Preservativo femminile

Il preservativo femminile

Dr.ssa Teresita Forlano Data pubblicazione: 14 maggio 2014 Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2021

Impedendo il contatto tra spermatozoo e cellula uovo, il preservativo femminile protegge da gravidanze indesiderate e inattese e, se utilizzato correttamente, questo strumento contraccettivo tutela entrambi gli amanti dalla trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili.

Cos'è e com'è fatto il preservativo per donne

Il preservativo femminile conosciuto come Femidom, rientra nella lista dei contraccettivi di barriera, ossia non ormonale.

Il condom femminile è composto da due anelli flessibili posti alle estremità di una morbida guaina di nitrile sintetico, poliuretano o lattice, lunga quanto un profilattico maschile. L'anello interno (ermeticamente chiuso) va sospinto profondamente in vagina: questo si posizionerà naturalmente dietro l'osso pubico.

Preservativo femminile: come funziona

 

L'anello esterno, nell'estremità opposta, rimane aperto al di fuori della vagina, coprendo in parte i genitali. In questo modo, l'uomo può introdurre il pene in erezione nella vagina da quest'apertura. La corretta applicazione del preservativo femminile è illustrata nell’immagine.

Il preservativo femminile non è un metodo contraccettivo molto conosciuto in Italia. Per questa ragione, molte donne sono ancora titubanti e scettiche su efficacia, vantaggi, svantaggi e rischi di tale protezione. Cerchiamo dunque, di fare un po' di chiarezza sul Femidom.

Preservativi per donne: indicazioni generali

Idealmente i profilattici femminili sono indicati per tutte le donne sessualmente attive. In caso di allergia al lattice, si raccomanda di non utilizzare i modelli formulati con la suddetta gommanaturale e preferire piuttosto le varianti in nitrile o poliuretano.

Il preservativo femminile è indicato anche per le relazioni occasionali dal momento che, se utilizzato correttamente, offre una buona protezione da malattie sessualmente trasmissibili.

Inoltre è consigliato anche alle donne che hanno partorito per via vaginale, per le donne allergiche a spermicidi o che non possono assumere contraccettivi ormonali.

In caso di utilizzo di questo metodo contraccettivo è possibile lubrificare i genitali con sostanze specifiche facendo attenzione alla composizione del profilattico:

  • i preservativi femminili in lattice non devono essere abbinati a lubrificanti a base oleosa: un simile comportamento può danneggiare il contraccettivo, aumentando il rischio di fallimento del metodo
  • i preservativi femminili di nitrile o poliuretano tollerano sia lubrificanti acquosi sia oleosi.

Preservativo femminile confronto

Vantaggi del preservativo femminile

Oltre ad offrire una valida protezione da gravidanze indesiderate e malattie veneree (79-95%), il preservativo femminile offre molteplici e numerosi vantaggi:

  • a differenza del preservativo maschile, il condom femminile può essere inserito in vagina alcune ore prima del rapporto, anche 8 ore prima. Ad ogni modo, la donna può decidere di applicare il preservativo femminile fino ad un istante prima dell'inizio del rapporto sessuale. Questa caratteristica conferisce una maggior spontaneità al rapporto;
  • esistono differenti dimensioni del preservativo femminile: la donna può scegliere la variante più adatta all'anatomia dei propri genitali;
  • a differenza dei contraccettivi ormonali, il preservativo femminile non richiede prescrizione medica;
  • rispetto al condom maschile, la variante femminile assicura una maggiore sensibilità all'uomo durante il rapporto;
  • facile conservabilità: i preservativi femminili, specie di nitrile o poliuretano, sono piuttosto resistenti al calore e all'umidità e non tendono a deteriorarsi con le alte temperature;
  • è ipoallergenico (fatta eccezione per i preservativi femminili in lattice: in tal caso, le donne allergiche al lattice devono preferire altri modelli)
  • non presenta gli effetti collaterali tipici dei contraccettivi ormonali;
  • per alcune coppie l'utilizzo del preservativo femminile aumenta il piacere sessuale grazie alla presenza dell'anello interno, che stimola i genitali di entrambi i partner;
  • il preservativo femminile può essere utilizzato in gravidanza e dopo il parto, durante il ciclo mestruale;
  • il profilattico femminile può essere rimosso dalla vagina anche alcune ore dopo il termine del rapporto. Tuttavia, per evitare che lo spermasi riversi, è consigliato rimuovere il condom prima che la donna si alzi in piedi.

