up medio di 11.4 anni è emerso che il 2.8% dei partecipanti ha presentato un ictus e l’1.4% ha sviluppato un quadro di demenza.

Aggiustando i dati per le molteplici variabili confondenti (sesso, età, livello sociale, BMI, attività fisica, abitudini a fumo ed alcool, dieta, lipoproteine HDL e LDL, diabete e malattie cardio-vascolari) è emerso che il rischio di ictus era più basso del 10% fra coloro che consumavano più di 2 tazze di caffè al giorno (P<.001) e del 16% fra i bevitori di più di due tazze di the (P<.001).

In aggiunta, i Ricercatori hanno trovato che coloro che bevevano da 2 a 3 tazze di caffè ed anche da 2 a 3 tazze di the al giorno avevano una diminuzione del 32% (P <. 001) nell’incidenza di ictus ed una riduzione del 28% (P =. 002) di rischio di demenza rispetto a coloro che non assumevano caffè e the. Da questo dato emerge che bere ambedue le bevande durante il giorno apporta un beneficio significativamente più alto che assumerne una sola, abbassando il rischio di ictus, demenza e di demenza vascolare (=. 001).

Per approfondire:Caffè: gli effetti benefici su alcune malattie

In aggiunta a questi dati, i Ricercatori hanno rilevato che per quei soggetti che durante il periodo di follow-up avevano presentato un ictus ischemico, l’assunzione di 2-3 tazze di caffè al giorno è stata associata ad un rischio più basso del 20% di demenza post-ictus (P =. 044), mentre per coloro che consumavano sia caffè che the (0.5-1 tazza di caffè e 2-3 tazze di the al giorno) il rischio della demenza post-ictus era abbassato del 50% (HR, 0.52, 95% CI, da 0.32 a 0.83; P = 0.007).

Considerato quanto l’ictus e la demenza, per il loro risvolto socio-economico, costituiscano un problema di salute in progressivo aumento nel mondo intero, i risultati di questo studio prospettico per il loro potenziale beneficio possono apparire di un certo interesse per i medici coinvolti nella prevenzione e nel trattamento dell’ictus, della demenza e della demenza post-ictus.

Non si è parallelamente rilevata una analoga significativa associazione fra il consumo di caffè e the con il rischio dell’ictus emorragico o la malattia di Alzheimer.

 

Fonti:

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

2 commenti

#1
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Grazie dott. Colangelo, Finalmente una "buona notizia" . Credo che tutti, chi più chi meno, amino iniziare la giornata con un buon caffè e, magari, un buon thè pomeridiano. Il suo articolo sicuramente farà felice i tanti che, anche per i pareri medici spesso discordanti, ad ogni consumazione temevano per i risvolti postumi sulla salute. Grazie per il suo importantissimo contributo per tanti avventori, io per primo.

#2
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Grazie del suo graditissimo commento, che riecheggia le note di "Na tazzulella e cafè" del nostro grande concittadino Pino Daniele, che alla luce di questa ricerca da oggi trova non solo riscontro nel piacere di gustarlo ma anche nella prospettiva di contribuire alla prevenzione di malattie invalidanti del cervello.
Un cordiale saluto

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