Lenti a contatto e trattamento della depressione

Lenti a contatto come trattamento della depressione

luigimarino
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale

Le lenti a contatto potrebbero aiutare a combattere la depressione: la luce, infatti, non serve solo a vedere, ma attraverso cellule specializzate presenti nella retina, invia segnali al cervello che regolano il ciclo sonno-veglia, i livelli di energia e la produzione di serotonina, la sostanza chimica associata al benessere emotivo. Quando questo sistema si altera (come accade nelle stagioni con poche ore di luce) alcune persone sviluppano la depressione stagionale, un disturbo dell'umore riconosciuto e trattabile.

La ricerca scientifica sta esplorando un'ipotesi innovativa: lenti a contatto di nuova generazione capaci di filtrare la luce blu dannosa o di somministrare luce terapeutica direttamente attraverso l'occhio. Studi più recenti stanno invece testando sui topi le lenti a stimolazione elettrica transretinica con effetti antidepressivi paragonabili ai farmaci.

La luce influenza il nostro umore?

Sì, e molto più di quanto pensiamo. La luce che entra nei nostri occhi non serve solo a vedere: manda segnali importanti al cervello che regolano il sonno, l’energia e l’umore. Quando questi segnali funzionano bene, ci sentiamo in forma. Quando si alterano, per esempio in inverno con poche ore di luce, alcune persone si sentono tristi, stanche e senza voglia di fare nulla.

Questo fenomeno si chiama depressione stagionale ed è più comune di quanto si creda.

Cosa hanno a che fare gli occhi con la depressione?

Dentro il nostro occhio ci sono cellule speciali che “leggono” la luce e la trasformano in messaggi per il cervello. Questi messaggi regolano:

  • il sonno: quando è ora di dormire e quando svegliarsi;
  • l'energia durante il giorno;
  • l’umore, attraverso sostanze come la serotonina, la cosiddetta “molecola della felicità”.

Ecco perché gli occhi sono una porta d’accesso privilegiata per influenzare il nostro benessere mentale.

Le lenti a contatto possono aiutare?

I ricercatori stanno studiando lenti a contatto speciali che possono filtrare o modificare la luce che arriva agli occhi, con l’obiettivo di migliorare l’umore e il benessere.

Esistono due tipi principali:

  • Lenti con filtro della luce blu: la luce blu, quella degli schermi di telefoni e computer, ma anche della luce artificiale, la sera disturba il sonno e può peggiorare l’umore. Alcune lenti a contatto possono filtrarla, aiutando il cervello a “capire” che è ora di rilassarsi.
  • Lenti luminose intelligenti: sono ancora in fase di studio, ma alcuni prototipi sono in grado di somministrare una piccola quantità di luce terapeutica direttamente attraverso la lente. È come avere una lampada da fototerapia sempre con sé, senza accorgersene.

Un recentissimo studio, pubblicato sulla rivista Cell Reports Physical Science, riguarda lenti a contatto “neuromodulanti”, ossia basate sulla stimolazione retina-cervello. Ad oggi queste lenti a contatto con microelettrodi che inviano stimolazione elettrica transretinica (“temporal interference stimulation”) sono state sperimentate sui topi e hanno dato effetti antidepressivi comparabili alla fluoxetina.

Cos’è la fototerapia?

La fototerapia è già un trattamento riconosciuto per la depressione stagionale. Consiste nell’esporsi ogni mattina per circa 20–30 minuti a una lampada speciale che emette luce intensa. Funziona bene, ma richiede disciplina e un dispositivo ingombrante.

Le lenti a contatto del futuro potrebbero rendere tutto questo più semplice e discreto, integrandosi naturalmente nella vita quotidiana.

Consigli utili

Nell’attesa che queste tecnologie maturino, ci sono alcune cose concrete che già oggi possono aiutare:

  • esci alla luce naturale ogni mattina, anche solo 15–20 minuti;
  • riduci gli schermi la sera, specialmente nelle ore prima di dormire;
  • se soffri di depressione stagionale, parla con il tuo medico della fototerapia tradizionale;
  • proteggi la tua vista con controlli regolari dall’oculista: occhi sani sono fondamentali per ricevere bene la luce.

Gli occhi non sono solo “finestre sul mondo”: sono anche un canale attraverso cui il cervello riceve informazioni vitali per il nostro equilibrio emotivo. Le lenti a contatto potrebbero diventare, in futuro, uno strumento sorprendente non solo per vedere meglio, ma anche per stare meglio. La scienza è ancora al lavoro, ma la direzione è affascinante e promettente.

Data pubblicazione: 26 maggio 2026

Autore

luigimarino
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Università degli Studi di FIRENZE.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 35175.

Esperto internazionale in chirurgia refrattiva e del segmento anteriore, con oltre 275 pubblicazioni scientifiche e numerosi premi nazionali e internazionali. Fondatore di centri e riviste specializzate, ha sviluppato protocolli innovativi di cross linking corneale con riboflavina e laser a femtosecondi. Docente universitario e consulente ONU, è leader riconosciuto nella cura dell’occhio secco, glaucoma e patologie della macula.

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