Il cane cura più dell'uomo... e soprattutto non mente sull'amore!

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 17 giugno 2014

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"Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato"

Schopenhauer 

Un esperimento condotto nel Centro Diurno Alzheimer di Firenze, ha dimostrato come due cuccioli hanno portato a dieci pazienti malati di demenza, maggiori benefici psicologici e fisici di quanti ne porti di solito la compagnia dell'uomo.

I poteri terapeutici di alcuni animali sono ufficialmente riconosciuti dalla scienza ufficiale, la disciplina si chiama zooterapia o, più comunemente, pet therapy.
Sulla capacità curativa dei cani si è concentrato lo studio del Centro Diurno Alzheimer di Firenze, che ha verificato la possibilità dei cuccioli di cane, di stimolare funzione motoria e sentimenti positivi in persone affette da forme gravi di demenza.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “International Psychogeriatrics” ed ha preso in esame le reazioni di alcuni pazienti nate dalla convivenza con due cani.

I malati, sofferenti di demenza grave, erano dieci e tutti ultrasettantenni.
All’inizio dello studio, tutti i pazienti mostravano difficoltà in qualunque tipo di attività, defezioni che sono parzialmente rientrate dopo l'assidua interazione con i cani.

Gli studiosi hanno infine confrontato sia i progressi motori, che psicologici.

 

Conclusioni

Il legame che i pazienti hanno instaurato con gli animali, ha ridotto la presenza di ansia e tristezza ed ha incentivato stati d’animo di interesse e piacere.
L’effetto positivo del test si è esteso anche alle reazioni fisiche, dato che i pazienti hanno riscontrato anche un risveglio di alcune capacità motorie, ormai sopite.
Il cane non cura la malattia, ma l'"individuo", facendo sì che il paziente possa attingere alle sue risorse psico/fisiche, forse ibernate o mai nate.
L’animale, per l'appunto il cane, viene spesso adoperato in terapia e come terapia, è infatti un “acceleratore di relazioni umane”.

Moltissimi studi hanno dimostrato che la presenza di un animale in casa, migliora dal punto di vista psicologico e della qualità delle emozioni provate, la vita dell’individuo, diminuendo drasticamente solitudine e depressione.
La relazione con il nostro amico a quattro zampe, invita a condurre una vita salubre, a rallentare, a fare lunghe passeggiate odorando l'aria ed a fruire del suo immenso e gratuito amore.

Il cane inoltre, è un vero indicatore di stati d' animo: sente quello che sentiamo noi, percepisce il dolore, la tristezza, la solitudine e con la sua infinita dolcezza, senza essere richiedente o invasivo, riesce a stare vicino anche al peggiore degli esseri umani.
Gli animali ed il legame che instauriamo con loro, fanno bene alla salute; rappresentano infatti un’importante fonte di supporto sociale, capace di agire come un vero e proprio modulatore dello stress quotidiano, in funzione della nostra qualità di vita.

Un bambino, che cresce con un cane, per esempio, impara il rispetto, la capacità di accudimento ed il gioco.
Sarà obbligato ad instaurare un legame, empatico ed autentico ed anche il bambino con le più svariate difficoltà relazionali, saprà cogliere il meglio del legame e soprattutto tirare fuori le parti migliori di se stesso.

Nell'ambiente cinofilo si dice spesso che i cani somigliano ai padroni, frase che sembra non aver nessun assunto di scientificità. In realtà le somiglianze ci sono, anche se non facilmente visibili.

La scelta del cane da adottare o acquistare, talvolta ha una "funzione proiettiva", che collega la relazione tra le caratteristiche della persona a quelle dell’animale.
Spesso il cane scelto, ha qualche legame di somiglianza con la personalità del padrone e con l’immagine che la persona ha di se stessa.

Molti giovani bulli, per esempio, scelgono cani potenzialmente "killer", molossi, che se non cresciuti con coerenza ed autorevolezza, possono diventare sicuramente molto pericolosi.
Questi cani, vengono scelti per colmare alcune lacune psichiche e caratteriali dei padroni, ma gli stessi cani, inseriti all'interno di un nucleo familiare sano ed empatico, diventeranno i migliori compagni di gioco per i più piccoli.

