Pornografia ed immaginario erotico: come internet ha stravolto le fantasie

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 09 febbraio 2013Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2013

Non molto tempo addietro, un possibile incontro amoroso/sessuale, veniva anticipato, nutrito, arricchito, innaffiato, da desiderio del mondo dell’altro, dalla fantasia relativa ai particolari di quell’incontro, di quell’uomo, di quella donna... oggi, tutto questo non avviene più e dalla fase del desiderio al passaggio all’atto della pulsione erotica, il passo è breve e la soddisfazione è immediata e genitalica, senza grande riverberi emozionali postumi.

Una ricerca confronta studenti italiani e svedesi per sondare l'immaginario erotico ai tempi di Internet

Le preferenze delle due categorie sono contenute nella ricerca “Sessualità e Internet” condotta dalla Prof.Chiara Simonelli, psico-sessuologa dell'Università Sapienza di Roma, mia cara amica e docente e dalla Prof. Marta Giuliani,del dipartimento di psicologia dell’Istituto di Sessuologia clinica.

“Sesso di gruppo: ecco cosa eccita i giovani maschi italiani in Rete, prevale chiaramente la dimensione promiscua.
Gli svedesi,
sono sensibili alla gerontofilia ,coinvolgimento di persone di una certa età all’interno di possibili giochi erotici, sia le ragazze italiane sia quelle svedesi, dimostrano più che altro curiosità e a differenza dei maschi, non legano il porno online ad attività di autoerotismo.
Il campione in esame è composto da 847 soggetti eterosessuali tra i 20 e i 30 anni, 421 italiani e 426 svedesi, e uno degli aspetti evidenziati dalla ricerca, è la prevalenza di sesso online, dei nordici
.”

Oggi l’utilizzo massiccio della pornografia sta lentamente uccidendo il desiderio sessuale, compromettendo l’immaginario erotico, che si sta sempre di più omologando alla dimensione proposta dalla pornografia e rende i giovani e non, incapaci di “desiderare ancora”, azzerando totalmente la dimensione desiderante.

La ricerca investiga anche il "navigatore tipo": non sempre giovane, non sempre single, non sempre affetto da un autismo tecnologico, non sempre parafilico.....vediamo come oggi tutti si accostino al porno, facendolo diventare un “compagno di viaggio” affidabile e sempre disponibile, verso il piacere.

La "dimensione del piacere condiviso", oggi è sicuramente la più complessa da ottenere, in un momento storico di grande egoismo, egocentrismo, di assenza di modelli amorosi comportamentali di riferimento, di assenza di educazione emozionale e sessuale, il giovane adolescente, spesso incapace di emozionarsi ancora e di reggere il possibile ansiogeno confronto con l’altro sesso, si rifugia nel consolatorio autoerotismo, mediante la pornografia.

L’utilizzo della pornografia, non correla soltanto con una dimensione di solitudine amorosa/sessuale, ma con una dimensione di coppia: in Italia è una pratica che coinvolge maggiormente i ragazzi che vivono in coppia, 57% contro il 43% dei single, mentre in Svezia il dato è praticamente pari, 51% fidanzati e 49% liberi, continua la ricerca.

La reale differenza nell’utilizzo della pornografia, sta nella “reazione emotiva del partner”, per gli uomini, non è una forma di tradimento, mentre le donne lo è, infatti sviluppano un’atroce ed efferata gelosia nei confronti del pc, dell’immaginario erotico del partner e dell’attività autoerotica deputata al piacere solitario.
Tornando allo stravolgimento dell’immaginario erotico e soprattutto all’omologazione, vanno per la maggiore immagini di sesso di gruppo, sculacciamenti e soft abusi vari, sadomasochismo e scene di amore saffico.

Argomenti che non si trattano né in casa, né a scuola, sono l’amore, l’erotismo, la dimensione del desiderio e dell’immaginario erotico, lasciando all’etere ed al porno, il potente ed importante compito di “formare ed informare” sulla sessualità.

La sfera della sessualità è un “luogo simbolico”, contenitore di molto di più della semplice unione di due corpi o, peggio di due organi genitali o peggio ancora di un pc e dell’autoerotismo, ma comprende invece il passato sessuale ed emozionale dei due protagonisti dell’incontro amoroso, la genitalità e la fisicità, gli immaginari erotici l’affettività, la cultura ed i valori pregressi di entrambi.
La sfera della sessualità, non può essere relegata esclusivamente all’aspetto coitale, genitale, quasi ginnico, ma deve contenere quelle caleidoscopiche sfaccettature, che comprendono corpo, psiche, relazione ed immaginario erotico.

