Macchinario per risonanza magnetica in ospedale, esame diagnostico avanzato spesso soggetto a lunghi tempi di attesa

Risonanza Magnetica: come ridurre i tempi di attesa?

La Risonanza Magnetica è uno straordinario mezzo di indagine spesso purtroppo mal utilizzato. Il "cattivo" uso che se ne fa aumenta mostruosamente il numero delle richieste e ne procrastina sine die l'esecuzione. Un uso razionale ridurrebbe a zero i tempi di attesa.

Risonanza Magnetica: perché i tempi di attesa sono così lunghi?

Tanti anni fa ho avuto il privilegio di lavorare in un Ospedale che possedeva una Risonanza Magnetica: pare che in quegli anni soltanto Londra ne possedesse un'altra in Europa. Le immagini spesso erano "poco diagnostiche", ma eravamo all'inizio.

Oggi che l'imaging di risonanza la fa da padrone su RX, ECO e spesso anche TAC vi si ricorre troppo spesso, anche senza capire bene quale sia il sospetto diagnostico e che cosa ci si aspetti.

Tale stupido o, almeno, questo scorretto approccio al mezzo è la sola causa della difficoltà di prenotazione e dei tempi biblici di esecuzione.

Il mio punto d'osservazione è privilegiato: sono a contatto con molti malati che al primo sintomo o "dolorino" richiedono (loro) una RM. Vengono da me poiché alla stessa richiesta il medico di medicina generale ha risposto picche (bravissimo). Ma siccome il paziente sa che a fronte della indicazione dello specialista il proprio medico finirà per cedere, eccolo ancora alla carica per strappare un "si consiglia RM". A volte lo Specialista finisce per lasciarsi uscire dalla penna quel "si consiglia" per sfinimento.

Nella quotidianità dello Specialista Ortopedico la lombalgia, il dolore di spalla e la gonalgia occupano gran parte della patologia ambulatoriale.

Quando la RM non è necessaria?

Guai confondere la diagnosi con la terapia: vediamo alcuni esempi pratici.

Caso 1: mal di schiena

Un paziente di 50 anni che ha mal di schiena (primo episodio) deve fare una RM prima di una radiografia e un tentativo di terapia con FANS e miorilassanti? No.

Probabilmente siamo di fronte a una banale lombalgia da sforzo e una terapia adeguata per 7-10 gg risolverà il problema. 

Caso 2: dolore al ginocchio bilaterale

Un paziente di 75 anni che lamenta dolore di ginocchio bilaterale e progressivo varismo deve fare una RM se la radiografia ha mostrato un ginocchio varo gravemente artrosico (da protesi)? No.

Si farà prima un tentativo con infiltrazioni (di steroidi e/o di acdo jaluronico) e, se fallisse, vi sarà l'indicazione alla soluzione protesica. 

Caso 3: dolore posteriore al ginocchio

Se il dolore di ginocchio è posteriore e l'eco ha mostrato una cisti di Baker, deve fare una RM? No.

A volte il tempo risolve senza fare nulla.

Caso 4: dolore alla spalla

Una paziente di 60 anni con ingravescente dolore di spalla che non consente il riposo, che ha già fatto un'eco (tendinopatia della cuffia dei rotatori) e una RX (calcificazione di 7-8 mm) deve fare una RM? No.

Vi è indicazione a un trattamento di fisioterapia strumentale (come le onde d'urto focali) oppure infiltrativo.

Conseguenze sui tempi di attesa

In nessuno dei quattro casi indicati ad esempio sarà necessario eseguire/prenotare una RM: un ambulatorio di Ortopedia che lavori 6 ore al giorno per 5 giorni/settimana quante RM "ha risparmiato" e soprattutto quanti posti liberi saranno a disposizione di chi la RM la deve fare?

In un mese, in un anno, quante RM inutili non verranno né prenotate né eseguite? Sicuramente molte, molte migliaia per ogni Regione.

Credo ragionevolmente di poter concludere che se ogni RM fosse motivata da sintomatologia, obiettività e altre indagini di allarme (RX, ECO) il tempo d'attesa per prenotarla/eseguirla sarebbe pari a zero.

Data pubblicazione: 13 gennaio 2026

Autore

rrambaldi
Dr. Renato Rambaldi Ortopedico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1961 presso Ferrara.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 12352.

Esperto con oltre 60 anni di esperienza in ortopedia, traumatologia e fisiokinesiterapia, vanta più di 5.000 interventi chirurgici, tra cui protesi d’anca, ginocchio e chirurgia del rachide. Autore di pubblicazioni scientifiche e libri di riferimento, ha ricoperto incarichi di primariato e docenza universitaria. Consulente tecnico di tribunale e direttore sanitario dal 2024, opera presso strutture d’eccellenza a Milano.

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