Solitamente il cane risponde a diversi bisogni fondamentali della vita dell'uomo: sicurezza, sensibilità, silenzio, fedeltà e stabilità.
 Sceglierlo con cura, con competenza e soprattutto coscienza, lo renderà un vero membro delle nostre famiglie.

 

"I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani, che sono incapaci di amore puro e confondono l'amore con l'odio nelle loro relazioni"

Sigmund Freud

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/06/07/societa/lazampa/studio-sulla-demenza-senile-i-cani-curano-meglio-degli-umani-2cNYujxA0tKSZ5muMRcXbO/pagina.html

 

Aggiungo due letture dei Colleghi sull’importanza del rapporto cane/bambino:

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

12 commenti

#1
Dr. Mario Savino
Dr. Mario Savino

Molto interessante
e grazie per la citazione

MS

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Collega,
Avevo letto il suo articolo a suo tempo e mi era piaciuto molto.
Gli animali, se scelti con cura ed amore, rappresentano una vera risorsa per le nostre vite.
Valeria

#3

Confermo!! Ho tre cani e 11 gatti e sono così felice di relazionarmi con loro!! E molti dei miei pazienti, che hanno cani o gatti, hanno una capacità di empatia e di sensibilità che non è' sempre appannaggio di chi non li ha. Il rapporto tra individuo e animale e' quanto di più autentico e profondo l'essere umano possa conoscere nella sua esistenza. Grazie, Valeria, per avercelo ricordato! Elisabetta

#4
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Grazie cara Elisabetta,
Per le tue riflessioni, anche io ho due cani e so bene di cosa sono capaci.....
Buona giornata

#5
Dr. Armando Ponzi
Dr. Armando Ponzi

Il cane....riesce a stare vicino anche al peggiore degli esseri umani.
Interessante il tuo articolo.
Magari il cane, per le qualità che elenchi, NON vede il peggiore degli esseri umani: magari non ci sono, ma qualcuno ne ha bisogno per sentirsi migliore.

#6
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Buon giorno Armando,
il legame con il cane, obbliga all' amore e come tutti i legami dove c' è amore, cura, rispetto ed accudimento.....c' e trasformazione.
Grazie per le Tue riflessioni.
Valeria

#8
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile Dr.ssa Randone
Cosa ne pensa invece di quel recente film (di cui ho visto solo il trailer e nient'altro) che racconta di un uomo con gravi problemi relazionali che si trova ad interagire con uno psicologo-computer?
Potrà un giorno la scienza inventarsi dei surrogati tecnologici che possano evitare gli effetti collaterali spiacevoli che si presentano nell'interazione con gli animali domestici, anche se gli animalisti ed i mass-media preferiscono celarli all'opinione pubblica evidenziando solo quelli appaganti, persino edificanti, che tendono a considerare tutti i cani come fossero dei Rex? Oppure crede che non potrà mai aversi un surrogato tecnologico accettabile della coscienza/consapevolezza di un essere vivente, che sia un cane, un gatto o addirittura un delfino (che è molto più intelligente dei primi; e perciò molto più aggressivo?!), come quella donna biologa che qualche decennio fa visse per anni in casa sua con un delfino insegnandogli qualche parola?
Non parlo a vanvera, se non mi sbaglio vi è già una sperimentazione di un "robot tuttofare da compagnia" presso una persona anziana. Ma allora che tipo di sostegno psicologico potrà aversi, non andrà riscritta daccapo l'intera psicologia relazionale, essendo oggetto della relazione un non-umano? E già oggi il web non configura per qualcuno (per molti) un surrogato persino accettabile delle interazioni umane dirette? E deve preoccupare il fatto che un recente studio ha rilevato che le relazioni di coppia suggerite nei siti di incontro online sono le più stabili, oppure il filtro tecnologico relazionale (che sia il computer, lo smarthphone, il tablet, ecc.) sta resettando i rapporti riavvicinando gli uomini e le donne che innegabilmente i metodi diretti di incontro ed unione tradizionali stavano/stanno allontanando?
Saluti.