Il maggiore afrodisiaco è sicuramente il cervello, luogo deputato alla produzione ideica e di immagini, che risuonano con modalità amplificate, a seconda del contenuto , storia di vita e riverbero emozionale del protagonista dell’incontro amoroso.
Ancor di più per la sessualità femminile, il coinvolgimento, l’immaginario erotico ed il mondo dell’altro, rappresentano un potente afrodisiaco.


Per ulteriori approfondimenti:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1518-sesso-e-rete.htmlSesso-e-rete

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1548-sesso-e-rete-parte-seconda.htmlSesso-e-rete-parte-seconda

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

14 commenti

#1
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Hai avuto modo di leggere i dati statistici diffusi da Youporn il 24 gennaio scorso? L'Italia è al 4 posto al mondo, ma Milano e Roma mantengono il primato mondiale di accessi al sito (escluse città USA)!
A me viene da chiedermi quanto di questi dati è influenzato dal potere religioso presente all'interno dei singoli paesi? Cioè, la censura operata a scuola ed in famiglia, da dove nasce?

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Buon giorno Fernando,
Grazie delle tue osservazioni.
Si ho letto i dati, da paura...
Sicuramente ogni proibizione amplifica il desiderio e questo e' tremendamente vero in ambito sessuale.
L' educazione cattolica, spesso di tipo sessuofobico, che nulla ha a che fare con la fede, e' piena di indottrinamenti, di divieti , di censure.....ed il porno e' l' altra ,eta' del cielo.
Ma questa " deriva della sessualità" non porta affatto buone cose.
Disfunzioni sessuali giovanili, su base psicogena, difficolta' relazionali, affettive, emotive, ansia da prestazione, pillole dell' amore per emulare le ' prestazioni" sessuali dei film, uso ed abuso della donna e della sua fisicita', avulsa da tantissimo altro....corpi mercificati.....
La nuova letteratura erotica pero' , quella al femminile di cui si fa un gran parlare, credo stia facendo leggermente cambiare rotta...
Ma ancora e' presto per vedere i risultati.
Un caro saluto e buon fine settimana

#8
Utente 268XXX
Utente 268XXX

Gent.ma Dott.ssa, ho avuto modo già di rivolgermi a Lei per le conseguenze derivanti da un abbandono subito da parte della mia ex compagna,e i suoi consigli e la Sua visione del problema da prospettive più ampie mi hanno aiutato a intraprendere un percorso di ricostruzione attualmente in atto. Leggendo questo suo interessante articolo, dato che nella situazione con la mia ex compagna il web ha costituito un motivo di "scoperta" di una realtà che la riguardava e che ignoravo, mi sono tornate in mente domande circa il fenomeno molto vasto che attiene al mondo della ricerca della sessualità in internet. Anche se nel suo caso non si trattava di pornografia bensì di uso abituale di chat "multitasking" con profili anonimi connesso all'uso di webcam, per intrattenere "relazioni" virtuali, ma anche, purtroppo, spesso in incontri veri e propri estemporanei, questo "trauma" mi ha dischiuso degli scenari più in generale che potevo immaginare, ma non di questa portata. Mi sono iscritto ad un paio di forum sull'abbandono e le dipendenze affettive, se vogliamo una sorta di "associazioni di vittime di abbandoni e tradimenti". Al di là della valenza psicologica di questi siti, lo sconcerto è quello di trovarmi dinanzi a "drammi" che in comune quasi sempre hanno ormai, il tradimento scaturito da conoscenze on line e la scoperta casuale della "vittima". Devo dire che la percentuale delle vittime e dei carnefici sembra essere equamente distribuita fra i due sessi, e che certo non riguarda, nei forum che frequento, adolescenti bensi adulti singles, sposati, conviventi, fidanzati e quant'altro.
Ora visto l'uso massiccio dei social network con queste finalità anche se a "gradualità" diverse la domanda che mi pongo è questa: il web ha "alimentato" una curiosità "esplorativa" offrendo occasioni facilissime per una persona, uomo o donna, che prima si muovevano in un contesto dove queste erano difficili se non impossibili perchè necessitavano di luoghi fisici per eventuali opportunità e con una limitatissima possibilità di "scelta", cioè un pò "l'occasione fa l'uomo ladro". Oppure il web ha "slatentizzato" una diffusa tendenza presente un pò in tutti, sebbene con le dovute proporzioni, di spezzare routine e legami prima trattenuti solo da mancanza di "opportunità" che ora internet consente a tutti? Mi chiedo, il "tradimento" prima di internet è forse stato solo enormemete più limitato non tanto per adesione a principi morali o a reali legami affettivi nutriti dall'assenza di tentazioni oggi invece cosi facilmente reperibili? Mi pare che anche le statistiche confermino i dati della "labilità" sia dei legami sia dei freni atti a mantenerrli nei tempi di in cui viviamo.
Se poi alla potenza del mezzo si aggiunge ciò che ha perfettamente sottolineato la Dottoressa ovvero il" momento storico di grande egoismo, egocentrismo, di assenza di modelli amorosi comportamentali di riferimento",il quadro che ne emerge non conforta, come è capitato a me, un investimento senza ansia sul piano di un legame sentimentale. La facilità di "saltare" sul carro di un vincitore diverso da sè stessi non è assolutamente pari al rischio di ferirsi gravemente come purtroppo è successo a me, e non con una ragazza adolescente, bensi con una donna 40enne.
Un cordiale saluto