Svantaggi e rischi del profilattico femminile

Questo metodo contraccettivo di barriera usato dalle donne presenta anche alcuni svantaggi:

  • durante il rapporto, l'attrito innescato dal contatto tra preservativo e pelle origina un "ronzio" o un "fruscio" non sempre gradito dalla coppia. I più recenti preservativi femminili sono composti da nitrile sintetico, un materiale più accettato dalla coppia perché, durante il rapporto, il tipico fruscio derivato dall'attrito tra pelle e guaina è meno percettibile. I preservativi femminili di nitrile sono più convenienti rispetto a quelli di poliuretano;
  • il lubrificante con cui è rivestito il preservativo femminile è appiccicoso e può aderire alla pelle delle dita durante l'inserimento;
  • per la corretta applicazione il preservativo femminile può richiedere alcune esercitazioni da parte della donna;
  • non è utilizzabile in lattice in caso di allergia alla gomma naturale;
  • non può essere riutilizzato;
  • la frizione del preservativo femminile sulle pareti vaginali può ridurre la naturale lubrificazione femminile;
  • viene negato il contatto diretto tra pene e vagina;
  • se posizionato scorrettamente, il condom femminile può creare fastidio alla donna;
  • se il pene non viene inserito correttamente all'interno del preservativo femminile (ad esempio, viene introdotto lateralmente, tra la parete vaginale e la guaina, e non all'interno della stessa) l'efficacia contraccettiva del metodo è nulla.

Differenze con il diaframma anticoncezionale

Spesso il preservativo femminile e il diaframma anticoncezionale sono scambiati per sinonimi. In realtà, i due metodi contraccettivi sono del tutto differenti: l'unica affinità, è che entrambi sono considerati contraccettivi barriera.

Il diaframma è una piccola cupola soffice di gomma, montata su un anello flessibile e malleabile, che la donna introduce in prossimità del collo dell' utero (per via transvaginale) qualche istante prima del rapporto sessuale: non si srotola come un preservativo femminile e non fuoriesce dai genitali esterni. Inoltre, il diaframma presenta una scarsa protezione da gravidanze indesiderate (rischio di fallimento del metodo: 20% ca.); pertanto, per aumentarne l'efficacia contraccettiva, è necessario avvalersi dell'ausilio di spermicidi (contraccettivi chimici).

Infine il diaframma non protegge efficacemente da malattie sessualmente trasmissibili.

Rottura del preservativo femminile: cosa fare?

Fatta eccezione per l'astinenza totale, nessun contraccettivo a barriera, ormonale o impiantabile assicura una completa copertura da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili.

Nonostante ciò, il profilattico femminile è considerato un valido metodo contraccettivo per evitare gravidanze inattese e anche un efficace barriera contro le malattie veneree. In una piccola percentuale delle utilizzatrici questo contraccettivo fallisce in caso di rottura, foratura (s'inserisce con la punta del dito) o di errato posizionamento.

In simili circostanze, dopo un rapporto sessuale completo, è pensabile che lo spermatozoo abbia fecondato la cellula uovo. La donna può allora prevenire un'eventuale gravidanza ricorrendo alla contraccezione d'emergenza, con l'assunzione della pillola del giorno dopo entro e non oltre le 72 ore dal rapporto a rischio.

In caso di rottura del preservativo femminile, è suggeribile rivolgersi al medico o al ginecologo per ulteriori accertamenti riguardo le possibili malattie sessualmente trasmissibili.

 

Fonte:

Make Love. Manuale di educazione sessuale


Autore

teresitaforlano
Dr.ssa Teresita Forlano Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 2006 presso Seconda Università Napoli.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Campania tesserino n° 3746.

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