Pornografia e cervello

Dr. Stefano MartellottiData pubblicazione: 13 luglio 2014Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2014

 Il consumo compulsivo di pornografia online può produrre interferenze sulla qualità dell'esperienza sessuale e affettiva (Poulsen FO et al., 2013). Fino ad oggi, però, poco si sapeva delle modificazioni nel funzionamento del cervello che potrebbero fare da sfondo al consumo intensivo di pornografia.

L'idea dai cui parte un recente (2014) studio di Kuhn S e colleghi, comparso sull'importante rivista JAMA Psychiatry con il titolo “La struttura del cervello e le connessioni funzionali associate al consumo di pornografia”, è che il consumo di pornografia abbia delle somiglianze con i comportamenti orientati alla ricerca del piacere (reward-seeking behavior) e alla ricerca della novità (novelty-seeking), nonché con varie forme di addiction (dipendenze patologiche).

L'ipotesi di partenza è stata che, a causa di queste somiglianze sul piano comportamentale, fosse possibile riscontrare delle alterazioni a livello dei circuiti fronto-striatali nei consumatori assidui di pornografia.

Lo studio condotto presso il Max Planck Institute di Berlino ha reclutato 64 maschi adulti sani che presentavano un vasto range di consumo di pornografia in termini di “ore alla settimana”. Gli uomini sono stati studiati mediante tecniche di visualizzazione cerebrale statiche e funzionali.

Gli autori hanno rilevato una proporzionalità inversa tra numero di ore spese nel consumo di pornografia e volume di materia grigia nel nucleo caudato di destra. La stessa relazione è stata rilevata rispetto al livello di attività del putamen indotta dal paradigma sperimentale.
L'attività funzionale di connessione tra nucleo caudato di destra e corteccia prefrontale dorsolaterale di sinistra è risultata inversamente proporzionale al numero di ore spese nel consumo di pornografia.

Le modificazioni anatomiche e funzionali rilevate sembrerebbero riflettere cambiamenti, mediati dai meccanismi riconducibili alla plasticità neurale, conseguenti a un'intensa stimolazione dei sistemi cerebrali di ricerca e piacere (durante il consumo) e a una riduzione nella modulazione top-down (dall'alto verso il basso) da parte delle aree corticali prefrontali. La spiegazione alternativa è che queste diversità anatomo-funzionali del cervello non derivino dal consumo di pornografia, ma al contrario ne costituiscano un presupposto.
Kuhn S, Gallinat G Brain structure and functional connectivity associated with pornography consumption: the brain on porn. JAMA Psychiatry 2014 Jul 1;71(7):827-34.
Poulsen FO, Busby DM, Galovan Am Pornography use: who uses it and how it is associated with couple outcomes. J Sex Res 2013;50(1):72-83.
 

Autore

stefano.martellotti
Dr. Stefano Martellotti Psichiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso Università La Sapienza Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 51101.

1 commenti

#1
Utente 525XXX
Utente 525XXX

Gentile Dr. Stefano,
potrebbe riscrivere l'articolo scrivendo in modo che anche i lettori non del settore medico capiscano un pochino?
A parere mio la seconda parte dell'articolo risulta enigmatica, per esempio la seguente frase è buio totale:

"L'attività funzionale di connessione tra nucleo caudato di destra e corteccia prefrontale dorsolaterale di sinistra è risultata inversamente proporzionale al numero di ore spese nel consumo di pornografia"

Grazie per il tempo che ci dedicherà,
buon inizio settimana,
Dario S.

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