#10
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
le rispondo adesso con un pò più di calma.
Come ha giustamnete sottolineato Lei, il tradimento ha cambiato veste e modalità.
La rete con la sua seduzione, con la sua immediatezza, il suo importante impatto visivo e "non emotivo", facilita gli amori virtuali e le connessioni "altre" da quelle amicali e lavorative.
Se è nato prima l'uovo o la gallina, non so dirle....
il tradimento c'è sempre stato, ma dal punto di vista antropologico si è profondamente modificato:
prima era appannaggio esclusivo del sesso maschile e le donne chiudevano un occhio sulla possibile scappatella maschile, oggi anche le donne tradiscono e sono scarsamente tolleranti e comprensive, la società liquida,le chat, la pornografia, la facilità ed immediatezza dell'etere, forse ha facilitato il compito a chi era già predisposto ed incline al tradimento.
Nel caso della sua donna, credo che la situazione fosse abbastanza complessa, mi sembra di capire che si trattava di compulsione, forse di dipendenza dal sesso e dalla rete e di tanto altro, oltre il semplice tradimento.
Non tutte le donne e gli amori sono uguali, che siano donne giovani o quarantenni, che utilizzino la rete o meno....
Le auguro buone cose
Cordialmente

#11
Utente 268XXX
Utente 268XXX

Gent.le Dott.ssa,
concordo con Lei che oltre le nuove opportunità offerte della rete vi è stato un mutamento antropologico vero e proprio sul fronte dei ruoli maschile e femminile, sulla precocità più o meno consapevole di esperienze sessuali, sul protrarsi in senso opposto con l'aiuto della farmacologia. Credo altresì che tutto ciò vada coniugato, come Lei stessa ha anticipato nel suo precedente intervento, ad una generale prevalenza dell'egocentrismo, declinandolo in maniera impropria con i diritti inalienabil della realizzazione di sè, del diritto ai propri spazi ecc. all'interno della coppia. Anche in passato mi sono mai illuso che in un legame affettivo sia facile spostare il proprio baricentro assime a quello dell'altro e centrarlo nel mezzo, magari creandone uno solo, anche se è il sogno di chi crede nella vita di coppia. Ma oggi sembra davvero una chimera il solo immaginarlo.
Come sempre grazie della Sua cortesia.
Cordiali saluti

#12
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Mi trovo in sintonia, con quanto da lei scritto, ma credo che ogni Individuo nella coppia, dovrebbe mantenere il "proprio " baricentro.
Solo due baricentri, ben cantrati , creano una coppia salda, equilibrata , che sta unita centrando la loro unione sulla dimensione del "piacere", non del bisogno.
Le auguro che la sua chimera, possoa trasformarsi in realtà.
cari auguri
Valeria Randone

#13
Utente 268XXX
Utente 268XXX

La ringrazio degli auguri ma anche per i significativi spunti di riflessione in questa fase di disorientamento personale: in effetti un legame che si instaura sul "bisogno" spesso terapeutico dell'altro (spesso ben celato) nasce già con un vizio "congenito" di fondo. Troppo spesso i rapporti nascendo più sulla spinta di "istinti e istanti" che sull'effettiva conoscenza dei valori e degli equilibri maturati nell'altro, portano a sorprenderci di essere accanto a persone che stentiamo a riconoscere.
un sentito ringraziamento
cordiali saluti

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