Se lui non riesce a raggiungere il piacere: l'eiaculazione ritardata

Dr.ssa Monica CappelloData pubblicazione: 11 luglio 2017

Eiaculazione ritardataMolto spesso si sente parlare di eiaculazione precoce: quando esiste questa problematica il rapporto sessuale è molto breve e spesso non sufficiente alla donna per raggiungere l’orgasmo. Però anche il sesso che si protrae per ore e ore finisce per dare noia, poiché l’eccitazione e la concentrazione tendono a scemare.

Ci sono uomini che hanno tempi lunghi nel raggiungere l’orgasmo non per scelta, ma perché hanno difficoltà a concludere il rapporto raggiungendo il piacere. Si tratta di una disfunzione sessuale definita EIACULAZIONE RITARDATA, caratterizzata dalla difficoltà o dalla totale incapacità di raggiungere l’orgasmo e, quindi, di eiaculare, nonostante la funzionante componente di desiderio sessuale, la normale capacità erettiva e la volontà di abbandonarsi completamente al piacere.

Il disturbo può comparire fin dai primi rapporti o presentarsi in un preciso momento della vita sessuale, che fino ad allora era stata positiva e appagante.

Può manifestarsi in qualunque atto sessuale (penetrazione, sesso orale, masturbazione) o solo in alcune situazioni. Di solito, quando si verifica da sempre e anche nella stimolazione autoerotica, ha cause organiche (neurologiche, endocrinologiche, farmacologiche).

L’eiaculazione ritardata può creare frustrazione e insoddisfazione a se stessi e alla partner, che vive molto male l’incapacità dell’altro di arrivare al piacere. L’eccessiva durata del coito porta la donna a una scarsa lubrificazione vaginale, con conseguente perdita dell’eccitazione, fino a sentire dolore durante il rapporto. Inoltre, l’assenza di un orgasmo condiviso conduce a un calo del desiderio per la coppia, che vive il rapporto come un incontro faticoso e sgradevole.

L’uomo se non riesce a farsi trasportare dalle emozioni e dal piacere, si sente deluso, frustrato e inadeguato.

Vediamo quali sono le cause del disturbo: alla base c’è un fattore di ANSIA molto forte, che impedisce la concentrazione sulle proprie percezioni sensoriali e inibisce il piacere. L’uomo si concentra troppo sulla performance, allontanandosi quindi dalle sensazioni fisiche. L’ossessione per la PRESTAZIONE e per l’evento eiaculatorio diventano prioritarie, impedendo alla mente di lasciarsi andare alle piacevoli sensazioni. Tale focalizzazione al negativo ostacola la concentrazione percettiva, bloccando o rallentando la possibilità di concludere il rapporto con un orgasmo liberatorio.

In molti casi, ci può essere il timore di scoprirsi e di legarsi. Spesso c’è una difficoltà ad aprirsi con l’altro, a condividere le emozioni e manifestare l’affettività. La relazione con il partner è vista con timore e percepita come una minaccia; dare e concedere qualcosa di sé, è faticoso.

A volte ci possono essere alla base del problema insicurezze o inibizioni che, nel momento di maggiore intimità, prendono il sopravvento, provocando un blocco. Anche un’educazione sessuale molto rigida, l’idea del sesso come qualcosa di sporco, può far vivere l’orgasmo come qualcosa di sbagliato. Privarsi del piacere è l’unica soluzione per mettersi al riparo dai sensi di colpa!

Se l’eiaculazione ritardata si presenta quando c’è il progetto di fare un figlio, può nascondere la paura o la non reale adesione al concepimento, per cui risulta il modo più efficace e meno conflittuale con cui difendere la propria posizione.

Cosa fare?

Per prima cosa, è importante rivolgersi al medico andrologo, che farà fare tutti gli esami utili a escludere la causa organica. Se non risultano disturbi fisici, è necessaria una terapia psicosessuologica, per imparare a rilassarsi e concentrarsi sulle proprie sensazioni fisiche e propriocettive, lasciarsi andare e imparare a liberare il piacere.

Se si desidera davvero affrontare il problema, il punto di partenza è la complicità con la partner. La comunicazione e il dialogo sono la migliore espressione di complicità, ma anche la condivisione, soprattutto delle fantasie erotiche.