#9
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
La ringrazio per le sue riflessioni.
Sembra essere un desiderio frequente quello di surrogare gli esseri umani con macchine perfette, performanti e soprattutto obbedienti.
Ricorda il film con Alberto Sordi " io e Caterina"?
Personalmente spero non sia attuabile, uno psicologo diventa tale non solo per le competenze acquisite sui libri, ma perché lavora con la sua "psiche", con le sue emozioni, con la sua mente e con il suo cuore ......altrimenti sarebbe asettico, sicuramente bravissimo, ma non sarebbe in grado di curare nessuno.
Ma questo è un mio pensiero.
In merito all' utilizzo del web, in effetti rappresenta spesso un sostituto relazionale, un' intimità sostitutiva, un amico sempre disponibile, un amante misterioso e tantissimo altro.
Cordialmente
Valeria Randone

#10
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile dr.ssa Randone
Strano, perchè per qualcuno la sua affermazione iniziale potrebbe valere anche per i cani, almeno per quanto riguarda l'obbedienza. Tuttavia il surrogato canino pare che vada di moda, forse anche troppo, e secondo me spesso ridicolmente troppo. Dopotutto un cane non è un essere umano, e un'eccessiva antropomorfizzazione degli animali domestici potrebbe essere persino il segnale di una pericolosa regressione all'infantilismo e denotare forse qualche mancanza grave nelle interazioni sociali (umane), soprattutto uomo-donna. Io contesto pure che il cane possa amare, non almeno come l'uomo/donna, non avendo evidentemente la sua anima (non in senso religioso, ovviamente). Anche il fatto che l'uomo possa odiare dimostra paradossalmente che sa amare molto più d'un cane, d'un gatto o d'un porcellino d'india.
Una piccola nota personale su quella citazione di Freud. L'altro giorno il piccolo bastardino del mio vicino che mi abbaia sempre, d'altronde come a tutti i passanti vicini e lontani, approfittando del cancello semiaperto mi si è avventato contro addentando l’orlo dei pantaloni. Niente di che, per carità, ma devo dedurre secondo Freud che quel bastardino mi consideri un nemico, e così qualsiasi altro bipede passante? Se fosse un uomo lo si dovrebbe psicoanalizzare all’istante per eccesso di turbe paranoiche.
Cordiali saluti.

#11
Utente 344XXX
Utente 344XXX

(Fobia infantile)
Il grosso cane dello zio
che rientra dalla caccia
sente il bimbo da lontano
che ha paura e si sgancia;
scappa presto scappa,
bimbo lesto nella casa
mentre sbatte il cancello
che però ahimè si riapre.
Corron i piedi sulle scale
con il muso poco bello
che vuol farti forse male,
corron fino alla cugina:
lei alza la testa e ti vede
poi l’abbassa come prima
e prosegue a ricamare.

#12
Utente 335XXX
Utente 335XXX

x antonio 77-probabilmente le ha sgagnato i pantaloni xche' aveva capito come la pensava sui cani e simili. anche il mio vicino ha un piccolo peloso che nonostante mi veda da sempre mi abbaia, io lo guardo lo chiamo x nome con voce calma e lui bofonchia 2 volte e si rimette a cuccia in silenzio. è chiaro che piu' son piccoli e piu' si devon fare coraggio e poi va da uno all'altro come nei bipedi come li chiama Lei. provi a vedere la cosa con gli occhi del cane (in questo caso piccolo) lei ai suoi occhi apparira' come un gigante, e quindi.... poi per carita' ci sono cani petulanti cui basterebbe far fare corso( a loro e ai padroni) x far loro passare il vizio del facile abbaio. a questo proposito se trovate PSICOLOGIA CANINA di william e. campbell troverete tecniche di interpretazione e correzione del comportamento problematico del cane. saluti Pierre

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