Durante la consulenza sessuologica, il terapeuta insegnerà la FOCALIZZAZIONE SENSORIALE, una tecnica che aiuta moltissimo a combattere l’ansia. Questa pratica si divide in due fasi principali, in cui i partner sono invitati ad accarezzare in modo reciproco e alternato il corpo nudo dell’altro, a esclusione dei genitali (fase 1), zona che può venire inclusa (fase 2) solo quando al contatto non sono più associati sentimenti di ansia. Questi esercizi mansionali devono avvenire in un ambiente rilassato e organizzato per creare un’atmosfera positiva, non carica di aspettative, in cui la penetrazione è vietata.

In questo percorso, infine, si lavorerà per aumentare i livelli di concentrazione durante l’atto, provando a descrivere a parole le sensazioni legate al piacere.

Autore

monicacappello
Dr.ssa Monica Cappello Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1999 presso Universita degli Studi di Torino.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte tesserino n° 3349.

5 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Monica,
vorrei aggiungere qualche nota alla tua lettura

"Di solito, quando si verifica da sempre e anche nella stimolazione autoerotica, ha cause organiche (neurologiche, endocrinologiche, farmacologiche)".

Non è sempre così, talvolta il paziente - psicogeno - eiacula soltanto di notte, con le pollizioni notturne.
Allego questa lettura dove vengono trattati i vari gradi di gravità della e.r.
Oltre all'ansia che tu giustamente annoveri tra le cause, non è da sottovalutare la struttura di personalità del paziente, il nucleo fobico sempre presente, e le dinamiche di coppia.

Un saluto, e buon lavoro
Valeria

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1600-eiaculazione-ritardata-quando-il-piacere-tarda-ad-arrivare.html

#2
Dr.ssa Monica Cappello
Dr.ssa Monica Cappello

Ciao Valeria, grazie per il tuo articolo di approfondimento. Lo leggerò sicuramente!

Buon lavoro anche a te...

#3
Utente 462XXX
Utente 462XXX

Buongiorno,
vorrei descrivere il mio caso: ho 30 anni, una relazione stabile con rapporti frequenti, quando facciamo sesso non c'e nessun problema, tutto perfetto, per me e a quanto dice la mia ragazza anche per lei.
Il problema è che se lo faciamo una seconda volta io non eiaculo pur avendo un'erezione corretta. Quando dico seconda volta lo dico a prescindere dal periodo della giornata, se lo facciamo di pomeriggio e la seconda volta è dopo cena io non vengo comunque.

Le sensazioni che provo la seconda volta sono molto più attenuate.
Vorrei sapere se la cosa è strana.
Grazie mille

#4
Utente 315XXX
Utente 315XXX

Buongiorno,
se mi posso permettere, capisco che tu hai 30 anni io ne ho 62 circa e , amorevolmente ti invidio, io soffro di eiaculazione ritardata nel 50% dei rapporti, anche extraconiugali, nel rimanente 50 % mi arrendo ma per me gioca molto a sfavore l'età, l'andropausa è dura. Quello che voglio chiederti è : perché dopo aver fatto sesso il pomeriggio vuoi / volete farlo anche la sera ? E' un'esigenza tua o della tua partner ? E' forse un voler ripetere le belle sensazioni del giorno ? Personalmente io mi limiterei a quell'ora o due del pomeriggio e restare con un bel ricordo fino alla prossima. Così ti complichi la vita.....ovviamente ragiono in base a come ragionavo a 30 anni. Saluti.

#5
Dr.ssa Monica Cappello
Dr.ssa Monica Cappello

Ho letto solo ora, il commento del ragazzo! Purtroppo, ho inserito soltanto recentemente, la notifica ai commenti ricevuti...

Vorrei tranquillizzarti: non è assolutamente strano, se non riesci ad avere un secondo orgasmo, nell'arco della stessa giornata. Non si tratta di un disturbo di eiaculazione ritardata!
E' un aspetto molto individuale, che dipende da vari fattori: il tempo trascorso dall'ultima eiaculazione, il livello dell'eccitazione, l'età...
Probabilmente, sei già soddisfatto dall'orgasmo avuto, e non senti la reale necessità di averne un altro successivamente.
Come ha suggerito il Sig. Freddy, mi soffermerei sulle motivazioni che spingono te e la tua partner, a fare l'amore più volte nella stessa giornata...

Un saluto!

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